Melchiorre Fucci (Fano, 1893 – Fano, 1972) è stato un pittore italiano.
Nel 1951 ha disegnato il Vulón, maschera ufficiale del Carnevale di Fano.
Romano d'adozione ma fanese per nascita, Melchiorre Fucci, (detto Rino) nasce da Ezio Fucci e da Anita Spongia. La sua educazione e quella dei suoi fratelli, Caterina e Tito, dopo la prematura morte della madre, viene affidata alla cognata, Ersilia Fucci, donna erudita ed intellettuale che tiene corrispondenza con due grandi scrittori: Giosuè Carducci e Cesare Abba.
Ottenuta la licenza ginnasiale, continua la formazione scolastica all'Istituto Superiore di Belle Arti di Urbino dove nel 1913 consegue la licenza dei corsi comuni (4° anno) e nel 1915 il diploma di abilitazione all'insegnamento del disegno. Contemporaneamente frequenta il corso speciale di pittura che si conclude con la licenza nel 1917. Diploma conseguito non senza difficoltà, dal momento che sono gli anni che lo vedono impegnato al fronte. Nello stesso anno si iscrive alla facoltà di Architettura di Bologna che abbandona per il protrarsi della guerra.
Dopo il congedo, nel 1919 si trasferisce a Roma per seguire le lezioni di pittura del professore Umberto Coromaldi, presidente ed insegnante di figura alla Regia Accademia di Belle Arti. L'anno successivo si iscrive all'Accademia del Nudo, dove ha occasione di studiare i soggetti dal vero ed esercitarsi con il ritratto.
Il salotto di Palazzo Fucci (ex Speranza), entro le cui mura Fucci vive, ospita personaggi illustri legati all'ambiente intellettuale e aristocratico fanese e non, tra i quali si menzionano i componenti della famiglia Bracci, Castracane e Saladini, la pianista fiorentina Sofia Stocchi Mancini e Maria Dini, moglie del cantante fanese Cesare Tonini-Bossi, il compositore e direttore d'orchestra Alessandro Nini-Bellucci e tanti altri. È su questo particolare ambiente di inizio Novecento, frequentato dall'alta nobiltà, dove si diffonde il gusto per la letteratura, per la musica, per la danza e il teatro, che si deve collocare la personalità di Fucci.
I piccoli riti famigliari e gli affetti vengono abbandonati per frequentare la scuola elementare annessa al “Nobile Collegio Belluzzi” della Repubblica di San Marino. In questo collegio privato, successivamente frequenta cinque anni di Ginnasio, dal 1906 al 1911, dove impara a recitare, cantare e forgiare la sua più grande passione, il disegno.
Nel 1921 torna a Fano per sposare Maria Mochi, rampolla di una ricca famiglia di Cagli, con la quale nell'anno seguente rientra a Roma. L'unione matrimoniale viene ben presto coronata dalla nascita di due figlie, Ersilia e Carla.
Le suggestioni della Secessione romana e le nuove premonizioni di ritorno all'ordine non lasciano indifferente l'artista esordiente. È nell'ambito delle mostre romane che Fucci ha la possibilità di entrare in contatto con molti uomini di cultura, come i fratelli Angelo e Silvio Canevari (quest'ultimo lo presenterà al suo pittore preferito, Armando Spadini), gli scultori Ernesto Vighi, Francesco Nagni e Silvio Ceccarelli, i pittori Corrado Cagli, Renato Guttuso e Livio Apolloni, il poeta Trilussa e il critico e storico dell'arte Roberto Papini.
Con questi artisti è solito frequentare il Caffè Aragno e l'Atelier di via Margutta, salotti mondani e centri nevralgici permeati dal clima avanguardistico romano che proprio in questi anni conosce rilevanti fermenti artistici che produrranno in seguito il fenomeno dei Valori Plastici affiancato dalle nascenti tendenze del Realismo magico e del Novecento Italiano.
