| Borgo | |
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| Stato | |
| Fondazione | 1906 a Torino |
| Fondata da | Edmondo Michele Borgo |
| Chiusura | 1926 |
| Persone chiave |
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| Settore | casa motociclistica |
| Prodotti | motociclette |
| Slogan | «Motoborgo - La Marca Italiana di Gran Lusso» |
La Borgo (anche Motoborgo o Moto Borgo) è stata una casa motociclistica italiana attiva all'inizio del ventesimo secolo con sede a Torino. La denominazione ufficiale era: Fabbrica Italiana Velocipedi e Motocicli Borgo.
Fondata da Edmondo Michele Borgo (sui muri della fabbrica campeggiava a lettere cubitali la scritta "EM BORGO") a cui poi si aggiunsero i fratelli Carlo e Alberto, produsse motociclette con caratteristiche tecniche peculiari (pistoni in alluminio, trasmissioni a rapporto variabile, ecc...), nonché sidecar.
Simbolo della Casa era uno scudo su cui campeggiavano un toro rampante e la Mole Antonelliana, entrambi simboli di Torino.
Dal 1926 l'azienda abbandonò le motociclette per specializzarsi nella produzione di pistoni con il nome di Borgo Pistoni.
L'attività di Emilio Borgo iniziò con la realizzazione artigianale di piccoli motori per equipaggiare le biciclette e nel giro di pochi anni, nel 1906, avviò la produzione di motociclette complete vere e proprie con la collaborazione dei due fratelli, che entrarono in società. I primi modelli prodotti furono moto monocilindriche di 500cc equipaggiate con i propulsori belgi Fafnir. Il primo motore construito in proprio arriverà nel 1911 con un monocilindrico verticale di 497cc (alesaggio x corsa 80 x 99mm), mentre successivamente furono presentati modelli di 453, 493, 693 e 827cc. Tutti questi motori erano dotati di distribuzione IOE, cioè con valvole laterali e la valvola di aspirazione sopra quella di scarico.
Nel 1911 iniziarono ad utilizzare, primi in Italia, moderni e leggeri pistoni autoprodotti in lega di alluminio (distinguendosi dalla concorrenza, che utilizzava ancora la ghisa), mentre nel 1914 introdussero una trasmissione finale a cinghia a rapporto variabile. Quest'utlimo sistema era un'evoluzione di sistemi già adottati all'estero sulla Rudge Multi e sulla Zenith Gradua, ma comunque assolutamente peculiare, in quanto prevedeva lo spostamento di tutta la porzione posteriore del telaio per mantenere la cinghia in tensione.
In questo periodo, le moto della Casa partecipavano già a numerose competizioni in Italia e all'estero: il fondatore Emilio Borgo vinse il gran premio di Cremona del 1912 e suo fratello Carlo vinse il gran premio d'Italia classe 350 del 1914 sul circuito del Pino, a Torino. Si ricorda inoltre il secondo posto di una moto Borgo al Campeonato del Kilómetro del 1913, in Argentina, segno che la Casa italiana fosse apprezzata anche oltreoceano.
Una pilota di questa marca, tra il 1914 e il 1922 circa fu Vittorina Sambri, prima donna a partecipare ad una competizione motociclistica in Italia, che - grazie agli ottimi risultati e al sostegno del pubblico - venne sfruttata anche come testimonial del marchio. Oltre alla Sambri, si ricordano: Michele Borgo, Valerio Riva e Giuseppe Meldi.
Nel 1914 erano presenti in listino modelli di 493cc (3,5 cavalli), 623cc (5 cavalli) e una bicilindrica da 750cc e 6 cavalli di potenza. L'anno successivo smise di essere commercializzato il modello intermedio da 623 centimetri cubi.
Gli anni della guerra trascorsero concentrandosi sulle forniture militari di moto e sidecar (questi ultimi motorizzati Reading) che l'azienda riuscì a siglare. Questo consentì, in qualche misura, di proseguire l'attività e riprendere in maniera più agile dopo il conflitto.
Il 1920 vide apparire in listino una bicilindrica a valvole in testa, quattro valvole per cilindro, da 477cc con il serbatoio dell'olio integrato al telaio, mentre l'anno successivo arrivò sul mercato una 497cc con le stesse caratteristiche tecniche della precedente (dichiarata per 120 km/h di velocità massima) e che correrà nel campionato italiano negli anni seguenti. Nello stesso periodo, l'azienda diventò importatore per l'Italia delle Reading Standard statunitensi, che venivano venute equipaggiate con sidecar di pregio prodotti dalla Borgo stessa (operazione che tuttavia terminerà nel 1922 con la chiusura della Reading).
L'ultimo modello presentato arrivò nel 1926. Si trattò di una bellissima bicilindrica a V (misure "quadre" 68x68mm) da 494cc. Potenza di 20cv a 6000 giri/min e 120 km/h di velocità.
Come già anticipato, dal 1926 l'azienda abbandonò le motociclette per specializzarsi nella produzione di pistoni con il nome di Borgo Pistoni.