| Museo interreligioso di Bertinoro | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Bertinoro |
| Indirizzo | Rocca vescovile, via Frangipane, 6 |
| Coordinate | 44°08′52.33″N 12°07′57.91″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | arte sacra |
| Istituzione | 10 giugno 2005 |
| Fondatori | Leonardo Melandri |
| Apertura | 10 giugno 2005 |
| Visitatori | 1 500 (2022) |
| Sito web | |
Il MiB, Museo interreligioso di Bertinoro è l'unica realtà espositiva italiana dedicata al tema del dialogo e del confronto tra le tre grandi religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam, che nel corso della storia hanno segnato le vicende, la cultura e l'identità dei popoli del mondo.
La sede del museo è la millenaria Rocca vescovile di Bertinoro.
Il museo è stato inaugurato il 10 giugno 2005 sulla scia dell'accordo interuniversitario Mediterraneum del 1995 tra gli atenei di Bologna, Tessalonica, Tunisi, Ankara, Heidelberg, Gerusalemme e le Università Pontificie Gregoriana e Antonianum; nato dal progetto del senatore forlivese Leonardo Melandri, è gestito dalla Fondazione Museo Interreligioso di Bertinoro istituita nel 2005, composta dalla diocesi di Forlì-Bertinoro, dal Comune e dal Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ce.U.B.). Per la sua realizzazione sono stati riuniti studiosi esperti in varie discipline (teologia, arte, architettura) in relazione a ognuna tre fedi monoteistiche.
Il lavoro ha portato alla realizzazione di percorsi espositivi con importanti oggetti d'arte, aprendo nel 2025 un nuovo percorso espositivo in occasione del primo decennale di apertura e acquisendo nuove opere.
Il Portale d'ingresso al Museo che accoglie i visitatori è un'opera in argento sbalzato e cesellato di Mario Di Cicco realizzato come ideale introduzione all'itinerario culturale del museo; nel portale sono rappresentati i simboli e 18 temi iconografici, considerati tra i più emblematici e significativi delle tre religioni.
Oltre a pregiate edizioni di testi sacri vi sono sono esposte produzioni di orefici ebrei, musulmani e cristiani, nonché opere di Floriano Bodini, Lorenzo Ghiberti, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Sandro Pagliuchi e Rembrandt.
Il percorso espositivo si divide in tre sezioni principali:
oltre ad avere spazi dedicati quali il Santo dei Santi ricostruito negli ambienti della cisterna della rocca, la Sala dell’Agorà contenente i plastici del Tabernacolo del Deserto e del Secondo tempio di Gerusalemme, e la Sala di Mosè dov'è presente il mosaico raffigurante l’episodio di Mosè nel Roveto ardente.