Il navaornite (Navaornis hestiae, (Chiappe et al., 2024)) era un uccello preistorico vissuto nel Cretaceo superiore circa 85-75 milioni di anni fa. I suoi fossili sono stati ritrovati nella Formazione Adamantina, in Brasile.
| Navaornis hestiae | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Aves |
| Clado | Enantiornithes |
| Genere | † Navaornis |
| Specie | † Navaornis hestiae Chiappe, 2024 |
| Nomenclatura binomiale | |
| † Navaornis hestiae Chiappe, 2024 | |


L'olotipo di N. hestiae fu scoperto nel 2016 nella Formazione Adamantina, nello stato brasiliano di São Paulo. Esso comprende uno scheletro e un cranio completo. Un singolo basicranio, descritto nel 2022, venne attribuito a N. hestiae viste le somiglianze con l'olotipo. Nel 2024, Chiappe et al. descrissero N. hestiae come una nuova specie e un nuovo genere di uccelli primitivi sulla base dei fossili rinvenuti. Il nome del genere, Navaornis, viene dall'unione di "Nava" (in onore di William Nava, che scoprì l'olotipo) e "ornis" (parola greca che significa "uccello") mentre quello della specie, hestiae, si riferisce a Estia, la più antica e giovane dea greca, visto che il navaornite ha una posizione filogenetica arcaica ma possiede una morfologia cranica molto simile a quella degli uccelli neorniti.

Il navaornite era un uccello di taglia media, circa 25-30 cm di lunghezza (più o meno paragonabile a un merlo). Come altri enantiorniti aveva un piumaggio completo e ali ben sviluppate e provviste di artigli, in più possedeva un becco sottile senza denti (cosa unica tra gli enantiorniti che ancora possedevano denti da rettile). Ma il navaornite possedeva anche degli occhi grandi e ampi che gli davano una vista binoculare e acuta, cosa che lo aiutava nella caccia o nel volo tra gli alberi. Grazie alla sua perfetta conservazione, è stato possibile ricostruire il suo cervello tramite la scansione del cranio: era infatti molto più grande e complesso del cervello di altri uccelli primitivi (come l'archeotterige o il Confuciusornis) ma era molto meno sviluppato rispetto agli uccelli moderni. L'encefalo era sviluppato (garantendo migliori movimento e equilibrio) ma il cervelletto (la parte fondamentale per il volo) era ancora troppo piccolo. Nonostante ciò, il navaornite ha permesso di riempire un vuoto evolutivo di 70 milioni di anni. Secondo Guillermo Navalón, un autore dello studio, «La struttura cerebrale di Navaornis è quasi perfettamente intermedia tra Archaeopteryx e gli uccelli moderni, un vero pezzo mancante che si incastra alla perfezione nel puzzle evolutivo». Infine David Field, coordinatore dello studio, aggiunse: «Questo fossile rappresenta una tappa fondamentale nel viaggio evolutivo verso l'intelligenza e la complessità comportamentale che possiamo osservare oggi in uccelli come corvidi e pappagalli».
Il navaornite era un uccello diurno e arboricolo ma la sua alimentazione è sconosciuta. Tuttavia si presume che si nutrisse di insetti, piccoli vertebrati o frutta.
Il navaornite viveva nelle foreste umide brasiliane del Cretacico superiore, dove si spostava volando o saltando da ramo a ramo.