
Il clima della Cina è estremamente diversificato a causa della grande estensione latitudinale e longitudinale del paese, della distanza variabile dagli oceani e soprattutto delle enormi differenze di altitudine. Comprende climi tropicali e subtropicali nell'estremo sud, climi temperati e continentali in gran parte della Cina orientale e settentrionale, climi aridi e semiaridi nell'interno nord-occidentale e climi alpini e nivali alle maggiori quote dell'Altopiano del Tibet e delle grandi catene montuose dell'ovest.
Una delle caratteristiche fondamentali del clima cinese è l'influenza del monsone dell'Asia orientale. Durante l'estate, masse d'aria calda e umida provenienti dal Pacifico occidentale, dal Mar Cinese Meridionale e, indirettamente, dall'Oceano Indiano penetrano nel continente e determinano gran parte delle precipitazioni della Cina orientale e meridionale. Durante l'inverno prevale invece l'influenza dell'anticiclone siberiano, che favorisce l'afflusso di aria fredda e relativamente secca dalle regioni interne dell'Asia verso la Cina orientale e meridionale.
Ne deriva un marcato contrasto sia tra estate e inverno sia tra le regioni orientali umide e quelle nord-occidentali aride. In generale le precipitazioni diminuiscono procedendo da sud-est verso nord-ovest, mentre l'escursione termica annuale aumenta procedendo dalle regioni tropicali costiere verso l'interno e verso nord.
Il valore termico più elevato ufficialmente riportato in Cina è di 52,2 °C, registrato il 16 luglio 2023 presso la stazione meteorologica di Sanbao, nella depressione di Turfan nello Xinjiang. Il valore minimo riportato è invece di −53,0 °C, osservato a Mohe, nello Heilongjiang, il 22 gennaio 2023.
La distribuzione dei climi cinesi è determinata dall'interazione tra latitudine, circolazione atmosferica, continentalità, rilievo e influenza oceanica.
La Cina orientale si affaccia sul Mar Giallo, sul Mar Cinese Orientale e sul Mar Cinese Meridionale ed è fortemente influenzata dalle variazioni stagionali della circolazione monsonica. Le regioni occidentali e nord-occidentali, al contrario, sono separate dall'oceano da migliaia di chilometri e da grandi sistemi montuosi e presentano quindi un marcato carattere continentale e spesso arido.
Un ruolo fondamentale è svolto dall'Altopiano del Tibet, che raggiunge un'altitudine media superiore ai 4000 e modifica profondamente la circolazione atmosferica dell'Asia. Insieme all'Himalaya, al Kunlun, al Tian Shan e ad altre catene montuose, esso ostacola il trasporto di masse d'aria, modifica i gradienti termici e contribuisce alla distribuzione delle precipitazioni.
I rilievi provocano inoltre forti effetti di precipitazione orografica e ombra pluviometrica, contribuendo alla presenza di regioni estremamente umide sui versanti esposti alle masse d'aria oceaniche e di vaste aree desertiche nei bacini interni.
Le temperature presentano enormi variazioni geografiche, particolarmente accentuate durante l'inverno.
Nell'estremo nord, soprattutto nello Heilongjiang settentrionale e nella Mongolia Interna nord-orientale, gli inverni sono lunghi e molto freddi e le temperature medie di gennaio possono scendere sotto i −20 °C. A Mohe, presso il confine russo, la temperatura media giornaliera di gennaio è prossima ai −30 °C.
Procedendo verso sud, gli inverni diventano progressivamente più miti. Nel bacino del Fiume Azzurro, città come Shanghai, Nanchino e Wuhan presentano medie invernali sopra lo zero, sebbene possano verificarsi irruzioni di aria fredda. Lungo la costa della Cina meridionale e sull'isola di Hainan gli inverni sono invece miti o caldi: a Haikou la temperatura media di gennaio è di circa 18 °C e a Sanya supera i 22 °C.
Le differenze termiche latitudinali sono molto meno pronunciate durante l'estate. Gran parte della Cina orientale presenta temperature medie di luglio comprese tra circa 24 e 30 °C, accompagnate nelle regioni centro-meridionali da elevata umidità atmosferica.
Le estati particolarmente calde del medio e basso bacino dello Yangtze hanno fatto sì che città quali Chongqing, Wuhan e Nanchino venissero tradizionalmente indicate come alcune delle «fornaci» della Cina. Le temperature assolute più elevate del paese vengono tuttavia raggiunte nelle regioni desertiche dello Xinjiang, soprattutto nella depressione di Turfan, dove l'aria molto secca, la bassa quota e la forte insolazione favoriscono massime superiori ai 40 °C.
Nella Cina occidentale l'altitudine può essere più importante della latitudine nel determinare le temperature. L'Altopiano del Tibet presenta condizioni molto più fredde rispetto alle regioni poste alle stesse latitudini nella Cina orientale. A Lhasa, situata a circa 3650 m di altitudine, gli inverni sono freddi ma relativamente soleggiati, mentre le estati rimangono miti.
