Il monsone dell'Asia orientale è un sistema monsonico che interessa gran parte dell'Asia orientale e alcune regioni limitrofe dell'Asia sud-orientale. Costituisce uno dei principali sottosistemi del monsone asiatico e influenza profondamente il clima della Cina orientale, della penisola coreana, del Giappone, di Taiwan, del Mar Cinese Meridionale e delle regioni circostanti. In una definizione geografica più ampia, la sua influenza si estende verso sud fino alla penisola indocinese e alle Filippine e verso nord fino all'Estremo Oriente russo.
Il sistema presenta una marcata alternanza stagionale. Durante l'estate boreale prevale una circolazione che trasporta aria calda e ricca di umidità dalle regioni oceaniche tropicali e subtropicali verso il continente, determinando gran parte delle precipitazioni della stagione calda. Durante l'inverno, al contrario, l'intenso raffreddamento dell'interno asiatico favorisce una circolazione prevalentemente settentrionale o nord-orientale, fredda e relativamente secca.
La variabilità del monsone dell'Asia orientale esercita importanti effetti sulla disponibilità di risorse idriche, sull'agricoltura e sul rischio di alluvioni e siccità. Alcune stime considerano direttamente o indirettamente esposta alle sue variazioni climatiche una popolazione pari a circa un terzo di quella mondiale.
Il monsone dell'Asia orientale differisce sotto diversi aspetti dal monsone dell'Asia meridionale. Sebbene i due sistemi interagiscano e facciano parte della più ampia circolazione monsonica asiatica, il monsone estivo dell'Asia orientale non rappresenta semplicemente un prolungamento verso nord-est del monsone indiano. La sua evoluzione dipende dall'interazione tra processi tropicali, subtropicali e delle medie latitudini e coinvolge, tra gli altri, l'anticiclone subtropicale del Pacifico nord-occidentale, le correnti a getto delle medie latitudini, la circolazione sul Mar Cinese Meridionale e i contrasti termici tra continente asiatico e oceani circostanti.
Si distinguono generalmente due componenti principali: il monsone estivo dell'Asia orientale e il monsone invernale dell'Asia orientale. I due sistemi non sono semplicemente l'uno l'inverso dell'altro, poiché coinvolgono configurazioni atmosferiche e meccanismi dinamici in parte differenti.
Il monsone estivo dell'Asia orientale è caratterizzato dal trasporto verso nord di aria calda e umida e dalla progressiva migrazione delle principali fasce di precipitazione dalla Cina meridionale verso la Cina centrale e settentrionale, la Corea e il Giappone.
Durante la primavera e l'inizio dell'estate, il continente asiatico si riscalda progressivamente, mentre la struttura della circolazione atmosferica sul Pacifico occidentale e sull'Asia tropicale si riorganizza. Il monsone estivo è alimentato da un intenso trasporto di vapore acqueo proveniente soprattutto dal Pacifico tropicale occidentale, dal Mar Cinese Meridionale e, attraverso collegamenti con la circolazione monsonica tropicale, dall'Oceano Indiano.
La quantità e la distribuzione delle precipitazioni dipendono in larga misura dalla posizione e dall'intensità dell'anticiclone subtropicale del Pacifico nord-occidentale, dalla posizione delle correnti a getto e dalla convergenza dei flussi umidi provenienti dalle basse latitudini.
L'avanzata del monsone estivo non avviene in modo uniforme. La stagione piovosa si sviluppa inizialmente alle latitudini più meridionali e si sposta successivamente verso nord attraverso una serie di fasi relativamente rapide intervallate da periodi nei quali la principale fascia di precipitazioni rimane quasi stazionaria.
Nella Cina meridionale le precipitazioni della stagione calda aumentano già durante la primavera. Con l'avanzare dell'estate la principale fascia piovosa raggiunge il bacino del Fiume Azzurro, la penisola coreana e il Giappone, dove forma il caratteristico sistema frontale noto come Meiyu-Baiu-Changma.
Successivamente la fascia monsonica tende a spostarsi ulteriormente verso nord e, durante il pieno dell'estate, le precipitazioni interessano maggiormente la Cina settentrionale e nord-orientale. La posizione e la tempistica di queste transizioni variano però considerevolmente da un anno all'altro.

Una delle principali manifestazioni del monsone estivo dell'Asia orientale è una fascia di precipitazioni persistenti che si forma tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate e si estende dalla Cina orientale attraverso la penisola coreana fino al Giappone e al Pacifico nord-occidentale.
Il fenomeno assume denominazioni differenti nelle varie regioni: è noto come Meiyu (梅雨, «pioggia delle prugne») in Cina e a Taiwan, Baiu o Tsuyu (梅雨) in Giappone e Jangma o Changma (장마) in Corea.
La fascia delle piogge è associata a un fronte allungato approssimativamente da ovest a est o da sud-ovest a nord-est, lungo il quale convergono masse d'aria con caratteristiche termiche e soprattutto igrometriche differenti. Il sistema viene alimentato da forti correnti meridionali ricche di umidità e dall'interazione tra la circolazione monsonica asiatica e il margine occidentale dell'anticiclone subtropicale del Pacifico nord-occidentale.
