Moharebeh (in persiano محاربة), o anche muharebeh, è un delitto, previsto dalla Sharia iraniana, che punisce chiunque ponga in essere un'offesa contro l'Islam o lo Stato (artt. dal 183 al 195 del codice penale iraniano). Il significato letterale di moharebeh è quello di "lotta", giacché esprime il concetto di "guerra contro Dio".
Nel corso delle repressioni dell'opposizione iraniana è spesso contestato insieme al 'Mofsed-e-filarz', che è anch'esso titolo di reato punito in Iran con l'esecuzione capitale: è stato tradotto nelle fonti in lingua inglese in vari modi, come «diffusione della corruzione sulla Terra», «diffusione della corruzione che minaccia il benessere sociale e politico», «corruttore della Terra», «gravi trasgressioni dell’ordine morale» e «nemici di Dio sulla Terra».
La condanna per moharebeh può prevedere tradizionalmente quattro tipi di punizioni: esecuzione capitale, amputazione incrociata degli arti, morte per crocifissione, esilio, sebbene si ricorra più spesso alla pena di morte esclusivamente per impiccagione (il codice vigente in Iran prevede tre metodi di esecuzione capitale: quello usato di solito è l'impiccagione, a cui si aggiungono la lapidazione e la fucilazione, quest'ultimo solo in ambito militare).
Il 16 luglio 2007 i giornalisti Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar sono stati condannati a morte perché ritenuti colpevoli di moharebeh per aver pubblicato degli articoli critici contro il governo. La sentenza è stata in seguito sospesa in attesa di riesame.