| Michele Strogoff | |
|---|---|
| Titolo originale | Michel Strogoff |
| Autore | Jules Verne |
| 1ª ed. originale | 1876 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | avventura |
| Lingua originale | francese |
| Ambientazione | Russia di fine Ottocento, al tempo dello zar Alessandro II Romanov |
Michele Strogoff (titolo originale Michel Strogoff) è un romanzo di Jules Verne, scritto nel 1876; ha avuto diverse trasposizioni teatrali, cinematografiche e televisive.
Russia, seconda metà del XIX secolo, il corriere dello Zar di Russia Alessandro II Romanov, Michele Strogoff, viene inviato da Mosca a Irkutsk, capitale della Siberia per avvisare il Granduca, fratello dello Zar, dell'imminente arrivo dell'orda dei Tartari guidata dal traditore Ivan Ogareff, un ex soldato russo che mira a vendicarsi per essere stato mandato in guerra in Siberia, e dal feroce Feofar Khan. Durante il viaggio Mosca-Irkutsk egli incontra i giornalisti Harry Blount e Alcide Jolivet e, in particolare, Nadia Fedorova, una ragazza lettone che deve percorrere la sua stessa strada per andare ad abitare col padre, un esiliato politico; continuano insieme e, per maggiore convenienza, si presentano agli altri come fratello e sorella. Durante il viaggio s'imbattono nei tartari che li imprigionano. Michele Strogoff è riconosciuto da Ivan Ogareff nell'accampamento tartaro e, dopo avergli sottratto la lettera, lo condanna all'accecamento da parte dei tartari con una scimitarra incandescente posta davanti agli occhi, con la madre costretta ad assistere al supplizio del figlio.
Con l'aiuto di Nadia Michele continua la sua missione e riesce ad arrivare a Irkutsk, ma la città è assediata dai Tartari e inoltre Ogareff è riuscito a infiltrarsi fingendosi il corriere dello zar e vuole uccidere il Granduca. I tartari stanno per prendere la città dandole fuoco, quando Michele Strogoff appare e in un drammatico duello uccide Ogarefg che si rende conto solo allora che Michele ci vede. Infatti, come spiegato nel racconto, le lacrime effuse dagli occhi di Michele al momento del supplizio nel vedere la madre soffrire per lui avevano schermato evaporando l'abbacinamento della lama preservandogli la vista; per portare a termine la missione si era finto cieco. Alla fine i tartari si ritirano, mentre il padre di Nadia e gli altri esiliati politici vengono liberati. Michele Strogoff sposa Nadia e torna a vivere a Mosca, dove diventa Consigliere militare di Alessandro II.

Michele Strogoff è citato nel testo della canzone Il siero di Strokomogoloff, scritto da Leo Chiosso su musica di Fred Buscaglione, portata al successo in Italia dallo stesso Buscaglione alla fine degli anni 1950. Giocando sull'assonanza con Strokomogoloff, Chiosso usò come testimonial del siero diversi personaggi russi sufficientemente noti al pubblico italiano dell'epoca: oltre a Strogoff, Fëdor Dostoevskij (autore del romanzo I fratelli Karamazov), Nikolaj Rimskij-Korsakov, Serge Voronoff. Il brano elenca scherzosamente le molteplici proprietà di una pozione portentosa in grado di risolvere non solo i problemi di salute e i difetti estetici, ma anche i guai d'amore e la mancanza d'ispirazione degli artisti.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 312335367 · GND (DE) 1120442281 · BNE (ES) XX3383677 (data) |
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