Il Meiyu-Baiu-Changma raggiunge generalmente la sua massima importanza tra giugno e luglio. La durata e l'intensità della stagione piovosa presentano tuttavia una forte variabilità interannuale e le anomalie possono provocare sia gravi alluvioni sia periodi di siccità.
La stagione delle piogge non è perfettamente sincrona nelle tre regioni. La fase principale del Meiyu interessa soprattutto il bacino medio e inferiore del Fiume Azzurro, quella del Baiu il Giappone e quella del Changma la penisola coreana, con differenze nella data d'inizio, nella durata e nella struttura delle precipitazioni.
In Giappone il Baiu o Tsuyu costituisce la principale stagione piovosa dell'inizio dell'estate e si manifesta generalmente tra giugno e luglio, con variazioni latitudinali e interannuali.
Con l'avanzare dell'estate la fascia del Baiu migra generalmente verso nord e perde progressivamente la propria organizzazione. A essa non va identificata semplicemente la successiva stagione piovosa autunnale: tra settembre e ottobre il Giappone è interessato da una nuova fase piovosa chiamata Akisame o Shūrin, associata a una fascia frontale che migra verso sud e presenta caratteristiche in parte differenti dal Baiu.
Il monsone invernale dell'Asia orientale costituisce uno dei principali sistemi di circolazione atmosferica dell'emisfero boreale durante la stagione fredda e interessa un'area estesa dalle alte latitudini dell'Eurasia fino ai tropici del Pacifico occidentale.
Il sistema è caratterizzato a bassa quota dall'anticiclone siberiano, dalla depressione aleutinica sul Pacifico settentrionale e da forti venti settentrionali e nord-occidentali lungo il margine orientale dell'Asia. Nella media troposfera è associato alla profonda saccatura dell'Asia orientale, mentre nell'alta troposfera è legato alla corrente a getto dell'Asia orientale.
L'intenso raffreddamento della Siberia e della Mongolia durante l'inverno favorisce la formazione di elevate pressioni atmosferiche sull'interno continentale. L'aria fredda viene quindi trasportata verso sud e sud-est, interessando periodicamente Cina, Corea, Giappone e i mari circostanti attraverso intense irruzioni fredde.
Queste irruzioni possono provocare bruschi cali delle temperature, forti venti e, quando l'aria continentale fredda attraversa superfici marine relativamente calde, intense nevicate in alcune regioni sottovento, tra cui parti del Giappone e della penisola coreana.
A differenza del monsone estivo, quello invernale è generalmente associato a condizioni fredde e secche sulle regioni continentali. Il passaggio delle masse d'aria sull'oceano può tuttavia arricchirle di umidità e determinare precipitazioni sulle coste esposte.
L'intensità e la distribuzione delle precipitazioni del monsone dell'Asia orientale variano considerevolmente su scale temporali intrastagionali, interannuali e pluridecennali. Tali variazioni dipendono dall'interazione tra fenomeni atmosferici e oceanici tropicali ed extratropicali.
Tra i principali fattori figurano l'El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO), la posizione e l'intensità dell'anticiclone subtropicale del Pacifico nord-occidentale, la variabilità delle temperature superficiali degli oceani Indiano e Pacifico, l'oscillazione artica e le variazioni delle correnti a getto.
L'El Niño-Oscillazione Meridionale rappresenta una delle principali fonti di prevedibilità della variabilità interannuale del monsone estivo dell'Asia orientale, ma la relazione è complessa e non lineare.
Gli episodi di El Niño e La Niña possono modificare la circolazione atmosferica sul Pacifico tropicale e subtropicale e, di conseguenza, la posizione e l'intensità dell'anticiclone del Pacifico nord-occidentale e del fronte Meiyu-Baiu-Changma. L'effetto dipende tuttavia dalla posizione, dall'intensità e dalla fase evolutiva dell'episodio ENSO e può variare sensibilmente da un decennio all'altro.
ENSO influenza anche il monsone invernale dell'Asia orientale, ma il rapporto tra i due fenomeni è modulato dall'oscillazione pacifica decadale, dall'oscillazione artica e dalle condizioni dell'Oceano Indiano e del Pacifico occidentale.
Il monsone invernale dell'Asia orientale ha svolto un ruolo importante nel trasporto delle polveri dalle regioni aride dell'Asia interna verso la Cina settentrionale e orientale.
Nel corso del Quaternario, ripetuti episodi di trasporto e deposizione eolica hanno contribuito alla formazione delle estese successioni di loess della Cina settentrionale, in particolare dell'altopiano del Loess. Le particelle provengono principalmente dalle regioni desertiche e semidesertiche dell'Asia interna e settentrionale e vengono trasportate verso est e sud-est da venti associati alla circolazione invernale e primaverile.
Le successioni di loess e paleosuoli costituiscono per questo motivo uno dei più importanti archivi continentali della storia paleoclimatica dell'Asia orientale. In generale, strati di loess più sviluppati sono associati a periodi relativamente freddi e aridi caratterizzati da maggiore trasporto di polvere, mentre la formazione di paleosuoli più intensamente alterati riflette condizioni relativamente calde e umide e una maggiore influenza del monsone estivo.
