
La Collezione nazionale della Sala delle statue (National Statuary Hall Collection), situata nel Campidoglio di Washington, consiste di statue donate dagli stati che formano gli Stati Uniti d'America per onorare delle figure importanti della loro storia. Limitata a due statue per stato, in origine la collezione venne allestita nella vecchia aula della Camera dei rappresentanti, che prese il nome di Sala delle Statue. Con l'espandersi della collezione, le statue vennero distribuite in altre parti del Campidoglio e in seguito del suo Centro per i visitatori.
Con l'aggiunta della seconda statua del Nuovo Messico nel 2005, la collezione è al completo, con 100 statue donate da 50 stati. Nel 2022, il Kansas divenne il primo stato a sostituire entrambe le sue statue, seguito da Arkansas e Nebraska.
L'idea di una Sala delle Statue nacque a metà del diciannovesimo secolo, prima che l'odierna ala della Camera venisse conclusa nel 1857. Quell'anno la Camera dei rappresentanti si trasferì nella sua nuova aula, più grande, e quella vecchia, rimasta vuota, era diventata un'aula di passaggio tra la rotonda e l'ala della Camera. Ci furono delle proposte per destinare il luogo a un nuovo utilizzo già nel 1853, quando Gouverneur Kemble, già membro della Camera, fece pressione affinché diventasse una galleria di dipinti storici. Lo spazio tra le colonne sembrava troppo limitato per questo scopo, ma ben si adattava a esporre busti e statue.
Il 19 aprile del 1864, il rappresentante Justin Smith Morrill chiese: "A quale fine più utile e grandioso, e allo stesso tempo semplice ed economico, possiamo destinarla [la Camera], se non stabilendo che sia riservata per accogliere le statue che ogni stato riterrà degne di figurare in questa commemorazione duratura?" La sua proposta di creare una "Sala nazionale delle Statue" si convertì in legge il 2 luglio del 1864.

All'inizio, tutte le statue vennero poste in questa sala. Tuttavia, con il passare del tempo c'era stato un sovraffollamento di sculture, e nel 1933 la situazione era diventata insostenibile. Allora nella sala c'erano 65 statue, in alcuni casi disposte su tre file di profondità. La struttura dell'aula non avrebbe potuto sostenere il peso di altre statue, perciò il Congresso fece approvare una risoluzione che autorizzava l'architetto del Campidoglio a ricollocare in altre parti dell'edificio le statue della collezione.
In virtù di questa risoluzione, si decise che solo una statua di ogni stato sarebbe stata posta nella Sala delle Statue. Le altre sarebbero state ridistribuite in luoghi importanti presso aree e corridoi designati del Campidoglio. Una seconda ridistribuzione delle statue avvenne nel 1976. Delle statue che rappresentavano dieci delle tredici colonie da cui nacque la nazione statunitense furono trasferite nella sala centrale dell'ala est al primo piano del Campidoglio. Il resto delle statue venne sparso nell'edificio, soprattutto nella Sala delle Colonne e nei corridoi che collegano l'ala della Camera e quella del Senato. Nel 2005 venne presentata una proposta di legge per includere nella collezione una statua per ogni territorio statunitense, ma venne bocciata.

Ogni statua è regalata da uno stato, non da una singola persona o da un gruppo di cittadini. Di solito la procedura per donare una statua inizia nell'assemblea legislativa statale tramite l'approvazione di una risoluzione che sceglie il cittadino da essere ricordato e cita i suoi meriti, designa un comitato o una commissione per rappresentare lo stato nella selezione dello scultore e provvede all'ottenimento dei fondi necessari per attuare la risoluzione. Nel ventunesimo secolo le statue vengono svelate nel corso di cerimonie nella rotonda ed esposte lì fino a sei mesi, per poi essere trasferite in un'altra parte del Campidoglio wascintoniano, incluso il suo Centro per i visitatori. Una legge del Congresso, approvata nel 2000, permette agli stati di sostituire le proprie statue.
Una legge speciale del Congresso, firmata il 1° dicembre del 2005, consentì di collocare in maniera permanente una statua di Rosa Parks nella Sala delle Statue. Il 27 febbraio del 2013, Parks divenne la prima donna afroamericana a essere rappresentata nella sala. Nonostante si trovi nella Sala delle Statue, non fa parte della collezione; non venne commissionata né dall'Alabama (dove nacque), né dal Michigan (dove visse buona parte degli ultimi anni della sua vita), rappresentati nella collezione da altre sculture.
Nel 2002, la delegata Eleanor Holmes Norton propose una legge al Congresso per consentire al Distretto di Columbia di collocare due statue nella collezione. Anche se la legge non passò, il distretto commissionò due statue, una dell'abolizionista Frederick Douglass e l'altra dell'architetto che pianificò Washington, Pierre L'Enfant, e le pose nello One Judiciary Square sperando di poterle collocare nel Campidoglio. Il disegno di legge venne riproposto nel 2010, ma subì una battuta d'arresto dopo che i repubblicani alla Camera iniziarono ad aggiungere degli emendamenti cercando di ammorbidire le leggi sulle armi del Distretto di Columbia. Nel 2012 un compromesso portò alla collocazione della statua di Douglass nel Centro visitatori, il 19 giugno del 2013. Norton continuò a battersi affinché anche la seconda statua venisse trasferita nel Campidoglio, cosa che avvenne solo nel febbraio del 2022.
Nel contesto dei dibattiti riguardanti le statue e i monumenti dedicati ai confederati, i democratici al Congresso fecero delle proposte di legge per rimuovere le statue di coloro che servirono la Confederazione dalla collezione, ma queste proposte non ebbero seguito. L'Alabama, la Florida, l'Arkansas e la Virginia hanno approvato delle risoluzioni per rimuovere le statue di gente legata alla Confederazione, anche se l'Alabama ha lasciato a Washington la statua di Joseph Wheeler, un veterano confederato. La Carolina del Nord e l'Arkansas hanno autorizzato la sostituzione di statue di politici dell'era delle leggi Jim Crow che avevano un pensiero razzista.

