Mutisia

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Mutisia
Mutisia decurrens
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaMutisioideae
TribùMutisieae
SottotribùMutisiinae
GenereMutisia
L.f., 1782
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùMutisieae
GenereMutisia
L.f., 1782
Sinonimi

Aplophyllum Cass. Guariruma Cass.

Specie
(Vedi testo)

Mutisia L.f., 1782 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, endemico del Sud America.

Etimologia

Il nome del genere è un omaggio al botanico spagnolo José Celestino Mutis (1732-1808).

Descrizione

Il portamento
Mutisia acerosa
Le foglie
Mutisia coccinea
Infiorescenza
Mutisia decurrens
I fiori
Mutisia acuminata

Le specie di questa voce sono piante perenni con portamenti erbacei o subarbustivi o (meno spesso) rampicanti.

In genere sono presenti sia foglie basali che cauline. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato. Quelle basali spesso formano delle rosette (disposizione rosulata). La forma delle lamine è subulata o strettamente lanceolata o ovata con contorno intero o dentato. L'apice può terminare in un viticcio. Raramente sono profondamente pennatosette o sparsamente lobate o profondamente partite.

Le infiorescenze sono composte da capolini terminali solitari (da piccoli a grandi). I capolini sono formati da un involucro a forma breve o lungamente cilindrica oppure campanulata composto da brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi (più o meno): tubulosi e ligulati. Le brattee, simili a foglie, disposte su più serie in modo embricato sono di vario tipo e consistenza. Il ricettacolo a forma piatta o convessa, è nudo (senza pagliette).

I fiori (omomorfici o eteromorfici) sia quelli tubulosi che ligulati sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, actinomorfi o zigomorfi e fertili. I fiori del raggio (quelli periferici), se presenti, sono femminili e disposti in modo più o meno uniseriale con corolla subligulata. I fiori del disco (quelli centrali) hanno corolle bilabiate e sono ermafroditi.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell'achenio in genere è fusiforme con alcune indistinte coste longitudinali. Il pericarpo può essere di tipo parenchimatico, altrimenti è indurito (lignificato) radialmente; la superficie è setolosa o glabra. Il carpopodium è assente, oppure ha delle forme anulari. Il pappo, formato da una serie di setole piumose o barbate, decidue o persistenti, è direttamente inserito nel pericarpo o connato in un anello parenchimatico posto sulla parte apicale dell'achenio. Il pappo è più lungo della corolla.

Biologia

Distribuzione e habitat

La maggiore concentrazione di specie si ha nella regione andina, dalla Colombia settentrionale al Cile meridionale e all'Argentina; un'ulteriore area di distribuzione è rappresentata dal Brasile meridionale e dalle adiacenti regioni di Paraguay e Uruguay e Argentina nord-orientale.

Le varie specie occupano habitat estremamente diversificati, dal livello del mare sino a oltre 4000 m di altitudine.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.

Filogenesi

La sottofamiglia Mutisioideae, nell'ambito delle Asteraceae occupa una posizione "basale" (si è evoluta precocemente rispetto al resto della famiglia) ed è molto vicina alla sottofamiglia Stifftioideae. La tribù Mutisieae con la tribù Nassauvieae formano due "gruppi fratelli" ed entrambe rappresentano il "core" della sottofamiglia.

Il genere Mutisia è descritto all'interno della tribù Mutisieae (sottotribù Mutisiinae), raggruppamento che la classificazione tradizionale collocava all'interno della sottofamiglia Cichorioideae e che la moderna classificazione filogenetica ha ricollocato, ridisegnandone i confini, all'interno della sottofamiglia Mutisioideae.

All'interno della sottotribù questo genere insieme al genere Pachylaena forma probabilmente un "gruppo fratello". Le possibili date relative alla divergenza di questo gruppo variano da 17 a 15 milioni di anni fa.

I caratteri distintivi per le specie di questo genere sono:

  • il portamento può essere arbustivo.
  • le foglie sono semplici o pennate.
  • la corolla è bilabiata, subbilabiata o ligulata.
  • i rami dello stilo sono papillosi.

All'interno del genere sono state individuate 6 sezioni, tra le quali: sect. Guariruma, sect. Holophyllum, sect. Isantha, sect. Mutisia, sect. Fruticosa e sect. Ovata.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 26, 46, 48 e 52.

Elenco specie

Il genere comprende le seguenti 65 specie:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 28 gennaio 2021.
  3. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  4. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  5. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  6. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 109.
  7. 1 2 3 4 5 Funk & Susanna 2009, pag. 229.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  9. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 02/06/2026.
  10. ↑ Pasini et al. 2016.
  11. ↑ Tree of Life Web Project, su tolweb.org, p. Mutisia. URL consultato il 1º aprile 2021.
  12. ↑ Mutisia[collegamento interrotto], su Global Compositae Checklist. URL consultato il 12.4.2011.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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