
Una nave fantasma è un'imbarcazione alla deriva e rinvenuta senza il suo equipaggio, scomparso in circostanze ignote. Sebbene esistano diversi casi documentati di reali navi rimaste senza il loro personale di bordo, il termine è divenuto un topos ricorrente nelle arti. Il concetto può anche avere un significato più letterale e indicare una nave fittizia dalle connotazioni spettrali, in grado di comparire e scomparire in mare all'improvviso.

Forse il caso documentato più famoso di una nave fantasma è quello della Mary Celeste, trovata abbandonata tra il Portogallo e l'arcipelago delle Isole Azzorre nel 1872. Dell'equipaggio non fu trovata traccia.
Il brigantino Resolven venne ritrovato, nel 1884, mentre vagava alla deriva all'imboccatura della Trinity Bay, nella provincia canadese di Terranova. L'equipaggio e i passeggeri erano scomparsi, ma il fuoco nella cucina di bordo era ancora acceso, così come le lampade ad olio della nave.

Il 2 dicembre 1920 la nave Carroll A. Deering lasciò Rio de Janeiro e, dopo una breve sosta alle Barbados per rifornirsi, si persero le sue tracce fino al 29 gennaio 1921 quando il guardiano di un faro la incrociò. Il 31 gennaio la nave venne trovata in secca al largo di Capo Hatteras. L'equipaggio e le due scialuppe di salvataggio, erano scomparsi.
Nell'ottobre 1931 il piroscafo a vapore SS Baychimo, appartenente alla Compagnia della Baia di Hudson e in servizio nelle rotte artiche del nord ovest del Canada e dell'Alaska, venne abbandonato dall'equipaggio dopo essere rimasto incagliato nel ghiaccio. Invece di affondare continuò a navigare senza equipaggio per almeno 38 anni, venendo avvistato in diverse occasioni fino al 1969.
Il febbraio 1948 la nave mercantile olandese Ourang Medan lanciò due SOS nei quali comunicava che tutto l'equipaggio era morto o moribondo. Tre ore dopo una nave riuscì a raggiungere il punto in cui si trovava il cargo olandese. Saliti a bordo gli uomini della nave trovarono tutti gli ufficiali raggruppati nella sala nautica. Erano tutti morti con gli occhi sbarrati dal terrore e il corpo già irrigidito dal rigor mortis. Anche i marinai vennero ritrovati morti sul ponte e persino il cane di bordo venne ritrovato morto sottocoperta. La nave venuta in soccorso tentò di trainare il cargo nel porto più vicino ma l'improvviso scoppio di un incendio portò alla distruzione dell'Ourang Medan.

Il MV Joyita venne ritrovato nel Pacifico nel 1955. Dei 16 membri dell'equipaggio e dei 9 passeggeri non fu mai ritrovata traccia. All'interno dell'imbarcazione furono trovate solamente delle bende insanguinate. Inoltre le scialuppe di salvataggio, così come il carico della nave, erano sparite.
Nel 2003 venne trovata alla deriva la nave High Aim 6, battente bandiera taiwanese, senza equipaggio e con la stiva piena di cibo. Si suppone che il capitano dell'imbarcazione fosse morto annegato oppure ucciso dai membri dell'equipaggio, ma la vicenda è sempre rimasta un mistero.
Nel 2006 il Jian Seng fu ritrovato vicino alla costa dell'Australia, senza che si sapesse molto della sua origine e delle ragioni per le quali si trovasse lì.
Nell'agosto 2006 lo skipper Bel Amica fu scoperto al largo della spiaggia di Punta Volpe, in Sardegna, senza alcuna traccia dell'equipaggio. Gli uomini della guardia costiera ritrovarono resti di cibo, mappe del mare del Nord Africa e una bandiera della marina del Lussemburgo, ma nessun documento che avrebbe potuto far risalire al proprietario. Le autorità scoprirono che la barca non risultava registrata presso alcun paese. Ben presto si scoprì che lo yacht apparteneva ad un uomo, originario del Lussemburgo, che non registrò mai la barca per evadere le tasse.
Il 15 aprile 2007 tre amici partirono a bordo del catamarano Kaz II per fare un giro lungo la costa dell'Australia. La loro barca fece ritorno intatta verso la barriera corallina ed ogni cosa al suo interno era perfettamente al suo posto. Dei tre uomini però non c'era alcuna traccia. Si ipotizzò che uno di loro fosse caduto in mare e gli altri due, nel soccorrerlo, fossero annegati anch'essi, ma i loro corpi non sono mai stati ritrovati.
A seguito del terremoto che ha colpito il Giappone nel marzo 2011 e del conseguente tsunami numerose imbarcazioni ormeggiate lungo le coste sono state travolte dai marosi. Una di queste, la Ryō Un Maru, è stata scoperta alla deriva alla fine di marzo 2012 (quasi tredici mesi dopo il sisma) al largo delle coste canadesi della Columbia Britannica, a oltre 10.000 km dalle coste di provenienza. La nave era adibita alla pesca di calamari e, a un'ispezione aerea, è risultata essere priva di segni di vita. L'imbarcazione costituiva l'avanguardia di una serie di detriti galleggianti che, stimati in 25 tonnellate di materiale, raggiungeranno le coste occidentali del Nord America fino al 2014. La Ryou-Un Mar è stata affondata dalla motovedetta statunitense Anacapa giovedì 5 aprile, con l'impiego di un mitragliatore da 25 mm, in quanto costituiva un potenziale pericolo per la navigazione.

Nell'ottobre 2018 la nave mercantile MV Alta, battente bandiera panamense, fu abbandonata a circa 2 200 km a sud-est delle Bermuda durante un'operazione di soccorso della Guardia costiera degli Stati Uniti. La nave è rimasta alla deriva nell’oceano Atlantico per tutto l’anno successivo, andando infine ad incagliarsi sulla costa irlandese vicino a Ballycotton, presso Cork nel febbraio 2020.

La nave fantasma più famosa nelle opere di fantasia è l'Olandese Volante. Stando alle leggende ad essa dedicata, essa sarebbe stata condannata a solcare i mari in eterno senza una meta precisa in quanto un destino avverso impedisce di tornare a casa. Una leggenda vuole che il suo capitano, Hendrick Van Der Decken, sfidando l'ira di Dio, l'avrebbe condotta in una pericolosissima tempesta al Capo di Buona Speranza. Quando la nave affondò e l'equipaggio morì, lui e il vascello furono condannati per punizione a vagare i mari per l'eternità. Nel tardo Settecento, il futuro re Giorgio e il fratello Alberto Vittorio asserirono di aver visto l'Olandese Volante. Ciononostante, non esistono prove tangibili della sua esistenza. L'Olandese Volante e le sue leggende hanno ispirato numerosi media. Ciò è confermato, ad esempio, dall'omonima nave della serie Disney Pirati dei Caraibi.
Il topos della nave fantasma è ricorrente nella letteratura letteratura inglese e viene usato in opere come Dichiarazione di J. Habakuk Jephson (1884), di Arthur Conan Doyle, ispirato alla vicenda della sopracitata Mary Celeste, La ballata del vecchio marinaio (1797-1798) di Samuel Taylor Coleridge e Rokeby (1813) di Walter Scott.