| Naulobato | |
|---|---|
| re dei Eruli | |
| Nome completo | latino Naulobatus |
| Nascita | Ucraina, prima del 240? |
| Morte | dopo il 268 |
| Casa reale | Eruli |
Naulobato (latino Naulobatus; Ucraina, prima del 240? – dopo il 268) principe e condottiero della popolazione germanica degli Eruli, vissuto all'epoca dell'imperatore romano Gallieno lungo le coste settentrionali del Ponto Eusino.

Con la fine del 267 o gli inizi del 268 una nuova ed immensa invasione da parte dei Goti, unitamente a Peucini, agli "ultimi arrivati" nella regione dell'attuale mar d'Azov, gli Eruli, ed a numerosi altri popoli, prese corpo dalla foce del fiume Tyras (presso l'omonima città). Questa immensa invasione come ce la descrive la Historia Augusta, diede l'avvio ad una serie di devastazioni tra le più incredibili del III secolo: furono toccate quasi tutte le coste e l'entroterra delle province romane dell'Asia Minore, della Tracia e della stessa Acaia.
I barbari, volte le loro vele verso Cizico che assediarono senza esito e pur subendo presso Bisanzio una parziale sconfitta da parte dell'esercito romano accorrente, continuarono le loro incursioni costeggiarono l'Ellesponto, fino a giungere a Monte Athos. Ricostruite alcune delle loro navi distrutte dalla precedente tempesta, si divisero in almeno tre colonne: Una di queste armate, giunta in prossimità della foce del fiume Nestus o Nessos, tentò di risalire il fiume verso nord, ma intercettata dalle armate romane, subì una cocente sconfitta ad opera dello stesso Gallieno, accorso per l'occasione. Si racconta, infatti, che Gallieno, riuscì a battere le orde dei barbari, tra cui certamente i Goti, uccidendone un gran numero (primavera del 268). In seguito a questi eventi offrì al capo degli Eruli, un certo Naulobato, gli ornamenta consularia, dopo che quest'ultimo (identificabile con gli Sciti della Historia Augusta), formato un convoglio di carri, aveva tentato di fuggire attraverso il monte Gessace (ovvero gli attuali Monti Rodopi).