Alle quote maggiori dell'altopiano tibetano, del Tian Shan, del Kunlun e di altre catene montuose sono diffusi permafrost, ghiacciai e condizioni climatiche alpine.

Le precipitazioni presentano uno dei gradienti geografici più marcati del territorio cinese. In termini generali diminuiscono da sud-est verso nord-ovest, passando da oltre 2000 mm annui in alcune regioni costiere meridionali a meno di 100 mm nei deserti dello Xinjiang e in altre aree dell'interno.
La Cina meridionale e sud-orientale riceve precipitazioni abbondanti grazie all'influenza del monsone estivo e dei cicloni tropicali. Guangdong, Guangxi, Hainan, Fujian, Taiwan e alcune parti dello Yunnan registrano comunemente valori superiori a 1500 mm annui; a Hong Kong la normale climatica 1991-2020 supera i 2400 mm.
Nella Cina orientale e centrale le precipitazioni si concentrano prevalentemente tra la primavera e l'estate. Nel bacino medio e inferiore dello Yangtze una parte importante delle piogge di inizio estate è associata alla stagione del Meiyu, corrispondente alla fase cinese del fronte Meiyu-Baiu-Changma.
Nella Cina settentrionale la stagione piovosa è più breve e concentrata soprattutto in luglio e agosto. Nelle regioni aride dello Xinjiang, del Gansu occidentale e della Mongolia Interna occidentale la quantità totale di precipitazioni è invece molto ridotta e il carattere monsonico diviene progressivamente meno evidente.
La depressione di Turfan comprende alcune delle località più aride del paese. Le precipitazioni possono essere inferiori a poche decine di millimetri all'anno e l'evaporazione potenziale è enormemente superiore alle piogge.
La maggior parte della Cina orientale è soggetta al monsone dell'Asia orientale, caratterizzato dall'alternanza tra una circolazione estiva calda e umida e una circolazione invernale prevalentemente fredda e secca.
Durante la tarda primavera e l'estate, l'avanzata delle masse d'aria umida verso nord determina una successione di stagioni piovose dalla Cina meridionale alla valle dello Yangtze, alla Cina settentrionale e infine alla Cina nord-orientale. La posizione e l'intensità delle fasce di precipitazione possono tuttavia variare notevolmente di anno in anno.
Nel bacino dello Yangtze, il periodo di precipitazioni persistenti di giugno e luglio è noto come Meiyu (梅雨, «piogge delle prugne»). La persistenza o lo spostamento anomalo del fronte del Meiyu può contribuire a produrre gravi alluvioni o, al contrario, deficit pluviometrici.
Durante l'inverno l'anticiclone siberiano favorisce forti correnti settentrionali e nord-orientali. L'aria fredda proveniente dall'interno eurasiatico può raggiungere periodicamente anche la Cina meridionale, provocando bruschi cali termici.
Data l'estensione del territorio, una classificazione climatica della Cina può essere effettuata secondo criteri diversi. In termini generali si possono distinguere alcune grandi regioni.
La Cina nord-orientale, comprendente soprattutto Heilongjiang, Jilin e Liaoning, presenta un clima continentale monsonico con inverni lunghi, freddi e secchi ed estati relativamente brevi, calde e piovose.
Nell'estremo nord il clima assume caratteristiche subartiche, mentre verso sud le temperature estive aumentano sensibilmente. Harbin presenta una temperatura media di gennaio inferiore a −15 °C e una media di luglio superiore a 20 °C; a Shenyang l'inverno è meno rigido e l'estate più calda.
Le precipitazioni, generalmente comprese tra circa 400 e 800 mm annui, sono fortemente concentrate nella stagione estiva.
La Cina settentrionale, comprendente la grande pianura attorno a Pechino, Tianjin, Hebei, Shandong e parte dello Shanxi, presenta un clima continentale monsonico caratterizzato da inverni freddi e secchi ed estati calde e umide.
A Pechino e Tianjin oltre metà delle precipitazioni annuali cade generalmente tra giugno e agosto. L'inverno è invece dominato da masse d'aria continentali molto secche e le precipitazioni nevose sono relativamente scarse.
La regione può essere interessata in primavera da tempeste di polvere provenienti dalla Mongolia Interna e dai deserti dell'Asia interna.
La Cina centro-orientale, comprendente il basso e medio bacino del Fiume Azzurro, presenta generalmente un clima subtropicale umido o monsonico temperato.
Gli inverni sono freschi e umidi e le estati molto calde e afose. Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno, ma raggiungono generalmente un massimo tra la tarda primavera e l'estate.
