Mazzabue

Mazzabue
frazione
Mazzabue – Veduta
Mazzabue – Veduta
la corte di Mazzabue
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Parma
ComuneColorno
Sorbolo Mezzani
Territorio
Coordinate44°54′15″N 10°24′38″E
Altitudine25 m s.l.m.
Abitanti201 (censimento 2011)
Altre informazioni
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazzabue
Mazzabue

Mazzabue (Masabò in dialetto parmigiano) è una frazione rurale in parte nel comune di Colorno e parte nel comune di Sorbolo Mezzani, posta a 4 km a sud est da Colorno, a 2 km a sud ovest da Casale di Mezzani e a 14 km nord da Parma.

Geografia fisica

Il territorio, a vocazione prettamente agricola, è sprovvisto di un vero e proprio centro abitato ed è caratterizzato esclusivamente da case sparse, diverse delle quali case coloniche disabitate. Su di esso insiste un fitto reticolato di canali facente parte del Consorzio di Bonifica Parmense.

Origini del nome

Il toponimo pare legato al nome di qualcuno che possedeva o abitava questo luogo. Mazzabue probabilmente trae origine da un soprannome poi trasformatosi in cognome, o dalla professione esercitata da questa persona.

Storia

Il territorio di Mazzabue mostra ancora oggi traccia della centuriazione romana. Viene citato per la prima volta in epoca medievale da diplomi imperiali che investirono il Vescovo di Parma della proprietà del territorio.

Il 6 agosto del 1291 assieme ai boschi limitrofi di Pantera e Mantello il territorio di Mazzabue fu venduto dal vescovo di Parma, Obizzo Sanvitale al Cardinale Gerardo Bianchi. L'influente porporato, nato nel vicino paese di Gainago, in quegli anni effettuò numerosi acquisti di terre nella zona per donare un beneficio economico alla prebenda del Battistero di Parma. Con la somma ottenuta il Sanvitale acquistò un terreno di dimensioni molto inferiori a quello venduto, da ciò si evince che all'epoca quello di Mazzabue fosse un territorio poco idoneo alla coltivazione. Il Bianchi tuttavia aveva pianificato con cura i suoi acquisti dato che già nel 1290 tramite un'altra acquisizione si era preoccupato di dotare questo terreno di un accesso diretto al fiume Po, che era allora un'importante via di comunicazione. Successivamente iniziò a concedere con contratto di mezzadria questi terreni a diversi lavoratori agricoli affinché ne migliorassero le condizioni, il Chronicon parmense riferisce che il cardinale edificò anche diverse abitazioni e una chiesa. Documenti dell'epoca attestano che già a partire dal 1293 Mazzabue forniva guadagni regolari. Gli acquisti di terreni in zona proseguirono negli anni successivi. Questi investimenti in terre insignificanti e poco redditizie da parte di un prelato tanto influente fanno supporre volesse compiere un'opera che lasciasse il segno nel suo territorio nativo.

Il territorio di Mazzabue in una carta di Smeraldo Smeraldi

Successivamente i terreni di Mazzabue passarono all'abbazia di San Martino de' Bocci fatta edificare sempre da Gerardo Bianchi.

La zona di Mazzabue nel 1334 risultava stabilmente coltivata, viene citata da un provvedimento emanato dal comune di Parma relativo alla distruzione di granaglie e altri generi alimentari affinché non venissero requisite dagli eserciti nemici.

Nel 1564 il duca Ottavio Farnese si accordò col vescovo di Parma Alessandro Sforza per bonificare i terreni di Mazzabue drenandone le acque nel canale Parmetta. Nel 1603 Smeraldo Smeraldi ingegnere della Congregazione dei cavamenti si occupò della razionalizzazione del sistema idraulico della zona, redigendone inoltre alcune carte dettagliate..

In epoca farnesiana nei pressi di Mazzabue era presente un bosco che costituiva la parte terminale del giardino di Colorno. I Farnese erano appassionati delle pratiche venatorie acquistarono la tenuta di Mazzabue dai frati di Valserena. Nella seconda metà del XVII secolo venne tracciata una strada che collegava il bosco di Mazzabue col palazzo di Colorno, al termine del percorso, prima di giungere all'area forestata venne posizionata la statua di Diana. Questa strada diventerà in seguito l’asse centrale del parco; per realizzarlo, i Farnese pianteranno alberi in vaste aree fertili del territorio circostante, già precedentemente utilizzate per la coltivazione. Intorno alla prima metà del ‘700 venne restaurato l’oratorio di S. Maria Maddalena presso la corte di Mazzabue. La parte non boscata di Mazzabue venne affittata alla camera ducale. La tenuta nel 1797 fu donata dal duca Ferdinando Borbone al monastero delle Domenicane Gavotte allora situato a Colorno.

