
Il medico di medicina generale o medico di famiglia, detto anche colloquialmente medico di base o medico generico, è il medico di riferimento nell'assistenza primaria, responsabile della presa in carico globale e continuativa della persona. Ha il compito di promuovere la salute, prevenire e diagnosticare le malattie, trattare le patologie di propria competenza e coordinare, quando necessario, il percorso assistenziale del paziente con gli altri professionisti e servizi sanitari.
La figura del medico di medicina generale è comune nel Regno Unito, in Irlanda, Australia, Canada, Sudafrica, Nuova Zelanda, a Singapore e in altri paesi del Commonwealth (con il nome general practitioner, GP, lett. "medico generale"), dove la denominazione viene comunemente distinta dal physician, solitamente riservata agli specialisti ospedalieri (in particolare gli internisti). Anche in alcuni di questi paesi, così come in Norvegia e in Spagna, tra gli altri, la figura del medico di medicina generale, specialmente di impiego rurale, va oltre alla sola medicina di famiglia, integrandola con l'emergenza territoriale o con altre mansioni. Negli Stati Uniti viene sovente utilizzata la denominazione primary care physician (lett. "medico di assistenza primaria").
Può essere assistito da un servizio di segreteria di studio e da una équipe infermieristica e può associarsi con altri medici nell'ambito della medicina di gruppo.
L'Organizzazione mondiale dei medici di famiglia ha stabilito nel 2002 la definizione della specializzazione in medicina generale e del medico specialista in medicina generale. Tale definizione, in accordo con le normative europee di riferimento, rappresenta il core curriculum di tutte le scuole di formazione specialistiche in medicina generale europee e del contratto che disciplina i rapporti fra i sistemi sanitari nazionali e i medici di medicina generale.
Secondo la WONCA:
Le caratteristiche fondamentali del medico specialista in medicina generale sono:
Negli Stati Uniti d'America, l'assistenza primaria è fornita principalmente dal Primary Care Physician (PCP), denominazione che comprende diverse categorie di medici, tra cui specialisti in medicina di famiglia, medicina interna e pediatria, oltre ai medici formati nei programmi combinati di medicina interna e pediatria (Internal Medicine-Pediatrics), senza un modello uniforme. Il PCP rappresenta generalmente il principale punto di riferimento del paziente per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie acute e croniche e, quando necessario, per il coordinamento dell'assistenza specialistica.
Negli USA, il medico di medicina generale non è assegnato obbligatoriamente. La possibilità e le modalità di scelta dipendono in gran parte dal tipo di copertura sanitaria e dal piano assicurativo sottoscritto.
In Giappone, il sistema dei medici di famiglia non è stato implementato. L'assistenza primaria viene erogata soprattutto da cliniche territoriali, spesso da medici specialisti che svolgono anche attività di cure primarie; i pazienti non sono tenuti ad avere un medico di famiglia né a ottenere una prescrizione per vedere uno specialista; il sistema giapponese mantiene un principio di libero accesso alle strutture sanitarie. Esiste però la possibilità di scegliersi una figura, detta medico di riferimento (かかりつけ医?, kakaritsuke-i), con funzioni molto simili alla medicina generale: seguire il paziente nel tempo, occuparsi dei problemi di salute quotidiani, riconoscere cambiamenti clinici e indirizzare il paziente allo specialista quando necessario.
Nel 1959, il rapporto finale del Commissione per la sicurezza sanitaria presentato al Ministro della Salute e del Welfare raccomandava fortemente l'implementazione di un sistema di medici di famiglia, facendo riferimento al Rapporto Beveridge britannico, ma l'Associazione medica giapponese si oppose, sostenendo che avrebbe portato alla nazionalizzazione dell'assistenza sanitaria e a un sistema di remunerazione pro capite.
Nell'ambito dei servizi sanitari per gli anziani sono stati compiuti tentativi di introdurre una figura denominata «medico di riferimento per gli anziani» (in giapponese 高齢者担当医?, kōreisha tantō-i), alla quale era associato uno specifico compenso sanitario.
