| Monte Palantarins | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 1 049 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°17′59.18″N 13°05′06.03″E |
| Altri nomi e significati | Palantavins (friulano) |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Alpi Carniche e della Gail |
| Sottosezione | Prealpi Carniche |
| Supergruppo | Catena Valcalda-Verzegnis |
| Gruppo | Gruppo del Verzegnis |
| Sottogruppo | Dorsale del Cuar |
| Codice | II/C-33.III-C.9.b |
Il Monte Palantarins (Palantarìns in friulano o Altarìns nel sottostante paese di Braulins) è una montagna delle Prealpi Carniche, nel Friuli-Venezia Giulia, alta 1049 m s.l.m. La cima, coi vicini Monte Brancot (1015 m) e Monte Tre Corni (1048 m), appartiene alla dorsale montuosa localmente indicata col nome di Naruvint, compresa tra il Tagliamento e la valle del Lago di Cavazzo.
La dorsale è delimitata a est dall'ampio alveo del Tagliamento e a ovest dalla valle del Lago, che ospita il Lago di Cavazzo. A sud il rilievo scende verso l'area di Trasaghis, mentre verso nord la cresta prosegue in direzione del Monte San Simeone, separata da esso tramite la sella di Interneppo.
Il massiccio è costituito in prevalenza da bancate dolomitiche e calcareo-dolomitiche della Dolomia Principale, risalente al Triassico superiore, in particolare al Norico.
Alle quote maggiori sono presenti anche calcari del Giurassico e del Cretaceo inferiore. L'area è interessata da un intenso disturbo tettonico, con sovrascorrimenti, faglie e pieghe che hanno contribuito alla fratturazione delle rocce e alla formazione di depositi detritici e frane.
Nel settore meridionale della dorsale, presso Trasaghis, affiorano inoltre rocce più recenti, tra cui calcari giurassici, arenarie e conglomerati miocenici. Alle quote inferiori, verso il Tagliamento, sono presenti depositi del Pliocene o posteriori.
Il toponimo Naruvint è utilizzato tradizionalmente dagli abitanti dei paesi circostanti per denominare l'intera dorsale, mentre sulle carte, soprattutto dopo il terremoto del Friuli del 1976, il complesso è stato indicato anche genericamente come Brancot.
Attualmente si tende a utilizzare il nome Brancot esclusivamente per la quota di 1015 m e Palantarins per la successiva quota di 1049 m, cioè quella più elevata.
Sulla sinistra Tagliamento, nella zona del Gemonese, l'elevazione è anche conosciuta come "Mont di Braulins" (in friulano), ovvero Montagna di Braulins dal nome del sottostante insediamento.
Il Monte Palantarins è percorso da un itinerario escursionistico ufficiale che segue la cresta del Naruvint (sentiero CAI 837) che collega due abitati della zona, partendo poco sopra Interneppo, passando per il Bosco del Ciadul, il Monte Naruvint (939 m), il Monte Tre Corni (1048 m), il Palantarins (1049 m), il Monte Brancot (1015 m) e la selletta denominata "La Forchia" (847 m), per scendere infine alle case di Braulins (210 m). Data la bassa quota e in conseguenza della forte antropizzazione del territorio circostante, il tracciato principale è interessato da numerose diramazioni.
La traversata è un itinerario avente difficoltà escursionistica (E), con un dislivello di circa 850 m e uno sviluppo di circa 8 km. La cartografia indicata è la Tabacco 020 in scala 1:25 000.
Dalla vetta, in quanto una delle prime isolate alture della pianura friulana, in condizioni di buona visibilità il panorama si estende verso sud fino alla laguna di Marano e golfo di Trieste, verso est sulle Prealpi ed Alpi Giulie, ad ovest si possono scorgere le Prealpi ed Alpi Carniche e verso nord è possibile spingere lo sguardo fino agli alti Tauri.