Il Meiyu costituisce una delle principali caratteristiche stagionali della regione. Shanghai, Nanchino, Hangzhou, Wuhan e Changsha appartengono, con differenze locali, a questo vasto dominio climatico.
Nella Cina meridionale, comprendente Guangdong, Guangxi, Hainan e le aree costiere circostanti, il clima è subtropicale umido e, nelle zone più meridionali, tropicale.
Gli inverni sono brevi e miti, mentre le estati sono lunghe, calde, molto umide e piovose. Le precipitazioni annue superano generalmente i 1500 mm e in numerose località costiere i 2000 mm.
La regione è esposta ai cicloni tropicali del Pacifico nord-occidentale e del Mar Cinese Meridionale, soprattutto tra l'estate e l'autunno.
Hainan presenta le condizioni più spiccatamente tropicali della Cina meridionale, con temperature medie mensili generalmente elevate durante tutto l'anno.
La Cina sud-occidentale presenta una delle maggiori complessità climatiche del paese a causa della forte articolazione del rilievo.
Il bacino del Sichuan è caratterizzato da inverni relativamente miti, estati calde e umide e scarsa insolazione annuale. Chengdu e Chongqing sono tra le grandi città cinesi con il maggior numero di giornate nuvolose.
L'altopiano dello Yunnan-Guizhou presenta invece temperature più moderate a causa dell'altitudine. Kunming, situata a circa 1900 m di altitudine, è caratterizzata da inverni miti e relativamente asciutti ed estati temperate e piovose.
Nello Yunnan occidentale e meridionale l'influenza del monsone dell'Asia meridionale si sovrappone a quella del monsone dell'Asia orientale.
Lo Xinjiang, il Gansu occidentale, il Ningxia e parte della Mongolia Interna sono caratterizzati da climi aridi e semiaridi, con precipitazioni scarse e forte continentalità.
Nello Xinjiang le grandi catene del Tian Shan, del Kunlun e dell'Altaj racchiudono bacini interni molto aridi, tra cui il bacino del Tarim e la Zungaria. Nel bacino del Tarim si trova il deserto del Taklamakan, mentre più a est si estende il deserto del Gobi.
Le escursioni termiche annuali e giornaliere sono generalmente elevate. Le estati possono essere molto calde nelle depressioni, mentre gli inverni diventano estremamente freddi nelle zone settentrionali e alle quote elevate.
Ürümqi, situata nella Zungaria, presenta un clima continentale semiarido con inverni molto freddi, mentre la depressione di Turfan è una delle regioni più calde e aride dell'Asia.
L'Altopiano del Tibet presenta prevalentemente climi di alta montagna e steppa fredda. L'altitudine media, superiore ai 4000 m, determina temperature sensibilmente inferiori rispetto alle aree situate alle stesse latitudini nella Cina orientale.
Le precipitazioni diminuiscono generalmente da sud-est verso nord-ovest. Il settore sud-orientale riceve una maggiore influenza monsonica, mentre l'interno settentrionale e occidentale dell'altopiano è più freddo e arido.
L'escursione termica giornaliera è spesso molto elevata a causa della forte insolazione, dell'atmosfera rarefatta e della scarsa umidità. Il permafrost occupa ancora vaste superfici dell'altopiano, sebbene sia in rapido cambiamento a causa del riscaldamento climatico.
La durata annua dell'insolazione varia notevolmente nel territorio cinese.
Il bacino del Sichuan è tra le regioni meno soleggiate: in alcune aree si registrano meno di 1 000 ore di sole all'anno. La frequente copertura nuvolosa è favorita dalla topografia chiusa del bacino e dall'elevata umidità.
Al contrario, ampie regioni del Qinghai, dello Xinjiang e dell'Altopiano del Tibet superano 2 500 ore e localmente 3 000 ore di sole annue. Lhasa, nonostante l'altitudine e il clima relativamente freddo, è nota per l'elevata insolazione.
Nella Cina sud-orientale l'andamento stagionale può essere differente da quello delle regioni continentali: a Hong Kong, per esempio, la primavera è generalmente la stagione più nuvolosa, mentre l'autunno è relativamente soleggiato.
Le grandi dimensioni e la varietà climatica della Cina espongono il territorio a numerosi tipi di fenomeni estremi, tra cui ondate di calore e di freddo, siccità, precipitazioni torrenziali, alluvioni, cicloni tropicali, tornado, grandinate e tempeste di sabbia.

La Cina è uno dei paesi maggiormente esposti ai cicloni tropicali del Pacifico nord-occidentale e del Mar Cinese Meridionale. Nel lungo periodo, mediamente diversi cicloni tropicali raggiungono ogni anno le coste cinesi, soprattutto tra giugno e ottobre.
Le province più frequentemente interessate comprendono Guangdong, Hainan, Fujian e Zhejiang, sebbene gli effetti di piogge, mareggiate e vento possano estendersi molto più all'interno.
