La medicina termale è una disciplina che studia e insegna le caratteristiche delle cure termali (le acque minerali, i fanghi, le grotte), la loro azione biologica e farmacologica e gli effetti terapeutici.
Gli studi biochimici sulle acque minerali ne sottolinearono le proprietà e le indicazioni cliniche; i medici erano convinti che per ogni malattia esistesse una sorgente medicinale appropriata. In quest'ottica, Vincent Priessnitz e Sebastian Kneipp possono essere considerati i due padri della moderna balneoterapia (l'uso medico dell'acqua termale) e dell'idroterapia (l'immersione del corpo nell'acqua termale a scopo terapeutico). Con l'inizio del XXI secolo, l'acqua ha riacquistato importanza grazie all'esperienza terapeutica dei medici e ai nuovi studi di idrologia, farmacologia e biochimica; in particolare, grazie al contributo di studi cinesi, americani e spagnoli, le cure termali hanno assunto un valore preventivo, terapeutico e riabilitativo in molte patologie, tra cui la malattia vascolare del collagene.
Al concetto classico di cura si affianca ora quello di benessere, con un fiorire di attività parallele e complementari ed un nuovo turismo termale.
È considerata una medicina naturale. Fanghi, immersioni in acque minerali, inalazioni di gas naturali sono solo alcuni dei metodi che si possono utilizzare in una stazione termale per curare le patologie più diverse: broncopneumopatie, malattie cardiovascolari, infezioni varie. Queste terapie devono essere prescritte e somministrate sotto controllo medico e le stazioni termali devono possedere requisiti, regolamenti ed essere gestite con personale equiparabile ad altri centri sanitari. Non esiste un momento più indicato di altri per sottoporsi alle cure termali: ogni stagione è adatta, anche se tra maggio e settembre le condizioni climatiche più favorevoli possono favorire il buon esito dei trattamenti.
La terapia con mezzi termali viene definita anche crenoterapia (dal greco crené, sorgente). Se ne distinguono due tipi: interna ed esterna.
In alcuni centri termali viene praticata anche la talassoterapia, un metodo che sfrutta l'azione complementare di fattori ambientali e climatici, in modo particolare del clima marino, l'elioterapia e fattori crenoterapici, come le sabbiature o la balneoterapia con acqua di mare.
Il termine idroterapia qualifica, in modo più specifico, le cure che sfruttano le proprietà fisiche dell'acqua, sia essa di fonte che minerale. Esistono poi la “fisioterapia termale” e la “crenofisioterapia”: il primo termine indica tutte le terapie riabilitative, termali e non, che possono essere associate alla crenoterapia (ad esempio il massaggio dopo i fanghi), il secondo comprende tutte quelle metodiche nelle quali esiste una strettissima relazione tra il mezzo fisico e quello termale utilizzati in un unico intervento (ad esempio la chinesiterapia effettuata in acqua minerale).
La terapia termale è solitamente indicata, in linea generale, per le patologie croniche, cronico-degenerative o recidivanti a carico di vari apparati, in particolare per: