Mindfuck

Christopher Nolan ha diretto diversi film classificati mindfuck per le loro trame complesse.

Mindfuck (o mind-fuck) è un termine del registro colloquiale basso in lingua inglese. Se usato come sostantivo, mindfuck indica un danno psicologico, mentre, se si tratta di un verbo, può essere traducibile in "ingannare" o "confondere".

Nell'arte

La parola viene utilizzata in letteratura e cinema per indicare un'opera non lineare, disorientante, e apparentemente caotica e contraddittoria. Inoltre, a differenza di ciò che succede nei libri e film con finali a sorpresa, molte opere mindfuck presentano dei finali che hanno una chiave di lettura del tutto inaspettata. Fra le opere letterarie inserite nel novero del mindfuck vi sono Pasto nudo (1959), Trilogia degli Illuminati (1975) e Casa di foglie (2000). Fra i film considerati mindfuck vi sono Fight Club (1998), Memento (2000), A Beautiful Mind (2001), Se mi lasci ti cancello (2004), Inception (2010), e The End of Evangelion, tratto dall'omonima serie.

Secondo alcuni il termine mindfuck sarebbe divenuto popolare durante gli anni novanta e duemila dopo l'uscita del film Atto di forza (1990), ove Arnold Schwarzenegger dichiara «It's the best mindfuck yet» («è una bella masturbazione mentale» nell'adattamento in italiano).

Note

  1. ↑ I 10 grandi film con trame impossibili, su wired.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  2. ↑ (EN) mindfuck, su wordreference.com. URL consultato il 17 giugno 2021.
  3. ↑ (EN) David Burke, The Slangman Guide to Dirty English : Dangerous Expressions Americans Use Every Day, Slangman, 2003, pp. 127, 240.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) I 10 grandi film con trame impossibili, su wired.it. URL consultato il 17 giugno 2021.
  5. ↑ (EN) Mindfuck movies, su themorningnews.org. URL consultato il 21 giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2016).
  6. ↑ (EN) The 10 Most “Mind Fuck” Books Ever Written, su whytoread.com. URL consultato il 21 giugno 2021.
  7. ↑ (FR) Puzzle, de Paul Haggis – Le mindfuck est-il à bout de souffle ?, su armurerie-de-tchekhov.com. URL consultato il 21 giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2015).

Bibliografia