Mesaceratherium

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Mesaceratherium
Mandibola di Mesaceratherium
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SottoclasseEutheria
OrdinePerissodactyla
FamigliaRhinocerotidae
Sottofamiglia†Aceratheriinae?
Genere†Mesaceratherium

Il mesaceraterio (gen. Mesaceratherium) (Heissig, 1969) è un mammifero perissodattilo estinto, appartenente ai rinoceronti. Visse tra l'Oligocene superiore e l'inizio del Miocene (circa 28 - 22 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Europa e in Asia.

Descrizione

Questo animale era di forme più leggere rispetto ai rinoceronti odierni, e la taglia doveva essere minore. Le zampe erano snelle e la corporatura meno massiccia, mentre il cranio presentava alcuni adattamenti singolari: era lungo e stretto, sprovvisto di corna, dotato di una robusta mandibola allargata all'estremità anteriore da cui spuntavano due lunghi e forti incisivi incurvati verso l'alto, che lavoravano contro altri incisivi della mascella a forma di scalpello. Le forme successive (ad esempio Aceratherium e Chilotherium) persero gli incisivi superiori.

Classificazione

Mesaceratherium è considerato il più antico e più primitivo rappresentante di una linea evolutiva di rinoceronti noti come acerateriini, caratterizzati dall'assenza di corna e da lunghe zampe. La specie tipo è Mesaceratherium gaimersheimense dell'Oligocene superiore della Germania. Altre specie ascritte a questo genere sono Mesaceratherium paulhiacense, tipica della Francia e della Germania, M. tschani, ritrovata in Svizzera in terreni dell'Oligocene superiore, e M. welcommi del Miocene inferiore del Pakistan. Sembra che questi rinoceronti si fossero originati in Europa, per poi diffondersi in breve tempo in Asia (insieme a Plesiaceratherium) e successivamente in Nordamerica (dando vita al genere Aphelops).

Paleoecologia

Le caratteristiche di questo animale, principalmente riguardo alla dentatura e alle zampe, indicano che Mesaceratherium era adatto a vivere in un ambiente di foresta, dove si cibava di tenere foglie. I suoi discendenti, invece, svilupparono una propensione per luoghi più aperti.

Note

  1. ↑ GBIF, su gbif.org.
  2. ↑ GBIF, su gbif.org.

Bibliografia

Collegamenti esterni