Nafs è un termine arabo che nel Corano assume il significato di sé, psiche, ego o anima. Nafs è un concetto importante nella tradizione Islamica, specialmente nel Sufismo, dove nel suo stato indefinito, "l'ego (nafs) è la dimensione più bassa dell'esistenza interiore dell'uomo, la sua natura animale e satanica."
Ci sono tre principali fasi della nafs, specificatamente citati nel Corano. Queste si riferiscono al processo di sviluppo, raffinamento e controllo della nafs.
Nella sua fase primitiva, la nafs ci incita a compiere il male: questa è la nafs intesa come il Sé più basso, gli istinti di base.. Nella Sūra eponima del Corano, Il profeta Yusef dice, spiegando le circostanze che l'hanno portato a essere ingiustamente imprigionato con l'accusa di aver sedotto Zuleika:
L'Islam enfatizza l'importanza di combattere la nafs perché il profeta Maometto disse tornando da una battaglia "Torniamo ora dalla piccola guerra (Jihād) per andare ad affrontare la grande". I suoi compagni chiesero "Oh profeta di Dio, qual è la grande guerra?" rispose "La battaglia contro la nafs."
Il Corano incoraggia il fedele a "preservare la nafs dalle passioni"(Corano, Sura 79, vv. 40) e un altro ḥadīth avverte che "il peggior nemico che avete è la nafs al vostro fianco". Rumi ammonisce contro la nafs intesa come ipocrisia religiosa, dicendo che "la nafs ha un rosario e un Corano in mano, e una scimitarra e un pugnale nelle maniche."
Talvolta le figure di animali sono usate per descrivere la nafs. Un'immagine popolare è quella dell'asino o di un cavallo selvaggio che deve essere domato e allenato in modo da portare alla meta il suo cavaliere. Rumi paragona la nafs a un cammello che l'eroe Majnun, rappresentante l'intelletto ('Aql), tira per farlo andare verso l'abitazione della sua amata.
Nella Sura al-Qiyama il Corano cita la "nafs in preda al rimorso". (Corano, Sura 75, vv. 2) Questa è la fase in cui "la coscienza si risveglia e ci si trova in preda al rimorso per avere ascoltato il proprio ego. Ci si pente e si chiede perdono." Qui la nafs è ispirata dal cuore, vede i risultati delle azioni, concorda col cervello, vede le proprie debolezze e aspira alla perfezione.
Nella Sura al-Fajr il Corano cita "la nafs ormai acquietata". (Corano, Sura 89, vv. 27) Questa è la fase ideale per i Sufi. A questo livello si è fermi nella fede e si abbandonano le cattive abitudini. L'anima diventa tranquilla, in pace. In questa fase i Sufi hanno abbandonato tutto il materialismo e i problemi del mondo e sono soddisfatti nella volontà di Dio.
Oltre alle tre principali, talvolta vengono menzionati altre quattro fasi
Questa fase avviene fra la seconda e la terza. È la fase dell'azione. A questo livello si diventa "più fermi nell'ascoltare la propria coscienza, ma non ancora abbandonati ad essa". Dopo aver visto le proprie debolezze e fissato i propri obiettivi, l'ego ispira a fare il bene e raggiungere i meritevoli. I Sufi rilevano l'importanza di compiere immediatamente il bene non appena si pensa ad esso. Abbas Bin Abdul Muttalib propone queste tre regole:[senza fonte]
Secondo il Corano, la carità deve essere fatta sia segretamente che apertamente.
Questa fase viene dopo la terza delle principali. A questo livello "ci si compiace con qualsiasi cosa venga da Allah e non appartenga né al passato né al futuro, ma al momento." "Si pensa sempre: ‘Ilahi Anta Maqsudi wa ridhaka matlubi’. Ci si vede sempre deboli e bisognosi di Allah."
A questo livello i due Ruh dell'uomo "si sono rappacificati". "Si diventa morbidi e tolleranti con gli uomini e si manifesta un buon Akhlak, buone maniere."
A questo livello "ci si veste degli attributi dell'insan kamil, l'uomo perfetto, che è completamente sottomesso e ispirato da Allah." Si è "in completa comunione con la Volontà di Allah".
Nel suo stato primitivo la nafs ha sette teste che devono essere sconfitte[senza fonte]
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