
Mignon è il nome dato nel XVI secolo ai favoriti del re di Francia Enrico III (1551-1589).
Enrico III allontanò dagli affari di Stato i nobili di grandi famiglie che non avevano smesso, dall'inizio delle guerre di religione, di litigare per il potere. Al contrario, promosse alla corte degli uomini di piccola nobiltà, ai quali affidò alte responsabilità. Desiderava appoggiarsi a questi uomini nuovi per governare. La sua corte vide dunque apparire un cerchio molto ristretto di favoriti, che conobbero, grazie al loro protettore, una folgorante fortuna. Ironicamente verranno chiamati i mignons (in italiano: carini, graziosi).
Tra i più celebri nomi figurano quelli di:
Ma i due collaboratori più vicini al re, gli archimignons, erano:
Si dice di Enrico III che fosse il favorito di sua madre, Caterina de' Medici. I suoi contemporanei lo trovavano bello, ma particolarmente effeminato.
Il re, di vasta cultura, era in effetti molto preoccupato del suo aspetto e della moda. Così, il 13 febbraio 1575. giorno della sua incoronazione nella cattedrale di Reims, cambiò sette volte l'abito; lui stesso aveva cucito le gemme sulle stoffe cerimoniali. Due giorni dopo, per il suo matrimonio con Louise de Vaudémont, fu lui a pettinare la sposa e impiegò così tanto tempo ad acconciarle i capelli che la cerimonia venne rinviata al pomeriggio.
Enrico fu pure oggetto di scherno dai suoi contemporanei. All'epoca si tollerava ancora male, in una corte che aveva sempre promosso la bruta virilità e considerato la raffinatezza una debolezza, la propensione di Enrico III e della sua cerchia per la cultura e il senso dei festeggiamenti. In questo Rinascimento, Enrico si liberò dunque degli avanzi di una feudalità brutale e i pregiudizi dei contemporanei non mancarono di catalogarlo.
Certo, i favoriti d'Enrico III, influenzati dal loro signore, s'imbellettavano e s'incipriavano, portavano anelli agli orecchi, pizzi e fronzoli, ma erano, come il loro protettore, dei famosi donnaioli e dei soldati che dimostrarono il loro valore sul campo di battaglia. La morte del duca di Joyeuse ne è un esempio. I mignon erano anche coraggiosi e prestanti, fieri, spesso violenti e provocatori.
Se Enrico III si è circondato da una corte di mignon, la Storia dimentica che il termine è completamente privo, a quest'epoca, di connotazioni omosessuali. Così, contrariamente all'immagine che ci è pervenuta, Enrico amava le donne ed ebbe diverse amanti: