| Monte Amariana | |
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| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 1 906 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°24′N 13°04′E |
| Altri nomi e significati | La Mariane (friulano) |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Alpi Carniche e della Gail |
| Sottosezione | Alpi Carniche |
| Supergruppo | Alpi Tolmezzine Orientali |
| Gruppo | Gruppo Sernio-Grauzaria |
| Sottogruppo | Dorsale dell'Amariana |
| Codice | II/C-33.I-D.13.c |
Il Monte Amariana (La Mariane in friulano - 1906 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Carniche (Alpi Tolmezzine Orientali - Carnia sud-orientale), dominando Amaro a est e Tolmezzo ad ovest con l'Alta Val Tagliamento, con la sua tipica forma piramidale: dalla cima si ha un panorama amplissimo su tutte le Alpi Carniche e Giulie, sulla pianura friulana fino all'Alto Adriatico; in cima al monte è collocata una statua della Madonna (1959), davanti alla quale molti fedeli vanno a pregare dopo una camminata di 2 ore su un sentiero che conduce alla cima.
Un tempo si credeva (a torto) che fosse il monte più alto della Carnia, e anche un vulcano spento. Per tradizione, se la cima del monte è annuvolata, si aspetta la pioggia, e il detto popolare dice: Cuant che la Mariane a ja il cjapiel, met ju il falcet e cjape su il riscjel (Quando la Mariane ha il cappello, metti giù la falce e prendi in mano il rastrello).
Al monte Amariana è anche legata una leggenda popolare:
Amariana era una bellissima e povera ragazza di Amaro. Un giorno, mentre cantava e lavava i panni al fiume, fu avvicinata da un essere mostruoso e temuto da tutti, a cui era stato dato il soprannome di “Orcolat”, che le chiese di diventare sua moglie. Amariana, dopo averlo rifiutato, fuggì spaventatissima, tra le urla del bruto che le giurò vendetta. Spaventata e non avendo nessuno a cui confidare l'accaduto, la giovane salì sulla montagna e invocò la Regina dei Ghiacci, che ascoltò il racconto ma poi, sconsolata, rispose che lei non poteva fare molto se non quella di pietrificarla. La giovane ascoltò a malincuore ma accettò l’offerta pur di non cadere nelle grinfie di quel mostro. Fu così che la Regina, con la sua bacchetta di ghiaccio, la toccò e le raccomandò di mettersi in piedi sulla punta del monte ad aspettare che tutto si compisse: le sue gambe divennero sentieri, le sue braccia si trasformarono in alberi e il suo corpo si modificò in roccia e prese la forma elegante che la montagna attuale possiede. La Regina battezzò quel monte con il nome Amariana e maledisse l'Orcolat relegandolo sotto il monte San Simeone. Da questa leggenda trae origine anche il nome “Orcolat”, affibiato all’evento sismico del Friuli del 6 maggio 1976 che ebbe l’epicentro proprionel San Simeone.