| Michael von Melas | |
|---|---|
| Nascita | Radeln, 12 maggio 1729 |
| Morte | Elbeteiniz, 31 maggio 1806 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Grado | General der Kavallerie |
| Guerre | Guerra dei sette anni Guerra di successione bavarese Guerra austro-turca Guerre rivoluzionarie francesi |
| Battaglie | Battaglia di Cassano d'Adda Prima battaglia di Marengo Battaglia della Trebbia Battaglia di Novi Battaglia di Genola Battaglia di Marengo |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Michael Friedrich Benedikt Freiherr von Melas (Radeln, 12 maggio 1729 – Elbeteiniz, 31 maggio 1806) è stato un generale austriaco dell'epoca napoleonica.
Michael von Melas nacque a Radeln, in Transilvania, non lontano da Sighișoara, il 29 maggio 1729 da una famiglia di discendenza greca. Figlio di un militare, intraprese anch'egli la via dell'esercito, arruolandosi tra le file del 21° reggimento di fanteria Arenberg nel 1752. Raggiunto il grado di capitano, prese parte alla guerra dei sette anni come aiutante di campo del feldmaresciallo von Daun. In seguito, nel 1771, fu trasferito come maggiore al 34° reggimento di fanteria Batthyány, dove nel 1777 fu promosso a tenente colonnello. Nel 1778 fu trasferito al 15° reggimento di carabinieri. Servì nella guerra di successione bavarese tra il 1778 ed l 1779 mentre nel novembre 1781, a seguito del suo spostamento al 21° reggimento di corazzieri Trauttmannsdorff divenne colonnello. Spostato per l'ennesima volta al 28° reggimento di cavalleggeri Lobkowitz nel 1788, fu impiegato nella guerra austro-turca, ottenendo la promozione a maggior generale nel 1789. Assunse il comando della brigata del conte Strassoldo, recentemente promosso a tenente maresciallo, a Semlin. Nello stesso periodo fu presente all'assedio di Belgrado e alla battaglia di Karánsebes.
A seguito dello scoppio della guerra con la Francia, fu spostato sul fronte tedesco. Nel 1793, comandò una brigata sulla Sambre, partecipando anche alla difesa di Magonza nello stesso anno. Nel 1794 combatté sul fronte del Reno, unendosi al corpo d'armata del conte Blankenstein e partecipando alla difesa di Mannheim. La sua condotta più che positiva fu ricompensata con una promozione a tenente maresciallo. Contribuì alla cattura delle città di Oberkail e Spangdalhem a settembre. Vinse uno scontro nei pressi di Kaiserslautern. Sentendosi troppo isolato e esposto alle forze francesi, numericamente superiori, decise di ritirarsi un mese dopo, raggiungendo la posizione occupata da Nauendorf. Il 1° dicembre respinse un attacco di Kléber a Zahlbach, proteggendo Magonza dai francesi. Nel 1795 continuò ad operare sul medio corso del Reno e fu presente alla rottura dell'assedio di Magonza, all'assedio di Mannheim e all'occupazione della sponda sinistra del Reno tra i fiume Nahe e Speyerbach. L'anno seguente, Melas fu spostato in Italia, dove operò sotto il comando del generale Beaulieu: combatté nella battaglia di Lodi e gestì le riserve dell'esercito austriaco ad Oliosi. Dopo che i francesi passarono il Mincio si ritirò verso Trento e gestì ad interim l'esercito imperiale in attesa dell'arrivo del maresciallo Wurmser dopo la partenza di Beaulieu. Prese parte ad entrambe le spedizioni di Wurmser verso Mantova: nella prima attaccò Rivoli passando per il Monte Baldo, nella seconda rimase al fianco di Wurmser e rimase intrappolato nella fortezza di Mantova sino alla sua resa.

