
Il missorium, o missorio, è un grande disco o piatto in argento, oro o avorio, in uso in epoca romana e bizantina; di solito era inviato dall'imperatore ai governatori delle province per celebrare ricorrenze o assunzioni al trono.
I manufatti sono noti anche come teofanie: nel dominio teocratico, l'imperatore è delegato da Dio ed esercita giudizio in materia religiosa; Eusebio di Cesarea, nella Vita Costantini, riporta lo stretto legame tra Impero (come imitazione del Cielo) e Regno dei Cieli. Il missorium ha quindi rilevanza in quanto manifesto politico dell'epoca, in forma iconica.
In una teofania di Teodosio I (379-395) del 388, celebrativa del decennale d'elezione, è raffigurato Teodosio in posizione centrale sotto un timpano, con ai lati i colleghi, e sotto una personificazione della Terra. C'è una linea a dividere sovra-terrestre e terrestre; le figure, inoltre, sono disposte in base alla scala gerarchica e raffigurate secondo la convenzione di attribuire l'altezza delle figure in modo direttamente proporzionale al ruolo rivestito.
Un esempio significativo di toreutica tardoantica è il missorio di Teodosio, che, secondo l’iscrizione, fu realizzato in occasione del giubileo del trono dell’imperatore e poté poi essere donato a un alto dignitario. Anche la lastra di Anastasio, rinvenuta nella tomba di Sutton Hoo, è stata interpretata come un missorio imperiale di Anastasio. Un’altra grande lastra, il missorio del re vandalo Gelimero, dimostra che questa pratica di donazione non era probabilmente coltivata solo dai sovrani romani. Con il missorio di Flavio Ardaburio Aspare (diametro 42 cm) è inoltre noto un esemplare realizzato non per un imperatore, ma per un alto dignitario (magister militum, patrizio e, nell’anno 434, anche console).