| Matzah | |
|---|---|
| Origini | |
| Altri nomi | matzà, matzo, matzah, matzos |
| Luogo d'origine | |
| Dettagli | |
| Categoria | contorno |
| Ingredienti principali |
|
| Varianti | matzah shemura |
La matzah (o matzà in ebraico מַצָּה?, pronuncia mazzà; pl. matzot), nota anche come matzo, matzos in yiddish, è il pane non lievitato (o azzimo: a base di farina e acqua) proprio della cucina ebraica, che è consumato quale alimento rituale nella festa di Pesach (Pasqua ebraica).

L'uso tradizionale come cashrut durante Pesach è in ricordo del frettoloso abbandono delle case in occasione dell'uscita dall'Egitto durante il quale, secondo il libro biblico dell'Esodo e la tradizione orale, gli ebrei non ebbero il tempo di lasciar lievitare il pane prima di cuocerlo. Vige l'obbligo di cibarsi di Matzah anche a Pesach shenì, il 14 del mese di Iyar.
Viene preparata miscelando la farina con l'acqua, senza l'aggiunta di lievito o altri ingredienti come il sale e mettendo l'impasto in forno. Un tipo particolare di matzah è la matzah shemura in cui il controllo dell'assenza di lievitazione si estende anche alla fase di conservazione del grano, prima e dopo la macinazione.
Secondo la Halakhah si possono utilizzare solo cinque cereali per produrre la farina della matzah: frumento, orzo, avena, segale e spelta.
Solitamente preparata in sottili fogli di forma quadrata, nella tradizione della cucina ebraica italiana esiste anche in forma di "panetti" relativamente spessi.
Nel romanzo "Golem" di Isaac B. Singer si racconta dei pregiudizi contro gli ebrei di Praga, accusati di impastare le mazzot con il sangue dei cristiani.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85082274 · J9U (EN, HE) 987007558288305171 |
|---|