Nella collezione sono presenti quindici statue ritraenti delle donne:

Nella collezione sono presenti la statua del re hawaiano Kamehameha I e quelle di sette nativi americani: Orso in Piedi (Nebraska), Popé (Nuovo Messico), Will Rogers (Oklahoma), Sequoyah (Oklahoma), Sacajawea (Dakota del Nord), Washakie (Wyoming) e Sarah Winnemucca (Nevada). Inoltre, lo Stato di Washington ha autorizzato la creazione di una statua di Billy Frank Jr., un attivista Nisqually.
Dionisio Chávez, detto Dennis, il primo ispano-discendente a essere eletto al Senato degli Stati Uniti per un mandato completo, rappresenta il Nuovo Messico. San Ginepro Serra, nato in Spagna, fondò il sistema delle missioni californiane durante il periodo coloniale.
Fino al 2018, nessuno stato aveva scelto un afroamericano per una delle sue statue. Nel 1986 venne posto nella rotonda un busto di Martin Luther King Jr., e nel 2009 uno ritraente Sojourner Truth nel Centro visitatori del Campidoglio: nessuno dei due busti fa parte della collezione. Nel febbraio del 2013, una statua di Rosa Parks venne collocata nel Campidoglio: era la prima statua a figura intera di un'afroamericana nell'edificio. Non rappresenta alcuno stato ed è stata commissionata direttamente dal Congresso. Pochi mesi dopo, il 19 giugno 2013, una statua di Frederick Douglass venne posta nel Centro per i visitatori come regalo del Distretto di Columbia.
Nel marzo del 2018, il governatore della Florida Rick Scott firmò una legge per sostituire la statua di Edmund Kirby Smith con una di Mary McLeod Bethune, educatrice e attivista per i diritti civili. La nuova statua venne svelata il 13 luglio del 2022. Nell'aprile del 2019, l'Arkansas autorizzò la creazione di una statua di Daisy Bates, collocata nel maggio del 2024. Nel dicembre del 2020, il governatore della Virginia Ralph Northam annunciò che la statua del generale confederato Robert Edward Lee sarebbe stata sostituita da una ritraente l'attivista per i diritti civili Barbara Rose Johns. Questa statua sarebbe stata svelata ufficialmente il 16 dicembre del 2025.
Nella collezione sono presenti san Damiano de Veuster (Hawaii), padre Jacques Marquette (Wisconsin), san Ginepro Serra (California), padre Eusebio Chini (Arizona) e madre Joseph Pariseau (Washington).

Nella collezione sono presenti alcune statue di figure degli Stati Confederati d'America. Si citano il presidente della Confederazione, Jefferson Davis (Mississippi), e il vicepresidente Alexander Hamilton Stephens (Georgia), oltre a soldati confederati, per lo più con le uniformi del loro esercito: i generali Joseph Wheeler (Alabama), James Zachariah George (Mississippi), Wade Hampton III (Carolina del Sud), oltre al colonnello Zebulon Baird Vance (Carolina del Nord) e gli ex soldati John Edward Kenna (Virginia Occidentale) ed Edward Douglass White (Luisiana).
L'Alabama sostituì la sua statua dell'ufficiale dell'esercito confederato Jabez Curry nel 2009. Nel 2018 l'assemblea legislativa della Florida votò per sostituire la statua del generale confederato Edmund Kirby Smith con quella dell'attivista per i diritti civili Mary McLeod Bethune; la statua di Smith venne rimossa nel 2021, prima che l'altra venisse svelata nel 2022. Nel 2019, l'Arkansas decise di sostituire entrambe le sue statue, inclusa quella di Uriah Milton Rose, "un avvocato che si schierò con la Confederazione" e che fu il cancelliere della contea di Pulaski, quando l'Arkansas faceva parte della Confederazione, per far posto a Daisy Bates e Johnny Cash. Nel 2020, la Virginia decise di sostituire la sua statua di Robert E. Lee, che si trovava nella collezione dal 1909, con una di Barbara Rose Johns; la statua di Lee venne rimossa tra il 20 e il 21 dicembre del 2020.
A partir dal 2000, una modifica legislativa ha permesso a uno stato di rimuovere una statua collocata in precedenza nella collezione e sostituirla con un'altra. Da allora quattordici stati hanno sostituito delle statue e altri stati hanno preso in considerazione o fatto passare leggi per chiedere la sostituzione di una o di entrambe le statue.