
La metoposcopia, dal greco antico μέτωπον?, métōpos, "fronte" e σκοπεῖν, skopéin, "osservare, esaminare", è una forma di divinazione il cui scopo è prevedere la personalità, il carattere e il destino del soggetto osservato analizzando il disegno di linee, rughe e segni sulla sua fronte. Era già in uso nell'antichità classica e si diffuse nel medioevo, raggiungendo il suo apice tra XVI e XVII secolo.
Apione, secondo Plinio il Vecchio, scrisse di un metoposcopos in grado di giudicare l'età di una persona e quanto questa sarebbe vissuta. Secondo Svetonio, un praticante della metoposcopia determinò che Tito, e non Britannico, sarebbe diventato imperatore. Giovenale considerava la metoposcopia una pratica plebea.
La metoposcopia ha un ruolo di primo piano nello Zohar. Isaac Luria (1534 - 1572), rabbino della Siria considerato il fondatore della Cabala contemporanea, praticava una forma di metoposcopia nella quale veniva interpretato l'aspetto delle lettere ebraiche riconoscibili sulla fronte.
Durante il XVI e il XVII secolo furono pubblicati molti libri sulla metoposcopia. La pratica fu sviluppata da Gerolamo Cardano, considerato uno dei principali matematici del Rinascimento: la sua opera fondamentale Metoposcopia libris tredecim, et octingentis faciei humanae eiconibus complexa, illustrata con le incisioni di 800 fronti, fu scritta nel 1558 e pubblicata postuma nel 1658. Dell'argomento si interessò Giovanni Antonio Magini. Ciro Spontoni pubblicò un testo illustrato su questa pratica.
Jean Bodin denunciò la metoposcopia nella sua opera De la démonomanie des sorciers del 1580. La pratica fu vietata da Papa Sisto V nel 1586.