Nella prima metà dell'800 il territorio fu ampiamente sfruttato per la risicoltura, coltura che tuttavia subì un forte declino verso la fine del secolo. A seguito della soppressione del monastero delle Domenicane Gavotte in Fontanellato i terreni di Mazzabue e della vicina proprietà di Campogrande passarono al Demanio, nel 1875 vennero successivamente venduti all'asta. Negli anni si susseguirono diversi proprietari: nel 1906 la corte appartiene ad Ada Basilewsky, successivamente passa alla famiglia Baratta.

Durante la seconda guerra mondiale, il 23 marzo 1945 la corte di Mazzabue subì un bombardamento da parte di aerei americani. Fu colpita la stalla e venne danneggiata la parte residenziale. In questa azione persero la vita tre degli abitanti del complesso, fortunatamente buona parte dei residenti in quel momento era al lavoro nei campi, altrimenti il bilancio avrebbe potuto essere peggiore. Nelle settimane successive la corte subì anche dei mitragliamenti, circolò in seguito la voce che gli alleati ritenessero che qui si trovassero depositi di carburante.

Nel 1959 la proprietà venne divisa tra 11 assegnatari che costituirono la cooperativa Sant'Antonio che divenne anche proprietaria del caseificio annesso alla corte.

Società

Evoluzione demografica

Fino al secondo dopoguerra la corte di Mazzabue ha ospitato un nutrito gruppo di famiglie, al punto da essere dotata di una propria scuola. Con lo sviluppo economico avvenuto nella seconda metà del Novecento la frazione ha subito un consistente spopolamento demografico dovuto all'abbandono dell'attività agricola da parte di molte famiglie che si trasferirono a Parma o nei paesi vicini.

Monumenti e luoghi d'interesse

L'unico edificio di una certa rilevanza è la Corte di Mazzabue considerata un po' il simbolo della zona. Anticamente vi era anche una chiesa dedicata a San Nicolò, poi sostituita da un oratorio dedicato a Santa Maria Maddalena, anche quest'ultimo edificio è poi scomparso.

Nelle pertinenze della corte si trovano anche un ex caseificio e l'ex scuola elementare terminata nel 1954 in funzione nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. La scuola ospitava gli alunni residenti nella corte e nei dintorni che frequentavano un'unica pluriclasse. L'aula della scuola fungeva anche da cappella per la celebrazione della messa domenicale tenuta dal parroco di Casale di Mezzani. Prima della realizzazione dell'edificio l'aula scolastica era ospitata nella stanza di un'abitazione privata.

Infrastrutture e trasporti

La strada provinciale n. 72 che collega Parma a Mezzani, è l'asse viario principale che attraversa la frazione.

Note

  1. ↑ abitanti Mazzabue nel comune di Mezzani (sezione censimento 340210000025) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su datiopen.istat.it. URL consultato il 12 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2016).
  2. ↑ abitanti Mazzabue nel comune di Mezzani (sezione censimento 340210000028) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su datiopen.istat.it. URL consultato il 12 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2016).
  3. ↑ abitanti Mazzabue nel comune di Colorno (sezione censimento 340100000051) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su datiopen.istat.it. URL consultato il 12 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2016).
  4. ↑ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva.
  5. ↑ Toponimi di origine medievale tra Torrile e Colorno, su academia.edu.
  6. ↑ Silanos.
  7. 1 2 Enrico Dall'Olio, Itinerari turistici della provincia di Parma, Artegrafica Silva, Parma, 1977
  8. 1 2 3 Petrucci
  9. ↑ Marco Minardi, Paesaggio di frontiera: la formazione di un territorio rivierasco padano, Mezzani, comune di Mezzani, 1995.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 Guareschi
  11. ↑ Marco Minardi, Le terre dè Mezzani, Mezzani, comune di Mezzani, 1989.
  12. ↑ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 135 dell'11 giugno 1875, su augusto.digitpa.gov.it.

Bibliografia

Voci correlate

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