Nella revisione dell'economia e delle politiche del Giappone condotta dall'OCSE nel 2009, al Paese è stato raccomandato di introdurre un sistema volto a prevenire il ricorso non necessario agli specialisti, di aumentare il numero dei medici di medicina generale e di definire più chiaramente il ruolo dei medici specialisti.
Nel 2014 (anno 26 dell'era Heisei) è stato istituito un compenso per ogni medico di riferimento, denominato «compenso per l'assistenza sanitaria integrata a livello territoriale».
In Israele la legge richiede, per il medico di famiglia (in ebraico רופא משפחה?, rofè mishpachah), una specializzazione in medicina di famiglia della durata di quattro anni. Durante questo percorso, lo specializzando lavora come medico di ruolo nei reparti di medicina interna, pediatria e altri, e successivamente lavora sotto supervisione in ambulatorio con propri pazienti; al termine della specializzazione e dopo il superamento degli esami, al medico viene conferito il titolo di "Specialista in medicina di famiglia".
L'inquadramento normativo e contrattuale del medico di famiglia è definito dalla legislazione statale sulla sanità pubblica, da accordi collettivi di lavoro nazionali e dai modelli di rapporto contrattuale con le casse malati (kupot holim): la legge sull'assicurazione sanitaria nazionale (1995) sancisce il diritto di ogni residente a essere iscritto a una delle quattro casse malati non-profit, e il medico di famiglia è il responsabile della gestione continua e dell'invio verso esami diagnostici, farmaci convenzionati e visite specialistiche. Esistono due modalità principali attraverso cui un medico di famiglia presta servizio per le kupot holim: come dipendente delle casse, con contratto di lavoro subordinato governato dagli accordi collettivi nazionali siglati tra l'Associazione Medica Israeliana e i datori di lavoro del settore pubblico, oppure come libero professionista convenzionato, con contratto di prestazione d'opera tra la cassa malati e il medico stesso.
Nell'Unione europea, la professione è regolamentata dalla direttiva 2005/36/EC. In circa la metà dei paesi europei la specializzazione dei medici di medicina generale è demandata alle università mediante apposito corso di specializzazione.
In Italia, l'assistenza primaria è affidata al medico di medicina generale, che opera in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale sulla base dell'accordo collettivo nazionale (ACN) e non come dipendente pubblico. L'accesso alla professione richiede il diploma di formazione specifica in medicina generale, corso triennale organizzato dalle Regioni che non costituisce una specializzazione universitaria.
Ogni assistito sceglie il proprio medico tra quelli convenzionati con l'azienda sanitaria di residenza e può revocarne la scelta; il medico può avere in carico di norma un massimo di 1500 assistiti ed è remunerato prevalentemente a quota capitaria. Le prestazioni comprese nella convenzione sono gratuite per l'assistito. Con gli ACN del 2022 e del 2024, le attività a ciclo di scelta e quelle ad attività oraria sono confluite nel ruolo unico di assistenza primaria.
La denominazione "medico di famiglia" inizia a comparire negli atti normativi e contrattuali dagli anni Ottanta, dal Decreto del presidente della Repubblica 16 ottobre 1984, n. 882, in materia di "Esecuzione dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti medici di medicina generale" ai sensi dell'articolo 48 della legge 833, il primo Accordo collettivo nazionale di categoria; documenti e atti pubblicati in Gazzetta Ufficiale hanno continuato a utilizzare "medico di famiglia" anche successivamente.
Le espressioni "medico generico" e "medico di base" sono ormai ritenute improprie: la prima era quella prevista dalla legge 833/1978, riveduta con il Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, articolo 8, in materia di "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421", figura superata dalla normativa successiva, e poteva anche indicare il laureato privo della formazione specifica post lauream; la seconda è colloquiale e retaggio del sistema delle casse mutue, da cui il sinonimo storico "medico della mutua", che non rispecchia né i requisiti formativi né le competenze multidimensionali attribuite al medico di medicina generale contemporeaneo.
Nel Regno Unito, i medici che desiderano diventare General Practitioners (GP) dovevano seguire almeno cinque anni di formazione dopo la laurea, che generalmente consisteva in un corso universitario della durata di cinque o sei anni, al termine del quale si conseguiva il titolo di Bachelor of Medicine, Bachelor of Surgery (MBBS).