Inizia così il periodo più intenso e produttivo della vita artistica di Fucci. Partecipa con dipinti a più mostre d'arte e si occupa di cinema, per il quale crea scenografie e locandine pubblicitarie di film italiani e stranieri.
Grazie ad un'eredità lasciatagli dallo zio Teodoro Spongia, riesce ad arredare un primo atelier in via della Frezza ed un secondo in via Pietro Giannone a Roma.
Nel frattempo inizia a frequentare i laboratori di Restauro del Vaticano, istituiti nel 1923. Fucci risulta tra i primi iscritti. Al restauro si dedica per periodi alterni, lavorando per diverse famiglie romane.
Dopo diciotto anni di attività artistica a Roma, Fucci torna definitivamente a Fano nel 1938, dove “per chiara fama” ottiene la cattedra di Disegno dal vero nella Scuola Artistica Industriale "A. Apolloni", carica mantenuta fino al 1959.
Intorno al 1924 gli vengono commissionati dalla Repubblica di San Marino diversi bozzetti per francobolli e disegni per una moneta aurea da 10 e 20 lire da mettere in vendita. Per tale lavoro il Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino gli conferisce il titolo di cavaliere dell'Ordine Equestre di Sant'Agata. Oggi, le opere citate sono esposte al Museo del Francobollo e della Moneta della Repubblica di San Marino.
Tra il 1926-27 riceve una considerevole commissione straniera. Lo scultore argentino Rogelio Yrurtia lo invita a disegnare alcuni bozzetti per statue e per la struttura architettonica di un colossale monumento da erigersi in onore di Bernardino Rivadavia, statista e primo Presidente argentino, a Buenos Aires.
Quelli che vanno dal 1929 al 1936 sono anni di grande impegno, durante i quali realizza per la Fondazione Nazionale Italiana Cacciatori i manifesti murali e i bozzetti per le cartoline relativi ai campionati da questa organizzati, senza tralasciare i disegni progettati per i diplomi di partecipazione alle gare e per le riviste pubblicate dall'Associazione.
Nel 1938 quando rientra definitivamente a Fano, realizza due manifesti pubblicitari per il Carnevale del 1939 e una serie di carri allegorici (Pesce floreale, 1949; Personaggi buffi di libri celebri, 1950); Pupi (Totò e il pesce, 1949; Turneo dla brasciola, 1950) nonché la maschera Il Vulón del 1951. Nello stesso anno viene eletto vicepresidente della Carnevalesca e cura la grafica della pubblicazione della rivista Carnevale '51, edita dalla Società medesima.
Nel secondo dopoguerra, pur non aderendo a nessuna corrente artistica, con altri quattordici pittori locali dà vita a l'Accolta dei Quindici, associazione composta da artisti di diversa formazione e tendenze culturali, legati da un rapporto di amicizia e condivisione di idee.
Nelle mostre dell'Accolta dei Quindici Fucci figura dal 1946 al 1965 come espositore e come organizzatore eccellente delle mostre stesse. Ne riveste, inoltre, il ruolo di Presidente dal 1947 al 1971, anche se alcune fonti orali lo vogliono vedere occupato in tale posizione dal 1953 al 1972, anno della sua morte.
Oltre la figurazione: omaggio a Melchiorre Fucci a cura di R. Battistini e R. Manna è stata una mostra d'arte allestita presso il Foyer del Teatro della Fortuna di Fano, organizzata nel luglio 2016, per rendere omaggio all'artista. Nell'occasione è stato stampato un catalogo della mostra.
Il 22 luglio 2025, è stato intitolato a Melchiorre Fucci il più “curioso” vicolo di Fano, nel quartiere dei Piattelletti, situato tra via del Vasaro e via della Vica. La cerimonia è stata un momento per ricordare un artista poliedrico che lo scrittore Fabio Tombari così descrisse: “Rino non era soltanto un pittore, era un fanese. Qualità suprema. Si può essere pittori senza essere fanesi (la Storia ne elenca diversi) ma essere pittore fanese vuol dire essere accolti nell'al di la”.