Mormopterus eleryi

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Mormopterus eleryi
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineLaurasiatheria
OrdineChiroptera
SottordineMicrochiroptera
FamigliaMolossidae
SottofamigliaMolossinae
GenereMormopterus
SottogenereSetirostris
SpecieM.eleryi
Nomenclatura binomiale
Mormopterus eleryi
Reardon, Adams, McKenzie & Jenkins, 2008

Mormopterus eleryi (Reardon, Adams, McKenzie & Jenkins, 2008) è un pipistrello della famiglia dei Molossidi endemico dell'Australia.

Descrizione

Dimensioni

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 41 e 50 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 32 e 35,3 mm, la lunghezza della coda tra 28 e 32 mm e un peso fino a 6 g.

Aspetto

La pelliccia è corta e densa. Le parti dorsali sono color sabbia, mentre le parti ventrali sono più chiare. Il muso è piatto, largo, lungo, sottile, con il labbro superiore densamente ricoperto di lunghe setole e le narici che si aprono lateralmente. Le orecchie sono relativamente corte, ben separate tra loro e con la punta arrotondata. Le ali sono attaccate posteriormente sulle caviglie. La coda è lunga, tozza e si estende per più della metà oltre l'uropatagio. Entrambi i sessi hanno una particolare proiezione carnosa sui genitali.

Biologia

Comportamento

Si rifugia nelle cavità degli alberi.

Alimentazione

Si nutre di insetti.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nel Territorio del Nord sud-orientale, Queensland centrale e meridionale e Nuovo Galles del Sud settentrionale.

Vive nelle boscaglie aride.

Conservazione

Questa specie, essendo stata scoperta solo recentemente, non è stata sottoposta ancora a nessun criterio di conservazione.

Note

  1. 1 2 (EN) Mormopterus eleryi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Menkhorst & Knight, 2001.

Bibliografia

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