Muzeum Susch

Muzeum Susch
Muzeum Susch in inverno
Ubicazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
LocalitàSusch
Coordinate46°45′01.95″N 10°04′52.96″E
Caratteristiche
TipoArte

Il Muzeum Susch è un museo d'arte privato situato nella città di Susch in Svizzera. Il museo si concentra sulla raccolta e la promozione del lavoro di artiste moderne e contemporanee. Il Muzeum Susch è stato aperto il 2 gennaio 2019 ed è stato fondato da Grażyna Kulczyk, un'imprenditrice e collezionista d'arte polacca. Il nome del museo utilizza l'ortografia polacca originale per la parola "museo".

Posizione

Con una popolazione di poco più di 200 abitanti, Susch si trova a 1.438 metri sul livello del mare, nella valle della Bassa Engadina, nel cantone dei Grigioni, in Svizzera. Il museo è comodamente accessibile attraverso le Ferrovie Federali Svizzere, con la stazione ferroviaria più prossima a soli 350 metri di distanza, denominata Susch.

Storia

Monastero

Gli edifici che compongono il Muzeum Susch facevano parte di un monastero rurale fondato nel 1157. Il monastero si situava lungo il percorso dei pellegrini diretti a Roma e Santiago di Compostela, noto come il Cammino di Giacobbe. Le strutture comprendevano una canonica, un ospizio e un edificio economico. Nel XIX secolo, fu aggiunto all'insieme anche l'edificio della birreria.

Riqualificazione

Grażyna Kulczyk ha acquistato l'edificio del museo e altre tre antiche case engadinesi sulla stessa strada e ha incaricato la coppia di architetti Chasper Schmidlin e Lukas Voellmy di sviluppare dal complesso il progetto Muzeum Susch. L’edificazione della struttura è stata eseguita dalla ditta svizzera Lazzarini, la direzione della costruzione è stata seguita dal capo cantiere Angelo Lucchinetti.

Dato che tutti gli edifici sono soggetti a tutela monumentale cantonale, l'espansione della superficie espositiva è stata realizzata esclusivamente all'interno della montagna, con attento restauro e riorganizzazione delle strutture esistenti. Nella fase iniziale della costruzione, sono state rimosse 9.000 tonnellate di roccia per dar vita alle spaziose stanze cavernose della montagna. In alcune stanze è stata lasciata la pietra grezza, permettendo di vivere l'interno della montagna; in una stanza si può osservare come dalla roccia sgorga l'acqua sorgiva. La roccia di anfibolite è stata fatta saltare in aria, macinata e riutilizzata come rivestimento lucido del pavimento. I pavimenti supplementari sono realizzati in pino cembro proveniente dalla zona circostante, ciottoli dell'Inn o lastre di pietra calcarea recuperate dagli edifici preesistenti. La fase di ristrutturazione ha richiesto un impegno di tre anni. Attualmente, l'area espositiva si estende su quattro piani, coprendo 1500 metri quadrati attraverso una ventina di sale disposte in un labirinto architettonico, ciascuna con un design unico..

Parete rocciosa con acqua sorgiva che emerge all'interno del Muzeum Susch

Apertura

La galleria è stata inaugurata il 2 gennaio 2019

Edificio e spazio espositivo

L'intero complesso museale è composto da quattro edifici: la Bieraria (birrificio), la Bieraria Veglia (vecchia birreria), la Chasa Della Santa (Casa della Salute) e la Residenza d'Artista. Si accede al museo attraverso il livello seminterrato della Bieraria. L'ingresso alla Bieraria Veglia avviene tramite un passaggio sotterraneo già esistente, che ospita gli spazi espositivi e la sede del MuzeumSusch/Art Stations Foundation CH.

L'ambiente è progettato per stabilire un legame con la natura e è stato costruito con l'obiettivo di promuovere un viaggio artistico esplorativo e contemplativo. introducendo spazi per mostre e presentazioni sperimentali, performance, conferenze, conferenze ed eventi, nonché un programma di residenza interdisciplinare. Durante la stagione estiva, è possibile accedere ai giardini terrazzati direttamente dalle sale espositive, i quali sono stati ideati e realizzati dall'architetto paesaggista Günther Vogt.

Esposizione

Le esposizioni all'interno dell'edificio comprendono sia installazioni permanenti che mostre stagionali.

Installazioni permanenti site-specific

Il Muzeum Susch presenta una collezione di installazioni permanenti create appositamente da artiste contemporanee di fama internazionale. Queste installazioni interagiscono in modo significativo con l'architettura e la distintiva struttura del museo.

Ogni installazione permanente contribuisce in modo significativo a definire il carattere in continuo mutamento e la disposizione distintiva dello spazio, promuovendo un senso unico di coabitazione con le opere temporanee in mostra che andranno a occupare la maggior parte dell'edificio. Stairs (2017) di Monika Sosnowska, è una colonna vertebrale in acciaio alta 14 metri, è stata una delle prime installazioni site-specific a essere ospitata presso il Muzeum Susch, situata all'interno dell'ex torre di ghiaccio del birrificio.

