| Muori di lei | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 2025 |
| Durata | 103 min |
| Genere | drammatico, sentimentale, thriller |
| Regia | Stefano Sardo |
| Sceneggiatura | Giacomo Bendotti, Stefano Sardo |
| Produttore | Cristiano Gerbino, Stefano Sardo, Ines Vasiljevic |
| Casa di produzione | Nightswim, Baš Čelik, Medusa Film |
| Distribuzione in italiano | Medusa Film |
| Fotografia | Francesco Di Giacomo |
| Montaggio | Sarah McTeigue |
| Musiche | Francesco Cerasi |
| Scenografia | Mauro Vanzati |
| Costumi | Maria Cristina La Parola |
| Interpreti e personaggi | |
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Muori di lei è un film del 2025 diretto da Stefano Sardo.
Durante il periodo iniziale del lockdown a Roma, nel marzo del 2020, Luca, insegnante di filosofia, si ritrova da solo in quanto la moglie Sara, medico, è richiamata in ospedale per le emergenze. La sua attenzione si concentrerà sulla sua vicina Amanda, con la quale intreccia un'appassionata relazione favorita appunto dalle frequenti assenze della moglie dovute alle impellenti necessità provocate dalla pandemia in atto.
Il film, diretto e scritto da Stefano Sardo, con la collaborazione nella stesura di Giacomo Bendotti, è stato prodotto dallo stesso Sardo con Cristiano Gerbino e Ines Vasiljevic per Nightswim, Baš Čelik e Medusa Film.
Le riprese si sono tenute tra marzo e aprile 2024 per sei settimane a Roma.
Il trailer ufficiale del film è stato pubblicato il 6 febbraio 2025.
Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 20 marzo 2025.
Il film ha incassato 452555 €.
Il film ha ottenuto recensioni miste da parte della critica cinematografica.
Maria Cafagna in una recensione negativa per Today afferma che la sceneggiatura è «lenta e macchinosa» e che, sebbene possa essere «un film ricco di idee e di spunti attuali come l'infertilità e la violenza di genere», i personaggi femminili risultano «ingabbiati in stereotipi davvero indigeribili» per il cinema contemporaneo, trovando inoltre la voce fuoricampo «superflua». Anche Giulia Lucchini del Cinematografo non resta particolarmente colpita dal film, riscontrandovi troppi registri narrativi, poiché «parte come una commedia quasi romantica e poi vira quasi repentinamente verso il thriller e il noir non facendosi mancare il dramma», portando a un «mix di verosimiglianza e inverosimiglianza che finisce per stonare».