| Montespaccato frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°54′11″N 12°23′19″E |
| Superficie | 0,5181 km² |
| Abitanti | 30 523 (2020) |
| Densità | 58 913,34 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00166 |
| Prefisso | 06 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Montespaccato (già Borgata Fogaccia) è una frazione di Roma Capitale (zona "O" 13), situata nel suburbio S. IX Aurelio, nel territorio del Municipio Roma XIII (ex Municipio Roma XVIII). Sorge tra la via di Boccea e la via Aurelia, nella zona urbanistica 18c Fogaccia, internamente e a ridosso del Grande Raccordo Anulare.
Si espande lungo l'attuale via Cornelia, che nulla ha a che vedere con l'antica via Cornelia, una delle strade più antiche di Roma, il cui destino resta ancora per la maggior parte sconosciuto. Di essa si sa solo che fu una strada alternativa alla via Aurelia (il percorso è quasi parallelo e in parte sovrapposto), che partiva dall'attuale zona dell'Ospedale Santo Spirito e raggiungeva la campagna romana fino all'antica città Caere (attuale Cerveteri).
Gli abitanti del quartiere sono soliti suddividere colloquialmente la zona in tre parti: Monte (l'anello di via Enrico Bondi e via Antonio Pane), Valle (la valle che percorre la via Cornelia) e Caserma (la zona intorno a Largo Re Ina, dove ora c'è la caserma dei Carabinieri, una volta casa del Fascio).



L'area su cui sorge l'attuale Montespaccato nell'antichità era posta nel vasto Agro romano, con la presenza di fattorie e piccole ville rurali, similmente alle vicine Primavalle e Casalotti, con l'assenza di grandi opere monumentali. L'antica via Cornelia, di cui rimangono solo vaghe tracce, attraversava il territorio lungo un percorso che oggi è ricalcato in gran parte da via di Boccea.[senza fonte]
Dove oggi sorge la piazza Cornelia, in particolare nel cortile della parrocchia Santa Maria Janua Coeli, sono state rinvenute delle strutture, portate alla luce durante i lavori per la costruzione di alcuni parcheggi sotterranei. Si tratta, probabilmente, di un cimitero dei primi secoli dell'era volgare che rimase in uso anche nel medioevo. I Romani, pagani e cristiani, seppellivano i propri defunti fuori della cinta muraria, lungo le vie consolari. In quel punto passava la consolare Cornelia o una sua derivazione e le sepolture vennero, quindi, allineate lungo l'antico tracciato. La presenza di un pozzo lascia intuire la pratica del refrigerium, ovvero una pratica che consisteva nell'accompagnare il defunto fino al luogo di sepolture con canti e banchetti in suo onore[senza fonte].
Dopo la caduta dell'Impero romano tutta la zona cadde in abbandono per la malaria e per le scorribande dei barbari, rimanendo praticamente disabitata per molti secoli, come le vicine Casalotti e Primavalle.[senza fonte]
La borgata attuale ebbe le prime tracce di insediamento moderno negli anni venti, sui terreni lottizzati dal conte Piero Fogaccia e su appezzamenti del Vaticano. Fino alla fine degli anni cinquanta il Fogaccia, che possedeva una villa sulla via di Acquafredda (attuale via Nazareth), procedette a ulteriori lottizzazioni, fino a far assumere al comprensorio l'aspetto di un insediamento urbano. All'inizio del 1929 la tenuta fu visitata dall'allora ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Giuriati per l'apertura della locale Casa del fascio. Nel 1937 venne realizzato un percorso sperimentale di strada guidata a cura dell'ingegner Gaetano Ciocca sull'attuale via di Acquafredda, ora denominata Via Nazareth.[senza fonte]
Nella piazza Cornelia è presente, oltre a un edificio dei primi del novecento e alla parrocchia di Santa Maria Janua Coeli, la torre serbatoio che raccoglieva l'acqua proveniente dall'Acquedotto del Peschiera. La chiesa fu aperta al culto il 30 marzo 1941, quando il cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani celebrò la prima messa alla presenza dei fedeli della borgata: fu lo stesso prelato a dare il nome all'edificio religioso, traducendo in latino il nome di Madonna del Paradiso, dopo di che sia la tenuta sia la borgata vennero erette a parrocchia di Roma. Il primo parroco fu don Andrea Capo.[senza fonte]
Nel 1945 il Comune di Roma cambiò il nome della borgata in Montespaccato. Negli anni del secondo dopoguerra la borgata fu popolata da immigrati provenienti da altre parti d'Italia, che costruirono edifici privati spesso senza regolamentazione, il che ha creato una serie di problemi legati principalmente al traffico. Nonostante ciò la borgata rimane in parte distaccata dal tessuto urbano circostante proprio per la presenza di edifici mono e bifamiliari che le fanno assumere l'aspetto di un "piccolo paese".[senza fonte]
Nel febbraio 1959, durante i lavori per la costruzione del GRA. furono ritrovati i resti di un elefante preistorico (Elephas antiquus), noto come “Il mammuth della Borgata Fogaccia”, dove sorge l'attuale zona adiacente denominata "Collina della Muse" che la collega alla Via Boccea.
Nel 1994 nasce nella parrocchia di quartiere il gruppo scout AGESCI Roma 136.
Nel 2018 un blitz delle forze dell'ordine smascherò una struttura mafiosa capitanata dal clan dei Gambacurta operante a Montespaccato. La squadra di calcio di quartiere, il Montespaccato, fu requisita e poi affidata all'Asilo Savoia, di cui è presidente Massimiliano Monnanni.
Il 30 aprile 2026 la IV Sezione della Corte Suprema di Cassazione ha disposto la confisca definitiva dell’impianto sportivo già di proprietà del clan dei Gambacurta.



Servita da mezzi di trasporto pubblico sin dagli anni quaranta, fino agli anni settanta era presente solo la linea ATAC 346, che partiva da piazza Irnerio e arrivava sino a piazza Cornelia (con poche corse giornaliere). Dagli anni ottanta, con la pavimentazione stradale che ha ricoperto tutta la viabilità principale, è raggiunta dalle linee ATAC 980, 981, 983 e 985, provenienti dall'Ospedale San Filippo Neri e dall'omonima fermata FL3, dal Policlinico Gemelli, Balduina, Circonvallazione Cornelia, la stazione Battistini della linea A della metropolitana, stazione di Roma Aurelia e l'ospedale San Giovanni Battista al castello della Magliana.
Dal 2006 è servita anche da uno svincolo del Grande Raccordo Anulare, che porta direttamente nel centro del quartiere.