| Moschea al-'Askari | |
|---|---|
| Stato | |
| Governatorato | Governatorato di Salah al-Din |
| Località | Samarra |
| Coordinate | 34°11′56″N 43°52′25″E |
| Religione | Islam (sciita) |
| Stile architettonico | architettura islamica |
| Completamento | 944 |
| Sito web | askarian.iq/ |
La moschea di Al-'Askari nota anche come santuario di Al-'Askari (in in arabo العتبة العسكرية?, al-ʿAtaba al-ʿAskariyya), è un luogo di culto islamico sciita situato a Samarra, in Iraq.
Costruito originariamente nel X secolo, rappresenta uno dei siti di pellegrinaggio più rilevanti per lo sciismo. Il complesso ospita le tombe del decimo e dell'undicesimo imam dello sciismo duodecimano, Ali al-Hadi e suo figlio Al-Hasan al-Askari, dai quali la moschea prende il nome. Al suo interno sono inoltre sepolte Hakimah Khatun, sorella di Ali al-Hadi, e Narjis Khatun, madre del dodicesimo imam Muhammad al-Mahdi.
Il santuario originario fu eretto intorno al 944 d.C. sull'abitazione in cui vissero e furono sepolti gli imam Ali al-Hadi (morto nel 868) e Hasan al-Askari (morto nel 874). Il complesso è stato oggetto di diversi interventi di restauro nel corso dei secoli. La struttura deve l'aspetto moderno grazie ai lavori eseguiti nel 1868. Nel 1905, sotto il patronato di Mozaffar al-Din Shah Qajar, scià di Persia, fu aggiunta la grande cupola, la cui superficie venne in seguito rivestita in lamine d'oro.
Il 22 febbraio 2006, la moschea fu bersaglio di un attentato con esplosivi, condotto da militanti legati ad Al-Qaida. L'esplosione distrusse gran parte della cupola dorata e danneggiò gravemente la struttura portante, pur non provocando vittime dirette. L'evento innescò una violenta serie di rappresaglie e conflitti settari in gran parte dell'Iraq.
Il 13 giugno 2007 un secondo attacco colpì la struttura: una duplice esplosione causò il crollo dei due minareti superstiti, che fiancheggiavano le rovine della cupola principale.
Alla fine del 2007 il governo iracheno ha avviato i lavori di ricostruzione del complesso per ripristinare le strutture distrutte. L'intervento ha consentito la ricostruzione integrale della cupola e dei minareti; il santuario è stato riaperto ufficialmente ai visitatori nell'aprile del 2009. L'area del santuario si colloca all'interno della Città archeologica di Samarra, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'umanità nel 2007.

La caratteristica architettonica principale del complesso è la grande cupola centrale. Con i suoi 20 metri di diametro e un'altezza di circa 68 metri dal suolo, la struttura ha storicamente dominato lo skyline della città. Prima della sua distruzione, la superficie esterna della cupola era rivestita da circa 72.000 tessere d'oro e circondata alla base da pareti decorate con piastrelle in ceramica azzurra. I lavori di restauro completati nel 2009 hanno ripristinato le coperture dorate, impiegando per la nuova struttura oltre 23.000 elementi in mattoni d'oro. Adiacenti alla cupola principale si innalzano due minareti alti 36 metri.
In prossimità della moschea sorge inoltre un secondo edificio commemorativo, sormontato anch'esso da una cupola; tale struttura si trova sopra la cisterna dove, secondo la dottrina duodecimana, l'imam Muhammad al-Mahdi entrò nella sua occultazione minore (Ghayba).