| Moxidectina | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| CL 301,423; milbemicina B | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C37H53NO8 |
| Massa molecolare (u) | 639,830 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 635-129-7 |
| PubChem | 9571036 e 9832912 |
| DrugBank | DBDB11431 |
| SMILES | CC1CC(=CCC2CC(CC3(O2)CC(=NOC)C(C(O3)C(=CC(C)C)C)C)OC(=O)C4C=C(C(C5C4(C(=CC=C1)CO5)O)O)C)C |
| Indicazioni di sicurezza | |
La moxidectina è un farmaco antielmintico della classe della milbemicina; è un lattone macrociclico utilizzato negli animali per prevenire o debellare le parassitosi da vermi, come la filariasi e le infestazioni da vermi intestinali; il farmaco è usato sui cani, sui gatti, sui cavalli, sui bovini, sulle pecore e sui vombati. La moxidectina uccide alcuni dei parassiti più comuni negli animali, che vivono sia all'interno che all'esterno dell'ospite, grazie alla capacità di legarsi ai canali ionici del cloruro presenti nelle cellule del parassita, i quali regolano la funzionalità dell'acido glutammico e sono pertanto fondamentali per le cellule nervose e muscolari degli invertebrati. Legandosi a questi canali, la moxidectina interrompe l'azione dei neurotrasmettitori, provocando la paralisi e la conseguente morte dei parassiti.
Si tratta di un composto ad alta liposolubilità; ciò ne determina l'elevato volume di distribuzione. La moxidectina si accumula nel tessuto adiposo dell'animale, da dove viene poi progressivamente rilasciata entro due mesi dal termine della somministrazione.
L'emivita della molecola varia da specie a specie: nelle capre, ad esempio, è significativamente più bassa che nelle pecore.
Viene utilizzata in varie specie animali, in particolare:
Alcuni parassiti hanno sviluppato nel corso del tempo alcune mutazioni genetiche, specialmente a carico del recettore del GABA (il quale regola la trasmissione degli impulsi nervosi), che li hanno resi progressivamente resistenti al trattamento con moxidectina e con antielmintici dalla simile composizione chimica, come l'ivermectina, la doramectina e l'abamectina.
Nel 2018 è stato approvato l'uso della moxidectina sugli esseri umani negli Stati Uniti d'America, come opzione terapeutica per l'oncocercosi (una filariasi causata da Onchocerca volvulus) in pazienti di oltre 11 anni di età.
Benché il farmaco sia sostanzialmente sicuro a dosi normali, un sovradosaggio può sovrastimolare l'attività dell'acido γ-amminobutirrico (GABA), provocando un'iperattivazione del sistema nervoso parasimpatico; questo nei cavalli può causare atassia, tremori, abbassamento della frequenza respiratoria, stupor e coma.
Nei cani, se l'animale lecca la moxidectina applicata sulla cute come trattamento locale (topico), esso può andare incontro a tremori, vomito, scialorrea, atassia e nistagmo.