Tra i cicloni storicamente più distruttivi figura il tifone Nina del 1975, le cui precipitazioni contribuirono alla catastrofica rottura della diga di Banqiao e di numerosi altri bacini. Il tifone Saomai del 2006 fu uno dei più intensi a raggiungere le coste della Cina orientale.
L'intensità dei danni provocati dai cicloni non dipende soltanto dalla velocità del vento, ma anche dalle precipitazioni, dalle mareggiate, dalla densità della popolazione e dall'esposizione delle infrastrutture.
Le alluvioni costituiscono uno dei principali rischi naturali del paese. I bacini dello Yangtze, del Fiume Giallo, dello Huai, dello Hai He, del Fiume delle Perle e di altri grandi corsi d'acqua sono stati ripetutamente interessati da piene catastrofiche.
Le alluvioni della Cina del 1931, che interessarono soprattutto i bacini dello Yangtze e dello Huai, sono considerate tra le più gravi catastrofi idrologiche della storia moderna. Le stime del numero delle vittime variano però enormemente a seconda dei criteri impiegati e includono, in alcune ricostruzioni, anche i decessi successivi dovuti a fame ed epidemie.
Altri importanti episodi si verificarono lungo lo Yangtze nel 1954, nel 1998 e nel 2020.
La variabilità del monsone, l'intensità delle precipitazioni, la gestione dei bacini fluviali e l'urbanizzazione influenzano congiuntamente il rischio di inondazioni.
I tornado si verificano anche in Cina, soprattutto nelle pianure orientali. Una climatologia basata su 4 763 eventi segnalati tra il 1948 e il 2012 ha stimato una frequenza reale media di circa 108 ± 44 tornado all'anno, molto inferiore quindi ai «più di 400 all'anno» talvolta riportati.
Circa il 64% degli eventi del campione si verificava durante l'estate, con un massimo in luglio, e le maggiori frequenze erano concentrate nella Cina orientale, specialmente nelle province costiere.
I tornado intensi sono molto più rari. Uno studio sugli eventi classificati F2/EF2 o superiori ha censito 129 tornado significativi tra il 1980 e il 2016, pari a circa 3,5 all'anno.
Il 23 giugno 2016 un violento tornado colpì la provincia del Jiangsu, nei pressi di Yancheng, causando 98 morti e centinaia di feriti; l'evento venne classificato EF4.

La Cina settentrionale e nord-occidentale è periodicamente interessata da tempeste di polvere, soprattutto durante la primavera. Le principali aree sorgente si trovano nei deserti e nelle regioni semiaride della Mongolia e della Cina interna, compresi il Gobi e il Taklamakan.
I forti venti possono trasportare le polveri per migliaia di chilometri attraverso la Cina orientale fino alla Corea, al Giappone e al Pacifico settentrionale.
La frequenza e l'intensità di tali fenomeni dipendono da numerosi fattori, tra cui condizioni del suolo, innevamento, siccità, vegetazione e circolazione atmosferica, e non possono essere attribuite unicamente alla desertificazione.
La Cina si è riscaldata sensibilmente nel corso degli ultimi decenni, in linea con il riscaldamento globale antropogenico. Il riscaldamento è particolarmente pronunciato nelle regioni settentrionali e sull'Altopiano del Tibet e si accompagna a un aumento della frequenza e dell'intensità degli estremi di calore.
Secondo l'IPCC, in Asia orientale le ondate di calore sono diventate più frequenti e intense e le precipitazioni intense sono aumentate in diverse aree; l'influenza antropogenica ha contribuito all'aumento di numerosi estremi pluviometrici.
Le proiezioni climatiche indicano un ulteriore aumento delle temperature in tutto il paese, una riduzione dei giorni e delle notti fredde e una crescita della frequenza degli episodi di caldo estremo. Le precipitazioni medie tendono ad aumentare in molte regioni, soprattutto nel nord, ma la distribuzione spaziale presenta notevoli incertezze. Le precipitazioni intense sono previste diventare generalmente più frequenti e più intense nell'Asia orientale.
L'aumento della temperatura sta inoltre modificando la criosfera della Cina occidentale. Ghiacciai e copertura nevosa stanno subendo cambiamenti importanti e il permafrost dell'Altopiano del Tibet si sta degradando, con conseguenze per ecosistemi, infrastrutture e regime idrologico.
Nel 2024 la temperatura media nazionale fu di 10,90 °C, 1,01 °C superiore alla normale 1991-2020 e la più elevata della serie osservativa nazionale; le precipitazioni medie furono di 697,7 mm, il 9% sopra la norma e il quarto valore più elevato dal 1951.
L'anno fu caratterizzato da numerosi episodi di caldo estremo e precipitazioni intense, mentre tutti i sette principali bacini fluviali cinesi registrarono precipitazioni superiori alla media.