Alla fine del 1798, venne destinato a capo del quartier generale del principe Federico d'Orange-Nassau, comandante dell'armata d'Italia, in vista della campagna che si annunciava per l'anno successivo. L'improvvisa morte del principe, il 6 gennaio 1799 a Padova, per un'infezione, costrinse l'arciduca Carlo, comandante in capo degli eserciti imperiali, a passare il comando a Melas. Giunto in Italia nell'aprile 1799, divenne un subordinato del generale russo Suvorov, a cui era stato affidato il comando dell'intero esercito della coalizione nella penisola. Nonostante la sua anziana età, era un comandante molto energico e combatteva spesso, dando l'esempio ai suoi uomini. I primi scontri nella sua avventura in Italia furono quelli della battaglia di Cassano d'Adda, dove, al comando di un gruppo di granatieri, superò la resistenza dei francesi sul canale Ritorto e sfondò la linea difensiva di Moreau sull'Adda, tra Cassano e Vaprio. Il suo intervento fu quindi decisivo per la vittoria degli alleati. Liberata Milano il giorno successivo, con tanto di ingresso trionfale ed una folla festante ad acclamare il ritorno degli asburgici, vi stabilì un governo provvisorio, di orientamento filo-austriaco, con sé stesso nel ruolo di governatore. Volendo evitare scene di barbarie tra le strade della città, punì severamente chi si dava ai saccheggi o perseguitava i repubblicani prima che questi fossero consegnati alle autorità.
Partecipò ad un inconcludente scontro nei pressi di Marengo nel maggio dello stesso anno. Successivamente, assieme a Suvorov, sconfisse i francesi di Macdonald sulla Trebbia, e quelli di Joubert a Novi Ligure. Dopo che il generale russo si era allontanato in Svizzera per affrontare Massena assieme al suo esercito, Melas, al comando supremo di 40000 soldati austriaci, batté il 4 novembre presso Genola il generale francese Championnet e si impadronì di Cuneo. Nel 1800, era riuscito a respingere le forze di Massena, nel frattempo inviato in Italia, sulla riviera ligure, e le costrinse a rifugiarsi a Genova, dove le prese d'assedio. Si era inoltrato fino al dipartimento del Var e preparava l'invasione in Provenza, quando il generale Bonaparte, rientrato dalla campagna d'Egitto, giunse alle sue spalle attraversando le Alpi occidentali ed interruppe le sue linee di comunicazione. Appena concluso un armistizio con l'esercito francese bloccato a Genova, si diresse verso il Piemonte, dove sperava di riuscire a sconfiggere i francesi e a concludere la guerra. Cercò di reagire affrontando i francesi a Marengo. Napoleone riteneva che gli austriaci non avessero sufficienti forze per attaccarlo e voleva cercare una posizione migliore, quindi inviò la divisione del generale Desaix lontano dal campo di battaglia. Pur non sapendo di essere passato in superiorità numerica, il giorno seguente, attaccò i francesi a sorpresa con tutte le proprie forze, mentre questi si stavano spostando verso nord. Gli austriaci riuscirono a cacciare i francesi da Marengo verso le 15:00 ed assaporavano già la vittoria quando, poco dopo, i rinforzi di Desaix, richiamati da Napoleone, si presentarono sul campo di battaglia: le stanche truppe austriache non poterono far nulla per contrastarli. Alle 21:00, le truppe austriache si erano ritirate nella vicina Alessandria: la vittoria era francese.
Totalmente scoraggiato, firmò la convenzione di Alessandria, in base alla quale dovette ritirarsi ad est del fiume Mincio. Contestualmente, rassegnò le proprie dimissioni, lasciando il generale Bellegarde al comando dell'armata austriaca in Italia. Venne trasferito a comandante generale della Boemia, sinché, nel 1803, si ritirò a vita privata. Morì tre anni dopo a Týnec nad Labem, nella Repubblica Ceca, ed è ivi sepolto con la moglie.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 81247390 · ISNI (EN) 0000 0000 5600 698X · SBN LIAV315126 · CERL cnp01160170 · GND (DE) 136994598 |
|---|