Il rapporto tra intensità del monsone invernale e deposizione delle polveri non è tuttavia esclusivo: disponibilità dei sedimenti, aridità delle regioni sorgente, vegetazione e circolazione atmosferica delle medie latitudini contribuiscono anch'esse a determinare il trasporto eolico.
La storia del monsone dell'Asia orientale è stata ricostruita attraverso numerosi indicatori paleoclimatici, tra cui successioni di loess e paleosuoli, sedimenti lacustri e marini, pollini fossili e depositi di grotta come le stalagmiti.
Nel corso del Quaternario la forza relativa dei monsoni estivo e invernale è variata in risposta alle oscillazioni glaciali-interglaciali, alle variazioni dell'insolazione determinate dai cicli orbitali terrestri e ai cambiamenti delle calotte glaciali, delle temperature oceaniche e della circolazione atmosferica globale.
Durante l'Olocene il monsone estivo dell'Asia orientale ha attraversato importanti variazioni. Le ricostruzioni basate su livelli lacustri, pollini e successioni di loess e paleosuoli indicano condizioni monsoniche generalmente più intense durante parte dell'Olocene antico e medio rispetto ai periodi successivi, in relazione soprattutto alla maggiore insolazione estiva dell'emisfero boreale.
La tempistica del massimo idroclimatico non fu tuttavia identica in tutte le regioni. Una classica sintesi paleoclimatica ha suggerito che le condizioni di massima umidità si verificarono prima nella Cina settentrionale e nord-orientale e più tardi nelle regioni meridionali, indicando una migrazione nel tempo della fascia di massima influenza monsonica.
L'interpretazione delle diverse registrazioni paleoclimatiche rimane oggetto di studio. Indicatori differenti possono infatti registrare aspetti diversi del sistema monsonico, quali la quantità locale di precipitazioni, il trasporto di umidità, la forza della circolazione o la provenienza delle masse d'aria.
Il cambiamento climatico antropogenico sta modificando il ciclo idrologico dell'Asia orientale e può influenzare sia la quantità delle precipitazioni monsoniche sia la loro distribuzione spaziale e temporale.
Le simulazioni climatiche della fase 6 del Coupled Model Intercomparison Project (CMIP6) indicano generalmente un aumento delle precipitazioni associate al monsone estivo con l'aumento della temperatura globale. In uno studio basato su 30 modelli CMIP6, le precipitazioni monsoniche aumentavano mediamente di circa il 4–6% per grado di riscaldamento globale, a seconda del livello di riscaldamento considerato.
Gli stessi modelli indicano una diminuzione della frequenza delle precipitazioni deboli e un incremento di quelle più intense, insieme alla possibilità di un inizio anticipato e di una durata maggiore della stagione monsonica.
Altre analisi basate su grandi insiemi di simulazioni climatiche mostrano una tendenza robusta verso l'aumento delle precipitazioni e della loro variabilità giornaliera, suggerendo un rischio crescente di eventi idrologici estremi in diverse regioni dell'Asia orientale.
Uno studio del 2025 ha inoltre previsto un aumento delle precipitazioni durante sia la migrazione verso nord sia la fase di massima intensità della fascia monsonica. Per il periodo 2081-2100, rispetto al 1995-2014, l'aumento medio simulato sull'Asia orientale varia in funzione dello scenario emissivo e della fase stagionale, risultando maggiore negli scenari caratterizzati dalle emissioni più elevate.
Le proiezioni della forza della circolazione monsonica sono invece più incerte e possono cambiare a seconda dell'indice utilizzato per definirne l'intensità. L'aumento delle precipitazioni non implica quindi necessariamente un rafforzamento uniforme di tutte le componenti dinamiche del monsone.
Per il monsone invernale le proiezioni sono anch'esse complesse. Alcuni indicatori suggeriscono un indebolimento futuro delle componenti associate alle temperature superficiali, mentre altri indici basati sui venti meridionali mostrano una possibile intensificazione della circolazione.
Il monsone estivo rappresenta una delle principali fonti di acqua dolce per le regioni densamente popolate dell'Asia orientale. In vaste aree della Cina orientale, della Corea e del Giappone una parte considerevole delle precipitazioni annuali cade durante la stagione calda.
La quantità e la distribuzione delle piogge influenzano direttamente l'agricoltura, la gestione delle risorse idriche, la produzione idroelettrica e il funzionamento degli ecosistemi. Una stagione monsonica debole o caratterizzata da una posizione anomala della fascia piovosa può determinare siccità estese, mentre la persistenza del fronte Meiyu-Baiu-Changma può causare precipitazioni eccezionalmente intense e vaste alluvioni.
Il monsone invernale condiziona invece soprattutto le temperature, le irruzioni fredde, le nevicate e il trasporto di polveri minerali dall'interno del continente verso la Cina orientale, la Corea, il Giappone e il Pacifico settentrionale.