Mutazione indotta

Mutazione indotta è un termine della genetica che indica una mutazione genetica provocata intenzionalmente mediante l’esposizione ad agenti mutageni fisici, chimici o biologici, al fine di studiare la funzione dei geni o di ottenere organismi con caratteristiche desiderate. La mutagenesi indotta è una pratica fondamentale nella ricerca genetica, nella biologia molecolare e nel miglioramento genetico di piante e microrganismi. Con l’introduzione di tecniche moderne di mutagenesi sito-specifica e di editing genomico, è oggi possibile ottenere mutazioni mirate e prevedere con maggiore accuratezza i loro effetti sul fenotipo dell’organismo.

Definizione

Una mutazione genetica si dice indotta quando è causata dall'azione di agenti mutageni. Il tipo di mutazione indotta può spesso essere previsto, poiché diversi mutageni mostrano una certa specificità mutazionale; tuttavia non è possibile stabilire a priori la localizzazione delle mutazioni nel genoma né prevederne con certezza le conseguenze fenotipiche sull'organismo.

Una mutazione indotta è una variazione del DNA causata intenzionalmente dall’azione di agenti mutageni (fisici, chimici o biologici). Il tipo di mutazione che si ottiene può spesso essere previsto, poiché diversi mutageni mostrano specificità mutazionale (ad esempio, alcuni provocano sostituzioni di basi, altri delezioni). In genere non si può sapere con esattezza dove nel genoma si verificherà la mutazione né prevedere con certezza i suoi effetti fenotipici; tuttavia, in alcuni casi moderni, grazie a tecniche mirate (come la mutagenesi sito-specifica o l’uso del sistema CRISPR-Cas9 è possibile indirizzare la mutazione in un punto preciso del DNA e prevederne gli effetti con maggiore accuratezza.

Danni da mutazioni indotte

Le mutazioni indotte possono determinare vari tipi di alterazioni del DNA. Tra i meccanismi principali si ricordano:

Un caso ben documentato riguarda l'azione dell'acido nitrilotriacetico (NTA). Studi condotti da Loprieno e collaboratori hanno mostrato che la NTA può aumentare la mutagenicità di alcuni composti di cromo in saggi in vitro, non perché sia essa stessa fortemente mutagena, ma perché altera la solubilità e la biodisponibilità dei composti metallici, potenziandone gli effetti genotossici.

Utilità delle mutazioni indotte

La mutagenesi indotta è uno strumento consolidato nella ricerca genetica e nella biologia molecolare: esponendo un organismo o cellule a un mutageno e isolando i soggetti mutanti (la cosiddetta "caccia al mutante"), è possibile identificare geni coinvolti in specifiche funzioni biologiche e collegare mutazioni a fenotipi osservabili. Tali approcci sono impiegati sia in studi fondamentali sia in applicazioni pratiche quali la selezione di varietà vegetali con caratteristiche desiderate.

Note

  1. 1 2 Rasmussen S.K. & Jain S.M. (2024). Editorial: Mutational breeding: from induced mutations to site-directed mutagenesis. Frontiers in Plant Science, 15:1511363. doi:10.3389/fpls.2024.1511363
  2. ↑ Loprieno N. (1992). Guidelines for safety evaluation of cosmetic ingredients in the EC countries. Food and Chemical Toxicology, 30: 809–815.
  3. ↑ Loprieno N. (1981). Screening of coded carcinogenic/noncarcinogenic compounds: contribution to evaluation of short-term tests for carcinogens. In: de Serres F.J., Ashby J. (a cura di), Evaluation of Short-Term Tests for Carcinogens. Elsevier, pp. 271–279.
  4. ↑ Loprieno N., Boncristiani G., Venier P., Montaldi A., Majone F., Bianchi V., Paglialunga S., Levis A.G. (1985). Increased mutagenicity of chromium compounds by nitrilotriacetic acid. Environmental Mutagenesis, 7(2): 185–200.
  5. ↑ Loprieno N. (1995). Alternative Methodologies for the Safety Evaluation of Chemicals in the Cosmetic Industry. CRC Press.

Bibliografia

Voci correlate

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