| Galloni | |
|---|---|
| Stato | |
| Fondazione | 1919 a Borgomanero |
| Fondata da | Alberto Galloni |
| Chiusura | 1932 (fallimento) |
| Settore | casa motociclistica |
| Prodotti | motociclette |
La Galloni (anche Moto Galloni) fu una casa motociclistica italiana attiva nella prima metà del '900 a Borgomanero.
Fu fondata da Alberto Galloni e produsse motociclette dalle notevoli prestazioni che ben figurarono in molte gare dell'epoca. Il colore tipico di queste moto era il rosso.
L'azienda fallì nel 1932 e fu vano il tentativo di rinascita attuato dal suo fondatore negli anni successivi.
Nel 2014, in occasione del centenario della prima moto costruita da Galloni, venne pubblicato il libro Galloni 1914-2014, Le leggendarie motociclette di Borgomanero a conferma della stima che alcuni appassionati nutrono ancora verso questo marchio, che viene ricordato anche con motoraduni dedicati ad un secolo dalla sua chiusura.
Alberto Galloni, originario di Romanengo, si trasferì a Borgomanero a causa del suo lavoro e vi si stabilì con la moglie. Grazie alla collaborazione con l'amico Aldo Piscia, appassionato meccanico, nella sua officina nacque nel 1914 una motocicletta di 350cc 4 tempi contraddistinta dal marchio PG (dai cognomi dei suoi creatori: Piscia e Galloni). Questa moto venne venduta in poche decine di esemplari (mentre secondo altre fonti restò allo stadio di singolo prototipo), ma fu in ogni caso il prologo della successiva attività.

L'azienda vera e propria venne costituita solo 5 anni dopo, al termine della Grande guerra, e debuttò con un modello da competizione (500cc a valvole in testa) destinato alla conquista di alcuni recordi di velocità, specialità molto in voga all'epoca.
Nel 1920 iniziò la produzione di serie con una motoleggera a due tempi e, successivamente, proseguì con una bicilindrica 4 tempi a valvole laterali in versione 500cc (nel modelli Turismo e Sport, entrambi per l'utilizzo come moto "sciolta" e velocità massima di 80 e 100km/h rispettivamente) e in versione 750cc per l'utilizzo con sidecar. Quest'ultimo modello conquistò il record sul chilometro lanciato a 132,352km/h con Gino Zanchetta. Da notare che i modelli bicilindrici, nonostante le prestazioni, avevano ancora solo la sospensione anteriore (a parallelogramma) e il freno solo al retrotreno (un forcellone oscillante o un freno anteriore avrebbero potuto compromettere la stabilità del veicolo, si pensava all'epoca).
A partire dal 1923 entrarono in listino una serie di inedite monocilindriche verticali a valvole laterali di 500, 400, 350 e 250 centimetri cubici. In questi anni, all'apice del successo, il marchio impiegava 175 operai e "sfornava" 150 moto al mese.
Da sempre impegnata in campo agonistico, la Casa conquistò numerose vittorie e piazzamenti nelle gare nazionali (Augusto Rava fu terzo nel campionato italiano 250cc del 1924, Panella fu quarto l'anno successivo, sempre in 250) riuscendo a vincere il campionato nazionale del 1926 nelle quarto di litro con Alfredo Panella (oltre a Rava quarto classificato). Panella, pilota di punta della Galloni, parteciperà l'anno successivo nella classe 500, piazzandosi al 4º posto.
Proprio nel periodo dei maggiori successi sportivi, la Casa entrò in una crisi (addirittura con una chiusura temporanea della fabbrica nel 1927) che si rivelerà poi, alla luce dei fatti, irreversibile. L'azienda ripartì con Galloni e una manciata di operai, e nel 1931 vennero presentati due nuovi modelli di motoleggera da 173cc (con propulsori inglesi Blackburne): uno a valvole laterali e un altro, più sportivo, a valvole in testa, che si affiancarono alle monocilindriche degli anni precedenti ancora in produzione. Nonostante questo, il 1932 vedrà la chiusura definitiva dell'attività.
Dopo la seconda guerra mondiale, Alberto Galloni tentò di tornare sul mercato proponendo, insieme al figlio Giuseppe, il ciclomotore Galletto. Il progetto non ebbe tuttavia gli esiti sperati ed il marchio Galloni si perse del tutto.