Morteza Alavi

Morteza Alavi (Teheran, 1901 – Uzbekistan, 1938) è stato un attivista e editore iraniano, tra i fondatori del movimento comunista persiano. Costretto infine all'esilio in Unione Sovietica, fu vittima delle Grandi purghe staliniane.

Biografia

Era il figlio maggiore di Abul Hassan Alavi, commerciante di Teheran che appoggiò la rivoluzione costituzionale persiana del 1906. Grazie all'agiatezza della famiglia, fu inviato a studiare in Europa, accasandosi a Berlino. Durante gli anni berlinesi, Morteza Alavi conobbe il comunismo e ne divenne un ardente sostenitore, diffondendolo nella comunità persiana tedesca, soprattutto tra gli studenti, tanto che negli anni 1920 fu il loro rappresentante all'Internazionale Comunista a Mosca. Fu seguito in Germania dal fratello minore Bozorg Alavi, che sarebbe diventato uno dei maggiori letterati persiani del XX secolo e che da lui influenzato aderì al comunismo, divenendone uno dei principali esponenti una volta rientrato in patria. Altro studente che riuscì a radicalizzare fu Taqi Arani, a sua volta divenuto ideologo del comunismo persiano.

Dopo la laurea, Morteza Alavi scelse di rimanere in Europa, fondando anche il quotidiano di lingua persiana Paykar, che divenne il giornale di riferimento per i comunisti iraniani e punto di riferimento per gli oppositori del regime di Reza Shah Pahlavi, che negli anni 1930 si fece più che mai oppressivo. Fondato da Alavi nel 1931, Paykar fu edito per un anno ed ebbe quindici numeri, poi nel 1932 le pressioni del governo dello Scià sulla Repubblica di Weimar portarono alla chiusura del giornale. Vista anche la contemporanea rapida ascesa del nazismo di Adolf Hitler, Morteza Alavi scelse di andare in esilio in Unione Sovietica, che aveva già visitato in passato e dove si credeva al sicuro.

Tuttavia, assieme a buona parte dei dirigenti comunisti iraniani residenti in Unione Sovietica, anche Morteza Alavi fu vittima delle Grandi purghe staliniane: arrestato nel 1938 con l'accusa di spionaggio, fu deportato in un gulag in Uzbekistan e di lì a poco fucilato. Fu riabilitato solo dopo la caduta del regime sovietico, anche se la sua data di morte era stata artificiosamente posticipata al 1941 o al 1942.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Ervand Abrahamian, Iran Between Two Revolutions, Princeton, Università di Princeton, 1982, p. 313, ISBN 9781400844098.
  2. ↑ Bozorg 'Alavi, su ponte33.it.
  3. 1 2 3 4 (EN) Ḥasan Mirʿābedini, Alavi, Bozorg, 2009.
  4. 1 2 3 (EN) Ali Mirsepassi, The Discovery of Iran, Stanford, Università di Stanford, 2021, ISBN 9781503629806.
  5. ↑ (FA) روایت ناپدیدشدگان؛ چه بر سر چپ‌های ایرانی در شوروی آمد؟, su tarikhirani.ir (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2016).