Nelle vicinanze del punto di arrivo, vi sono alcune falesie attrezzate per l'arrampicata sportiva.
La dorsale conserva segni dell'antico sfruttamento agro-silvo-pastorale. Lungo la cresta sono presenti tracce di antichi percorsi utilizzati per raggiungere gli alti pascoli e le aree boschive.
Sono inoltre documentati muretti a secco ed alcuni ruderi di piccole casere. Tali manufatti testimoniano l'importanza che l'alpeggio, la gestione dei boschi e le attività pastorali ebbero in passato nell'economia locale. L' abbandono delle attività tradizionali, accelerato dagli eventi sismici del 1976 hanno contribuito al deterioramento di parte di questo patrimonio etnologico.
Come in molte zone simili delle alture circostanti, dalla seconda metà del XX secolo è evidente il progressivo avanzamento del bosco nelle antiche radure della dorsale, che va sostituendo il paesaggio aperto che caratterizzava in precedenza molte parti della montagna, interessata tra l'altro da frequenti incendi che si verificarono specialmente negli anni ottanta del secolo scorso.
Sulle pendici meridionali del monte, poco sopra l'abitato di Braulins, si possono vedere i resti del castello di Bragolino, di cui si hanno notizie almeno dal 1254. Nel 1321, il castello fu acquistato dal Capitano di Venzone, Enrico Maul, a nome del Conte di Gorizia e, nel 1336 fu coinvolto nel conflitto fra questi ed il Patriarcato di Aquileia. Le truppe patriarcali nello stesso anno assediarono e conquistarono la fortificazione. L'episodio fu ricordato come la “Vittoria di Bragolino”. Il patriarca Bertrando di San Genesio ordinò quindi la distruzione del manufatto. Il 31 agosto 1336 il maniero risultava raso al suolo.
Nelle vicinanze delle rovine vi è inoltre la piccola Chiesa di San Michele dei Pagani, ristrutturata dopo il terremoto del 1976.
La dorsale del Naruvint ospita diverse specie di fauna alpina e prealpina. È segnalata la presenza di gallo forcello, francolino di monte, capriolo e muflone e la zona risulta area di caccia invernale per una coppia di aquile reali. Sulle alture della zona, non è inusuale la presenza dei grifoni, con frequenti sorvoli della cresta.
La dorsale Brancot-Palantarins-Tre Corni fu interessata dal sistema di osservazione militare predisposto dall'esercito italiano precedentemente allo scoppio della prima guerra mondiale. La pubblicazione dedicata alla difesa del Ponte di Braulins descrive due osservatori collocati sulla cresta prima dello scoppio della guerra.
Il punto di osservazione rivolto verso gli orizzonti orientali e meridionali, compresa la valle del Tagliamento e il Gemonese, era situato sulla cuspide del Brancot, mentre l'osservatorio rivolto verso ovest era collocato sul Monte Tre Corni, a quota 1048 m.
Fra i pochi resti riconoscibili di queste attività vi sono i ruderi di una casermetta destinata al personale dei due osservatori che si trovano nella forcella fra il Brancot e il Palantarins.
La documentazione indica inoltre che agli osservatori del Brancot si accedeva attraverso una mulattiera proveniente da Trasaghis. Alla fine di ottobre del 1917, durante la ritirata di Caporetto, lungo questa via furono trasportati quattro cannoni da 65 mm della 21ª Batteria da Montagna, impiegati nella difesa del settore di Trasaghis.
Il terremoto del Friuli del 1976 ebbe conseguenze anche sul paesaggio della dorsale e sugli abitati circostanti. La documentazione geologica relativa al gruppo del Naruvint segnala, in particolare, il distacco di grandi blocchi di conglomerato verso l'abitato di Braulins in occasione delle scosse del maggio e settembre 1976.
Gli effetti del sisma sono ricordati anche in relazione al deterioramento e conseguente abbandono delle strutture rurali tradizionali esistenti sulla dorsale.
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