| Mongo | |||
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| Nomi alternativi | Bamongo, Anamongo | ||
| Luogo d'origine | Repubblica Democratica del Congo | ||
| Popolazione | ~12 000 000 (2025) | ||
| Lingua | lomongo, lingala | ||
| Religione | cristianesimo, religioni tradizionali africane | ||
| Distribuzione | |||
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Il popolo Mongo (o Bamongo) è un gruppo etnico che vive nella foresta equatoriale del bacino del fiume Congo e costituisce una delle principali etnie della Repubblica Democratica del Congo. Parlano il lomongo o uno dei suoi dialetti, ma usano molto anche il lingala come lingua franca e talvolta come lingua madre. (Sia il lomongo che il lingala sono lingue bantu dello stesso sottogruppo "C".)
I Mongo e i gruppi a loro affini formano il più ampio raggruppamento degli "Anamongo" (lett. "figli di Mongo"), termine che è talvolta usato in modo intercambiabile a Mongo, anche se l'etnonimo Mongo può riferirsi a uno specifico gruppo all'interno degli Anamongo. La più ampia definizione di Anamongo, oltre ai Mongo propriamente detti, include tra gli altri i gruppi dei Bokote, Ekonda, Bolia, Sengele, Ntomba, Ndengese, Songomeno, Mbole, Bongandu, Boyela, Nkutu, Tetela e Kusu
Le stime sulla loro numerosità sono varie e dipendono come detto dalla stessa definizione di "Mongo". Secondo una stima del 2025, il numero complessivo dei popoli identificabili come Mongo è di circa 12 milioni, dato che li renderebbe il secondo o il terzo gruppo più numeroso del paese, dopo i Luba e, a seconda delle stime, i Kongo. I Mongo propriamente detti sarebbero invece 3 549 000. Altre stime esprimono cifre ancora più alte, individuando in 40 milioni il complesso dei popoli identificabili come Anamongo.

Le radici storiche del popolo Mongo non sono chiare, ma probabilmente si stabilirono lungo le valli fluviali del Congo settentrionale e occidentale nei primi secoli del I millennio. L'agricoltura di alimenti di base come l'igname e le banane fu probabilmente avviata intorno al 1000 d.C. Il dominio coloniale belga ebbe un impatto sulle tradizioni, sulla cultura e sulle credenze religiose dei Mongo, che si convertirono prevalentemente a una delle numerose denominazioni del cristianesimo presenti in Congo. L'influenza dell'attività missionaria islamica dal Nord Africa è stata fonte di profondo risentimento per i cristiani Mongo, portando a una storia di conflitti tra loro e alcuni gruppi etnici musulmani presenti nelle vicine regioni nordorientali del Congo.

Secondo Alexander Reid, il popolo Mongo fu duramente colpito dall commercio e l'esportazione di schiavi nei secoli XVIII e XIX, quando "migliaia di persone Mongo passarono attraverso la rotta di Zanzibar come schiavi catturati dagli arabi". Un sistema di schiavitù e tratta degli schiavi guidato dalle incursioni arabe, affermano Patrick Harries e David Maxwell, esisteva e influiva sul popolo Mongo prima del periodo coloniale. L'arrivo del Belgio come sovrano coloniale, con il suo modello di sfruttamento leopoldino, combinato con malattie importate come la malattia del sonno e la sifilide, decimarono il popolo Mongo nel corso della storia coloniale. Il periodo coloniale portò anche un cambiamento ecologico ed economico dovuto all'introduzione delle piantagioni di cacao, caffè e gomma, nonché alla cattura di animali selvatici come animali domestici e per gli zoo.

L'economia e l'alimentazione dei Mongo è influenzata dall'ambiente della foresta equatoriale in cui vivono. Coltivano principalmente manioca, igname banana come alimenti base, integrati dalla raccolta di piante selvatiche e insetti commestibili, verdure e fagioli di stagione, pesca e caccia.
La società è patrilineare e tradizionalmente basata su un nucleo familiare denominato Etuka, con da venti a quaranta membri con una discendenza comune. Il maschio anziano dell'Etuka si chiama Tata (che significa padre), e un gruppo di Etuka forma un villaggio. Le controversie e le alleanze tra i lignaggi venivano generalmente risolte attraverso scambio di beni o matrimoni misti. La poligamia ha fatto parte della cultura Mongo fino all'età moderna, sebbene i missionari abbiano tentato di frenare questa pratica dopo la loro conversione al cristianesimo.
La religione tradizionale è in gran parte basata sul culto degli antenati, sulla fede negli spiriti della natura, sui riti della fertilità, con pratiche sciamaniche come magia e stregoneria. Come molte culture antiche, il popolo Mongo ha utilizzato la tradizione orale, inclusi i proverbi e le favole, per preservare e trasmettere la conoscenza al prossimo. All'inizio degli anni '70, Mabel Ross, una missionaria cristiana, raccolse 95 storie tradizionali in quello che allora era lo Zaire; le storie furono pubblicate in traduzione inglese nel 1979 nel libro On Another Day: Tales Told Among the Nkundo of Zaire.
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