Tra le altre installazioni permanenti site-specific troviamo: Narcissussusch (2018) di Mirosław Bałka, Midada da structura (2018) di Mirko Baselgia, Herrenzimmer (1977-1979) di Heidi Bucher, Piss Flowers, 1991– 1992 di Helen Chadwick, Dreams in Black I (1992) e Dreams in Black II (1994) di Izabella Gustowska, Flock I (1990) di Magdalena Abakanowicz , Guerre etniche. Large Vanitas Still Life (1995/2017) di Zofia Kulik, Inn Reverse (2018) di Sara Masüger, Painkillers (2014-2017) di Joanna Rajkowska, Real Nazis (2017) e Senza titolo (Story of the Eye) (2013) di Piotr Uklański, Dalla serie Il teatro della scomparsa XXXI (2018) di Adrián Villar Rojas, Tuor per Susch (Torre per Susch), 2020] di Not Vital e Listening by Eye di Jarosław Kozłowski.

Mostre temporanee

Mostre temporanee
Data Artista(i) Titolo
2 gennaio 2019-30 giugno 2019 Carla Accardi, Evelyne Axell, Magdalena Abakanowicz, Helena Almeida, Ida Applebroog, Mirosław Bałka, Maria Bartuszová, Renate Bertlmann, Judith Bernstein, Louise Bourgeois, Geta Brătescu, Ellen Cantor, Dadamaino, Marlene Dumas, Nicole Eisenman, Wojciech Fangor, Lucio Fontana, Laura Grisi, Dorothy Iannone, Birgit Jürgenssen, Kiki Kogelnik, Maria Lassnig, Natalia LL, Sarah Lucas, Roman Ondak, Teresa Pągowska, Carol Rama, Erna Rosenstein, Iris von Roten, Carolee Schneemann, Joan Semmel, Alina Szapocznikow, Betty Tompkins, Julie Verhoeven, Hannah Wilke e Andrzej Wróblewski A Woman Looking at Men Looking at Women
27 luglio 2019 - 24 novembre 2019 Emma Kunz Visionary Drawings
29 dicembre 2019-19 luglio 2020 Carolee Schneemann Up to and Including Limits: After Carolee Schneemann
1 agosto 2020 - 22 maggio 2021 Evelyne Axell, Sylvie Fleury Evelyne Axell: Body Double
5 giugno 2021 — 5 dicembre 2021 Laura Grisi Laura Grisi. The Measuring of Time
18 dicembre 2021 - 26 giugno 2022 Feliza Bursztyn Feliza Bursztyn:Welding Madness
16 luglio 2022 - 4 dicembre 2022 Heidi Bucher Heidi Bucher. Metamorphoses II
4 gennaio 2023 - 2 luglio 2023 Hannah Villiger, Alexandra Bachzetsis, Lou Masduraud e Manon Wertenbroek Hannah Villiger: Amaze Me
15 luglio 2023 - 26 novembre 2023 Wanda Czełkowska Wanda Czełkowska: Art is not Rest
3 gennaio 2024 - 30 giugno 2024 Anu Poder Anu Põder: Space for my body
20 luglio - 3 novembre 2024 Tapta Tapta: Flexible Forms
20 luglio 2024 – 11 maggio 2025 Běla Kolářová & Emila Medková Běla Kolářová & Emila Medková: Where No One Looked Before
13 dicembre 2024 – 11 maggio 2025 Ilona Keserü Ilona Keserü: Flow
15 giugno – 2 novembre 2025 Gabriele Stötzer Gabriele Stötzer: with Hand & Foot, Skin & Hair
15 giugno – 2 novembre 2025 Jadwiga Maziarska Jadwiga Maziarska: Assembly
13 dicembre 2025 – 24 maggio 2026 Edita Schubert Edita Schubert: Profusion

Altri programmi

Acziun Susch

Performance di mayfield brooks nell'ambito di Acziun Susch

Sviluppata e curata da Joanna Lesnierowska, Acziun Susch costituisce una piattaforma dedicata alla ricerca e alla presentazione, promuovendo l'arte della coreografia attraverso il dialogo con altre discipline. Questo progetto fornisce un punto d'incontro nella regione delle Alpi svizzere per la comunità della danza.

Il programma di residenze di ricerca offre un equilibrio tra spazi dedicati alla riflessione e alla pratica individuale, integrando prove pubbliche, workshop e conferenze

Magazine Susch

La rivista annuale Susch costituisce un'ulteriore strumento stimolante. Muzeum Susch/Acziun Susch ha sostenuto la pubblicazione di questo libro, offrendo a Cools una residenza per approfondire la sua ricerca sui lamenti nell'arte moderna e commissionando un podcast dedicato a questo tema per la loro serie Echolot del 2020.