I medici che si sono laureati a partire dal 2005 devono completare un minimo di cinque anni di formazione post lauream:
Nel Regno Unito esistono numerose modalità attraverso le quali i medici di medicina generale possono esercitare la professione. Sebbene il principale obiettivo di carriera sia quello di diventare titolare o socio di un ambulatorio di medicina generale, molti GP lavorano come medici dipendenti o non titolari, prestando servizio negli ospedali all'interno di Unità di assistenza acuta a gestione generale (GP-led acute care units) oppure svolgono attività come medici sostituti o liberi professionisti.
Indipendentemente dal ruolo ricoperto, la grande maggioranza dei GP percepisce la maggior parte del proprio reddito dal National Health Service. I titolari e i soci degli ambulatori di medicina generale sono lavoratori autonomi, ma operano sulla base di accordi contrattuali con il NHS, che garantiscono loro una notevole prevedibilità delle entrate. Le riforme del NHS hanno incluso modifiche al contratto: i medici di medicina generale non sono più tenuti a lavorare in orari disagevoli e la loro remunerazione è in parte correlata alle prestazioni e ai risultati ottenuti (ad esempio, al numero di pazienti trattati, ai trattamenti effettuati e allo stato di salute della popolazione residente nel territorio), attraverso il Quality and Outcomes Framework, il sistema di valutazione della qualità e degli esiti. Il reddito che un GP può aspettarsi di percepire varia anche in funzione della localizzazione dell'attività professionale e dei bisogni sanitari della popolazione assistita.
Le visite presso gli ambulatori dei medici di medicina generale sono gratuite in tutto il Regno Unito; Galles, Scozia e Irlanda del Nord hanno anche abolito completamente i costi a carico del paziente per le prescrizioni.
Il medico di famiglia (in spagnolo médico de familia o médico general) è un laureato in medicina e specializzato in Medicina generale al quale è assegnato un determinato numero di pazienti della popolazione e che presta la sua opera in uno studio attrezzato (Centro di salute), le cui funzioni sono di natura clinica e assistenziale, di libera docenza, ricerca e amministrazione in ambito medico-sanitario. La sua attività è orientata alla promozione di stili di vita salubri, all'identificazione di potenziali rischi e pericoli per la salute pubblica e individuale, al trattamento e cura più convenienti e adeguate per tali problematiche.
Il medico di famiglia conosce approfonditamente il paziente e la sua storia clinica, la sua aspettativa di vita e il suo contesto personale, famigliare e sociale e per tali motivi è qualificato a decidere col proprio assistito il miglior trattamento e gli obiettivi da perseguire. Un'assistenza di qualità implica l'esistenza di un rapporto fiduciario fra medico e paziente, costituito da conoscenza, rispetto e fattiva collaborazione reciproca, condizione ritenuta irrinunciabile per un espletamento efficace della vocazione professionale propria del medico di famiglia. I medici specialisti operano anche in qualità di medici consulenti, che scambiano informazioni e delegano al medico di famiglia la fase di follow-up del paziente.
Il medico generico (in francese médecin praticien, in tedesco Praktischer Arzt e in romancio medi da chasa) è un medico titolare di uno specifico titolo federale di perfezionamento professionale conseguibile dopo almeno tre anni di formazione post lauream. A differenza dell'uso tradizionale della medesima espressione in Italia, la denominazione costituisce pertanto in Svizzera un titolo professionale ufficialmente riconosciuto.
Il percorso formativo consente di acquisire le competenze necessarie per esercitare autonomamente nell'ambito dell'assistenza sanitaria di base, ma non conferisce il titolo di medico specialista; il titolo di medico generico rappresenta inoltre, di norma, una formazione di base per il successivo conseguimento della specializzazione in medicina interna generale: lo specialista in medicina interna generale segue invece un percorso di perfezionamento della durata complessiva di cinque anni, comprendente tre anni di formazione di base in medicina interna generale e due anni di formazione complementare; il percorso può essere orientato sia all'attività ambulatoriale, attraverso il curriculum di medico di famiglia, sia all'attività di internista ospedaliero.
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