Mokumokuren

Mokumokuren illustrato da Toriyama Sekien nel "Konjaku hyakki shūi".

Il Mokumokuren (目目連?) è uno yōkai del folclore giapponese. È un tipo di tsukumogami, considerato inquietante, ma non attacca mai fisicamente.

Etimologia

Il nome mokumokuren significa letteralmente "molti occhi" o "occhi permanenti".

Caratteristiche

I mokumokuren vivono in shōji (muri di tela giapponesi) stracciati, nei tatami e nei muri di case antiche, solitamente abbandonate e fatiscenti, dall'architettura tradizionale. Sono visibili solo i suoi occhi, centinaia dei quali sbirciano attraverso crepe, fessure e buchi.

L'unico modo di pacificare questi spiriti è quello di riparare i buchi.

Il mokumokuren appare per la prima volta in un'illustrazione nell'opera di Toriyama Sekien "Konjaku hyakki shūi". Il dipinto raffigura innumerevoli occhi che appaiono sulle porte scorrevoli shōji di una casa fatiscente. Nella didascalia, Sekien fa una battuta suggerendo che il precedente proprietario della casa posseduta abbia giocato troppo a Go (l'equivalente giapponese del moderno Tris) durante la sua vita, e ora l'intera casa è un unico, vivente go. La battuta sta nel fatto che i cerchi che devono essere disegnati nei quadrati del Tris sono chiamati "occhi" in molti paesi (tra cui il Giappone).

Leggende

Si dice che un mercante ambulante avaro per risparmiare sull'alloggio si rifugiò in una casa abbandonata anziché in una locanda. Svegliandosi nel cuore della notte, si trovò di fronte a un pannello shoji (quasi) interamente ricoperto di occhi che lo fissavano. Invece di fuggire terrorizzato, il mercante ne cavò gli occhi per rivenderli ad un oculista di Edo.

In un'altra storia, un samurai del dominio Nanbu stava dormendo nel suo futon quando trovò un bulbo oculare rotolare ai suoi piedi, e da quell'occhio nacque un altro occhio, e questo continuò finché l'area intorno a lui non fu piena di bulbi oculari, e la mattina dopo il samurai stesso aveva perso gli occhi.

In un'altra storia, un viaggiatore determinato a rimanere nella stessa casa di un mokumokuren, cerca di ignorarlo avvolgendosi strettamente la coperta sotto cui dorme intorno alla testa. Quando si sveglia, scopre che gli sono stati rimossi gli occhi e non riesce a trovarli. Forse i suoi occhi si sono uniti a quelli già sepolti nel mokumokuren.

Note

  1. ↑ (EN) Matthew Meyer, Mokumokuren, su yokai.com.
  2. 1 2 Hiroko Yoda e Matt Alt, Yokai attack! : the Japanese monster survival guide, Revised edition, Tokyo, Tuttle Publishing, 2008, p. 100, ISBN 978-4-8053-1219-3, OCLC 745979535. URL consultato il 14 novembre 2020.
  3. 1 2 Kenji Murakami (a cura di), 妖怪事典, Mainichi Shimbun, aprile 2000, p. 332, ISBN 978-4-620-31428-0.
  4. ↑ Yamada Norio, 東北怪談の旅, Jiyu Kokuminsha, settembre 1974, p. 145.
  5. ↑ Shigeru Mizuki, 日本妖怪大全, collana Kodansha+α Bunko, Kōdansha, settembre 1994 [1991], p. 447, ISBN 978-4-06-256049-8.

Voci correlate