Podcast di Echolot

Echolot è un podcast che offre uno spazio per la riflessione, in cui gli artisti esplorano l'idea di vivere ad un ritmo intenzionalmente più lento, dedicando più tempo alla contemplazione durante la loro permanenza al Muzeum Susch.

Fondazione Stazioni d'Arte CH

La Fondazione Art Station è un ente sostenuto finanziariamente da Grażyna Kulczyk, fornendo un ulteriore supporto al museo. Dal 2004 ha offerto un ampio sostegno allo sviluppo della coreografia contemporanea attraverso il suo programma performativo con sede a Poznań, noto a livello internazionale come Stary Browar Nowy Taniec / Old Brewery New Dance.

Note

  1. ↑ (EN) Muzeum Susch, Nestled in the Swiss Mountains, Is a Dramatic Temple to Art, su elephant.art. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  2. ↑ (EN) Private Museums of the World: Muzeum Susch, su stirworld.com. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  3. ↑ (EN) Natalia Rachlin, A new museum is putting this Swiss town on the map, su wsj.com, Wall Street Journal Magazine. URL consultato il 5 dicembre 2023.
  4. ↑ (EN) A Chef’s Guide to Zürich Pulled pork belly, contemporary art in a 12th century monastery, and picturesque ski slopes., su nymag.com. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  5. ↑ (EN) The best architecture of the 21st century, su theguardian.com. URL consultato il 10 gennaio 2023.
  6. ↑ (EN) Mission to bring art to the valley (PDF).
  7. ↑ (EN) On a mission to bring art to a Swiss valley, su ft.com. URL consultato il 17 gennaio 2023.
  8. ↑ muzeum susch: former brewery and monastery to be transformed into underground art space, su designboom.com. URL consultato il 5 dicembre 2023.
  9. ↑ (EN) I Founded a Museum to Encourage Slow Looking at Art. Here’s Hoping This Moment Will Encourage All Viewers to Do the Same.
  10. ↑ (EN) Muzeum Susch in the Swiss Alps has galleries excavated from mountainside, su dezeen.com. URL consultato il 27 gennaio 2023.
  11. ↑ Monika Sosnowska Stairs, 2016 – 2017, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  12. ↑ Mirosław Bałka NARCISSUSSUSCH, 2018, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  13. ↑ Mirko Baselgia Midada da structura, 2018, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  14. ↑ Heidi Bucher Herrenzimmer , 1977 – 1979, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  15. ↑ Helen Chadwick Piss Flowers, 1991 – 1992, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  16. ↑ Izabella Gustowska Dreams in Black I, 1992 Dreams in Black II, 1994, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  17. ↑ Magdalena Abakanowicz Flock I, 1990, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  18. ↑ Zofia Kulik Ethnic Wars. Large Vanitas Still Life, 1995 – 2017, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  19. ↑ Sara Masüger Inn Reverse, 2018, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  20. ↑ Joanna Rajkowska Painkillers, 2014 – 2017, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  21. ↑ Piotr Uklański Real Nazis, 2017, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  22. ↑ Adrián Villar Rojas From the Series The Theater of Disappearance XXXI, 2018, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  23. ↑ Not Vital Tuor per Susch (Tower for Susch), 2020, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  24. ↑ A Woman Looking at Men Looking at Women, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  25. ↑ Emma Kunz. Visionary Drawings, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  26. ↑ Up to and Including Limits: After Carolee Schneemann, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  27. ↑ Evelyne Axell: Body Double, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  28. ↑ Laura Grisi. The Measuring of Time, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  29. ↑ Feliza Bursztyn: Welding Madness, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  30. ↑ Heidi Bucher. Metamorphoses II, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  31. ↑ Hannah Villiger: Amaze Me, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 9 agosto 2023.
  32. ↑ Wanda Czełkowska: Art is Not Rest, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 agosto 2023.
  33. ↑ Anu Põder: Space for My Body, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 agosto 2023.
  34. ↑ Tapta: Flexible Forms, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 novembre 2025.
  35. ↑ Běla Kolářová & Emila Medková: Where No One Looked Before, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 novembre 2025.
  36. ↑ Ilona Keserü: Flow, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 novembre 2025.
  37. ↑ Gabriele Stötzer: with Hand & Foot, Skin & Hair, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 novembre 2025.
  38. ↑ Jadwiga Maziarska: Assembly, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 3 novembre 2025.
  39. ↑ Edita Schubert: Profusion, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  40. ↑ «Who's afraid of (Polish) choreography?», su archive.culturescapes.ch. URL consultato il 27 gennaio 2023.
  41. ↑ ACZIUN SUSCH, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  42. ↑ Book list, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 27 gennaio 2023.
  43. ↑ Art Keeps Collectors Going: Grażyna Kulczyk, su artsy.net. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  44. ↑ ECHOLOT PODCAST, su muzeumsusch.ch. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  45. ↑ Art Stations Foundation CH, su fundraiso.ch. URL consultato il 12 gennaio 2023.

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