
La misery literature, detta anche misery lit, misery porn, misery memoirs e trauma porn, è un genere letterario che si basa su traumi, abusi mentali e fisici, indigenza o altre prove debilitanti subite dai protagonisti o, presumibilmente, dallo scrittore (nel caso di memorie o autobiografie). Sebbene in senso lato il genere sia antico almeno quanto la narrativa di massa (ad esempio, Les Misérables ), i termini misery lit e misery porn vengono solitamente applicati in senso dispregiativo a romanzi erotici, horror di serie B e storie autobiografiche truculente di dubbia autenticità, soprattutto quelle senza un lieto fine. È stato inoltre dimostrato che la misery literature è un genere popolare tra le bufale letterarie, in cui gli autori affermano di rivelare storie dolorose del loro passato.
Le opere di questo genere, tendenzialmente ma non sempre, iniziano nell'infanzia del protagonista, e spesso trattano di episodi di maltrattamento, abuso fisico o sessuale, o negligenza, perpetrati da una figura adulta autoritaria, spesso un genitore o un tutore. Questi racconti, spesso, sono conclusi da una fuga dalla situazione, o, nel caso della narrativa, dal suicidio del protagonista, dovuto alle numerose disgrazie a lui accadute. Sono spesso scritti in prima persona. A volte viene anche chiamata "patografia".
A Helen Forrester è stata attribuita l'invenzione del genere delle misery memoirs (misery literature applicata alle memorie) con il bestseller Twopence to Cross the Mersey del 1974. Critici come Pat Jordan e Geraldine Bedell fanno risalire l'inizio del genere a "A Child Called 'It'", un'autobiografia del 1995 dello statunitense Dave Pelzer, in cui descrive dettagliatamente gli abusi che afferma di aver subito per mano della madre alcolizzata, e a due libri successivi che ne continuano la storia. I tre libri di Pelzer, tutti incentrati sul suo percorso di recupero durante l'infanzia, hanno suscitato notevoli controversie, compresi dubbi sulla veridicità delle affermazioni contenute. Sebbene i libri abbiano trascorso complessivamente 448 settimane nella classifica dei bestseller di saggistica in edizione tascabile del New York Times, Pelzer ammette di aver acquistato e rivenduto migliaia di copie dei suoi libri.
I cigni selvatici (1992) di Jung Chang e le ceneri di Angela (1996) di Frank McCourt sono considerati da Shane Hegarty opere fondamentali che hanno dato origine al genere.
Alcuni critici collocano Una vita come tante (2015) di Hanya Yanagihara all'interno di una tradizione di letteratura incentrata sul trauma che ha dominato gli ultimi due decenni, a partire dal boom delle memorie di sofferenza all'inizio degli anni 2000, in cui narrazioni personali sensazionali di abusi e abbandono sono diventate dei bestseller. Essi ritengono che il genere si sia evoluto in narrativa letteraria, in cui il dolore e il trauma vengono spettacolarizzati anziché semplicemente raccontati, includendo opere autobiografiche di autori come Karl Ove Knausgård, Sheila Heti, Garth Greenwell e altri i cui scritti si concentrano sulla sofferenza emotiva. Essi vedono il genere che premia la rappresentazione del dolore come segno di serietà artistica o profondità morale.