
Myriam Harry, pseudonimo di Maria Rosette Shapira (Gerusalemme, 21 febbraio 1869 – Neuilly-sur-Seine, 10 marzo 1958), è stata una scrittrice e giornalista francese prima vincitrice del Prix Femina (allora denominato La Vie heureuse).
La madre esercitava come diaconessa protestante in un ospedale ed era la nipote di Théodor Fliedner, fondatore della diaconia di Kaiserswerth. Suo padre, William Moses Shapira, un ortodosso russo convertito al protestantesimo, era dalla regione di Kiev in Ucraina e gestiva un negozio per turisti e pellegrini nel quartiere cristiano della Città Santa. Per la sua attività, acquistò un manoscritto che sembrava essere una versione molto antica del Deuteronomio, e nel 1882 di andare a Berlino e poi a Londra per cercare di venderlo a vari musei. Ma uno studioso francese, Charles Clermont-Ganneau, convinse gli esperti che il manoscritto era un falso;
Shapira andò in rovina a causa della faccenda, e, persa ogni credibilità, finì col per suicidarsi nel marzo 1884 a Rotterdam. Senza le risorse per rimanere a Gerusalemme, la madre di Myriam Harry decise di tornare in Germania con Miriam e sua sorella nel 1884.

Grazie a uno zio, Myriam Harry fu assunta a Parigi come assistente di un parroco e nel periodo trascorso presso di lui imparò il francese per poi diventare indipendente insegnando in una scuola privata. Inviò i suoi primi manoscritti ad alcuni giornali berlinesi e a Leopold von Sacher-Masoch che la incoraggò a scrivere e le fece conoscere Catulle Mendès che l'aiutò a stabilire alcuni rapporti editoriali. Iniziò così a collaborare nel 1898 con la rivista La Fronde, diretto da Marguerite Durand e scritto interamente da donne con un racconto pubblicato nel numero del Natale 1898 e proseguendo la collaborazione con una storia ogni due settimane: i racconti stampati su La Fronde furono raccolti in volume nel 1899, con il titolo Passage de Bedouins che ebbe subito un buon riscontro di critica e pubblico.
Nel 1904 la Harry sposò lo scultore Émile Perrault. Con il marito, vincitore di una borsa di studio di viaggio, la Harry partì per la Tunisia che sarebbe stata fonte di ispirazione per diversi suoi scritti. Molti dei suoi libri sono ispirati ai suoi viaggi in Medio Oriente. Africa e Asia.
Proposta da Joris-Karl Huysmans, che le promise la vincita per poi indirizzare altrove il suo voto, fu candidata al premio Goncourt con il suo libro La Conquête de Jérusalem (1904) che non le fu assegnato per via del fatto che era una donna. A causa di questa discriminazione nacque il Prix Femina (inizialmente "Prix La vie Heureuse") del quale Myriam Harry fu la prima vincitrice il 28 gennaio 1905 e del quale fu anche membro della giuria in seguito.
Scrisse anche molti articoli per i giornali dell'epoca, quali, tra gli altri, Revue de Paris, Revue Bleue, Grande Revue, Paris-Soir, l'Intransigeant, Candide. In particolare fece scalpore il suo reportage sul processo ai protagonisti dell'insurrezione di Thala-Khasserine per Le Temps. Nel 1950 è stata nominata corrispondente dell'Académie des sciences coloniales.
Ebbe un figlio adottivo di origine siriana, Faouaz Perrault-Harry, divenuto pittore.
Myriam Harry Archiviato il 19 luglio 2018 in Internet Archive. su NEWW Women Writers
Myriam Harry su Académie des Sciences d'Outre Mer
Cécile Chombard Gaudin, L'Orient dévoilé – Sur les traces de Myriam Harry, biographie, Levallois, Éditions Turquoise, 2019
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