Muky, pseudonimo di Wanda Berasi (Trento, 9 ottobre 1926 – Faenza, 7 gennaio 2022), è stata una ceramista, scultrice e pittrice italiana, anche poetessa, scrittrice e operatrice culturale.
Nata a Trento il 9 ottobre 1926, Wanda Berasi si trasferì da giovane a Roma, dove entrò in contatto con l'ambiente artistico raccolto intorno agli studi di Villa Massimo. In questo contesto conobbe artisti come Leoncillo Leonardi, Marino Mazzacurati e Renato Guttuso.
Durante gli anni cinquanta sviluppò un linguaggio artistico personale, in cui confluirono suggestioni primitiviste, surrealiste e informali. Nel 1952 avviò la propria attività espositiva con mostre personali a Roma, Milano, Innsbruck e in Canada. Tra il 1953 e il 1954 soggiornò a Innsbruck, dove approfondì la formazione ceramica e seguì lezioni di modellato con la scultrice Fini Platzer.
Adottò il nome d'arte Muky anche in risposta alle discriminazioni che penalizzavano le donne nel mondo dell'arte: lo pseudonimo le permetteva di non rendere immediatamente riconoscibile il proprio genere attraverso la firma delle opere.
Nel 1955 si trasferì a Faenza, dove frequentò un corso speciale presso l'Istituto statale d'arte per la ceramica Gaetano Ballardini. Qui conobbe il ceramista e scultore Domenico Matteucci, con il quale instaurò un sodalizio artistico e sentimentale. I due lavorarono nello stesso laboratorio ed esposero insieme, firmando le opere con entrambe le sigle.
La ceramica divenne il principale ambito della sua ricerca plastica, affiancata dalla pittura e dalla scultura. Nelle opere degli anni cinquanta prevalsero un approccio informale alla materia e una ricerca sulle superfici, spesso caratterizzate da tonalità acromatiche o metalliche. Realizzò, fra l'altro, grandi vasi-scultura modellati a lucignolo e altorilievi. Nel decennio successivo la sua produzione si orientò progressivamente verso forme più essenziali e rigorose, con particolare attenzione alle variazioni dei bianchi e alla qualità delle superfici. Alcuni piatti e contenitori ovoidali di questo periodo entrarono nelle collezioni del Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) di Faenza.
Negli anni successivi la ricerca si aprì anche a colori più vivaci, utilizzati come elementi significativi della composizione. Muky partecipò a mostre e concorsi in Italia e all'estero, soprattutto nell'ambito della ceramica artistica e del design.
Accanto all'attività artistica, Muky si dedicò alla scrittura di poesie, racconti, haiku, aforismi e opere teatrali. I suoi testi affrontano temi contemplativi, sociali e sentimentali e presentano talvolta riferimenti autobiografici. Furono pubblicati in raccolte, antologie e libri d'artista.
La sua ricerca comprende anche esperienze di poesia visiva, nelle quali la parola scritta entra direttamente nella composizione ceramica. Attraverso l'incisione di testi sullo smalto ancora crudo, l'artista unì la pratica poetica a quella plastica, facendo della scrittura una componente dell'opera.
All'inizio degli anni sessanta Muky e Matteucci acquisirono a Faenza un complesso di edifici che ospitava l'abitazione e il laboratorio artistico. A partire dal 1965, uno degli ambienti della proprietà, noto come Loggetta del Trentanove, divenne sede di incontri culturali organizzati con cadenza quindicinale. Muky ne fu promotrice e animatrice, accogliendo artisti, scrittori, musicisti e personalità provenienti da diversi ambiti della cultura e della società. Durante gli incontri, gli ospiti lasciavano firme, dediche e aforismi su piatti e ciotole di maiolica, successivamente cotti e conservati nell'edificio.
Parallelamente all'attività artistica e culturale, si impegnò in iniziative di carattere sociale e benefico. Nel 2016 donò all'Ospedale degli Infermi di Faenza un dipinto di Domenico Matteucci, un proprio bassorilievo intitolato *Crocifissione nel sangue* e un'ambulanza attrezzata destinata al pronto soccorso.
Nel 2000 il Comune di Faenza le conferì il riconoscimento di «Faentino sotto la Torre», attribuito a personalità che avevano contribuito alla vita culturale e sociale della città.
Nel corso della sua vita predispose inoltre la destinazione di parte della propria proprietà alla Fondazione MIC, con l'obiettivo di sostenere un progetto dedicato alla cultura ceramica, alle residenze per artisti e alla promozione dell'arte. L'iniziativa, indicata come Casa dell'Arte Muky-Matteucci, era in continuità con il rapporto che l'artista aveva coltivato con il museo e con la città di Faenza.
Muky morì a Faenza il 7 gennaio 2022, all'età di 95 anni. Le esequie si svolsero l'11 gennaio nella cattedrale di San Pietro Apostolo, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e della comunità locale.