Michele Pinto

Michele Pinto

Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali
Durata mandato18 maggio 1996 –
21 ottobre 1998
Capo del governoRomano Prodi
PredecessoreWalter Luchetti
SuccessorePaolo De Castro

Vicepresidente del Senato della Repubblica
Durata mandato21 aprile 1994 –
8 maggio 1996
ContitolareCarlo Rognoni
Marcello Staglieno
Romano Misserville
PresidenteCarlo Scognamiglio

Presidente della 2ª Commissione Giustizia del Senato della Repubblica
Durata mandato28 ottobre 1998 –
29 maggio 2001
PredecessoreOrtensio Zecchino
SuccessoreAntonino Caruso

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato12 luglio 1983 –
29 maggio 2001
LegislaturaIX, X, XI, XII, XIII
Gruppo
parlamentare
IX-XI: Democratico Cristiano
XI: PPI-DC
XII-XIII: Partito Popolare Italiano
CoalizioneXII: Patto per l'Italia
XIII: L'Ulivo
CircoscrizioneCampania
CollegioXII: Agropoli
XIII: Salerno
Incarichi parlamentari
  • XIII
    • membro della II commissione giustizia (27 ottobre 1998 - 27 ottobre 1998)
    • presidente della II commissione giustizia (28 ottobre 1998 - 29 maggio 2001)
    • membro della X commissione industria, commercio, turismo (30 maggio 1996 al 26 ottobre 1998)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoDC (fino al 1994)
PPI (1994-2001)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
ProfessioneAvvocato

Michele Pinto (Teggiano, 2 gennaio 1931 – Sangineto, 20 agosto 2026) è stato un politico italiano, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali dal 18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998 nel primo governo Prodi.

Biografia

Laureato in giurisprudenza, trascorse la sua vita politica nelle file della Democrazia Cristiana con cui venne eletto al Senato nel 1983, nel 1987 e nel 1992.

Dopo lo scioglimento della DC aderì al Partito Popolare Italiano, con cui confermò il proprio seggio a Palazzo Madama nel 1994ː nella XII legislatura fu vicepresidente del Senato.

Alle politiche del 1996 viene rieletto alla Senato, nelle liste proporzionali de L'Ulivo in quota PPI. Dopo la vittoria de L'Ulivo di Romano Prodi alle elezioni politiche del 1996, e il successivo incarico di formare un esecutivo presieduto da Prodi stesso, viene proposto come ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il 18 maggio 1996, giura nelle mani del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro come Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali nel primo governo Prodi. In riferimento alla sua carica di Ministro della Repubblica, il 4 febbraio 1997 la Camera dei deputati respinge con 250 sì e 311 no una mozione di sfiducia: era stata presentata da Lega Nord e Alleanza Nazionale contro di lui con l'accusa di non aver saputo tutelare gli allevatori italiani di fronte all'Unione europea sulla questione delle quote latte. Rimane in carica come ministro fino alla caduta del governo, nell'ottobre 1998.

In seguito divenne Presidente della commissione giustizia del Senato e fu promotore della Legge Pinto sull'equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l'irragionevole durata di un processo (l. 24 marzo 2001, n. 89). In base alla legge Pinto, e successive modifiche, qualora il procedimento superi una durata di tempo ragionevole - stimata dal legislatore in 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo e 1 anno per la cassazione - a prescindere dall’esito della lite (e/o in caso di conciliazione della lite) si ha diritto a una somma di denaro per ogni anno di eccessiva durata del processo.

Termina definitivamente la propria esperienza parlamentare nel maggio 2001.

È morto il 20 agosto 2026 all'età di 95 anni.

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 21 dicembre 2005

Note

  1. ↑ Dal 5 giugno 1997 rinominato Ministro delle politiche agricole.
  2. ↑ La Legge Pinto, su La Legge Pinto. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  3. ↑ Cavaliere Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.

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