| Monte Cauriòl | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Canal San Bovo |
| Altezza | 2 494 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°14′07″N 11°35′47″E |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Fiemme |
| Supergruppo | Dolomiti Meridionali di Fiemme |
| Gruppo | Catena del Lagorai |
| Sottogruppo | Dorsale della Cima di Lagorai |
| Codice | II/C-31.V-B.3.b |
Il monte Cauriòl è una montagna appartenente alla Catena del Lagorai ed è collocato tra la valle del Vanoi e la val di Fiemme nel Trentino orientale. La cima raggiunge la quota di 2494 m s.l.m.



Il monte Cauriol è raggiungibile:
Due sono le vie che permettono il raggiungimento della vetta: la "via italiana" che dal passo Sadole, situato ad un'altitudine di 2066 m s.l.m., aggira il Cauriòl piccolo e la "via austriaca" che parte invece un po' sotto al passo, ben piastrellata ai tempi della guerra, attualmente risulta un po' più scoscesa e sassosa. Esse si ricongiungono alla selletta Carteri (2343 m s.l.m.), da cui percorrendo una ripida salita si raggiunge la cima del Cauriòl.
Ascesa alla cima partendo dal passo Sadole, salendo per semplicità lungo la "via italiana". Questa costeggia in senso antiorario il Piccolo Cauriol e porta all'interno della Busa della Neve, dove anche in estate è possibile trovare piccoli cumuli di neve. Da qui si sale per una rapida salita arrivando alla forcella Carteri (2343 m), dove si ritornerà per scendere lungo la "via austriaca". Già da questo punto si notano a sinistra la cima del Piccolo Cauriol e a destra il sentierino che invece conduce alla vetta finale, il monte Cauriol, 2494 m. Nei pressi della croce di vetta si trovano tre targhe che ricordano i caduti di guerra. Oltre a ciò, dalla cima si gode un ottimo panorama a 360 gradi: Latemar, Catinaccio, Sasso Piatto, Sasso Lungo, Gruppo del Sella, Cinque Torri, fino a Cima d'Asta.
Per la discesa, lo stesso sentiero percorso riconduce alla forcella Carteri; da qui si scende verso sinistra, affrontando dapprima una ripida discesa e successivamente una serie di massi rocciosi che negli anni hanno coperto parte del sentiero austriaco. Il sentiero, sempre ben tracciato, porta infine a costeggiare il versante nord del Piccolo Cauriol, dove si può notare la cura con cui il sentiero era stato costruito. Da qui in breve si giunge poco sotto al Passo Sadole.
Recentemente il gruppo alpini della sezione ANA di Caoria (frazione di Canal San Bovo, nella valle del Vanoi) ha curato un nuovo itinerario che sale direttamente alla cima dal versante sud che passa anche per alcune gallerie scavate dagli italiani ai tempi della grande guerra.
Il massiccio è famoso per le tristi vicende belliche che l'hanno visto protagonista durante il primo conflitto mondiale (1915-1918) tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico.
La montagna era presidiata dalle truppe austro-ungariche del tenente Schmilauer e il comando italiano voleva a tutti i costi conquistare tale cima. All'inizio le truppe italiane tentarono di conquistare il monte scalandolo, ma furono massacrati tutti.
Solamente il 27 agosto 1916, alle 19:50 circa, due plotoni di Alpini, guidati dal sottotenente Attilio Carteri (M.A.V.M) della 65ª compagnia del battaglione alpini di Feltre, anche grazie alla copertura da parte dell'artiglieria da 65mm alpina del tenente Federico Moro, riuscirono a conquistare la vetta, catturando 17 nemici e una grande quantità di armi e materiale bellico. Questo era il quarto tentativo, dopo che gli austro-ungarici avevano respinto tre assalti italiani. Durante la conquista perì eroicamente, assieme a molti altri, lo stesso Carteri. Quando tra il 2 e il 3 settembre 1916 sulla vetta del Cauriòl si scatenò la prevista reazione austriaca alla nostra conquista del 27 agosto, il sottotenente del Battaglione Val Brenta Armando Scarpa (classe 1896) sebbene di rincalzo e quindi senza obbligo di intervenire, comandò al suo plotone di contrattaccare, restando anche ferito. Per questa azione si meritò una medaglia d'argento al valore, con questa motivazione "COMANDANTE DEL PLOTONE DI RISERVA, SOTTO L'INFURIARE DEL FUOCO NEMICO, LO PORTAVA ALL'ASSALTO. FERITO MENTRE RITTO SULLA TRINCEA DIRIGEVA L'ATTACCO, NON VOLLE LASCIARE IL SUO POSTO, MACON MIRABILE FREDDEZZA ECCITÒ E SPINSE I SUOI UOMINI, FINCHÈ VIDE IL NEMICO RICACCIATO. CIMA CAURIÒL, 3 SETTEMBRE 1916". (da "M. Micheli, Armando Scarpa, in “Il Mulo n°37” Notiziario del Gruppo Alpini di Venezia, Anno 22, Numero 37 - Dicembre 2011, pp. 6-7). Questa difesa del Cauriol è descritta velocemente anche da Paolo Monelli, che così ricorda gli eventi: "Sotto la pioggia densa, nella notte oscura come un sotterraneo, per sentieri vertiginosi (si va tastando la roccia, ma un mulo è tombolato giù per la montagna e s'è fracassato là sotto); poi nell'alba chiarita a vista d'un velo di neve sulle cime più alte, per boschi trepidi teneri, fra un crosciar d'acque schiumanti ; su per una ripa da bestie verso la nuova sede di combattimento, verso il truculento Cauriòl a dare il cambio ai territoriali del Val Brenta che ieri hanno visto le streghe, lassù, ma, ostia, il Cauriòl l'hanno tenuto." (P. Monelli, Le scarpe al Sole, 1ª ed. 1921, pp. 92-93).
Dopodiché, gli austro-ungarici rinunciarono a riconquistare la vetta, e gli italiani riuscirono quindi a conquistare anche la forcella Sadole, ma non si spinsero oltre lungo la val di Fiemme.
Solamente nell'ottobre 1917 quando vi fu la rotta di Caporetto, gli italiani abbandonarono la cima duramente conquistata, che aveva comportato circa 10000 caduti italiani (si presume altrettanti anche da parte austro-ungarica), sia caduti in azione, ma soprattutto dovuti alla morte bianca.
Nei pressi dell'altipiano del passo Sadole sono visibili alcuni resti degli scontri fra soldati italiani e austro-ungarici. In seguito ai pesanti bombardamenti la cima della montagna si abbassò di ben 6 metri rispetto all'altezza precedente la guerra.
Monte Cauriòl è anche un canto degli alpini relativo alle vicende della prima guerra mondiale.