Ásíyih Khánum

Ásíyih Khánum, in persiano آسیه خانم, nota anche come Navváb, Navvábih o Búyúk Khánum (Yal Rud, 1820 – 1886), figlia di Mírzá Ismá'íl-i-Vazír, un nobile persiano, fu la prima moglie di Bahá'u'lláh, il profeta fondatore della Fede Bahai.

Contesto

Certificato di matrimonio di Bahá'u'lláh e Ásíyih Khánum (1835)
Certificato di matrimonio di Baháʼu'lláh e Ásíyih K͟hánum (1835)

Ásíyih Khánum nacque come Ásíyih Yalrúdí, figlia di Mírzá Ismáʼíl Yalrúdí, un aristocratico e ministro della corte Qajar nel villaggio di Yal Rud in Mazandaran. Aveva un fratello, Mírzá Mahmúd, che non fu seguace né del Babismo né della Fede Baháʼí. La famiglia Yalrúdí occupava una posizione di rilievo nella nobiltà persiana, e ciò permise ad Ásíyih un’educazione di privilegio. Ricevette un’istruzione completa con buona competenza sia in persiano che in arabo.

Matrimonio

NOTA SINTETICA: Quando Bahá’u’lláh aveva quindici anni, sua sorella maggiore, Sárih Khánum, sposò Mirzá Mahmud, figlio di Mirzá Ismail-i- Vizir, che aveva una sorella, Ásíyih Khanum, che era una ragazzina affascinante, vivace e di straordinaria bellezza. Quando Ásíyih Khanum raggiunse l'età da marito, Bahá’u’lláh aveva quasi diciott’anni. Fu allora che Sárih Khanum chiese al padre, Mirzá Buzurg, di chiedere per suo fratello la mano della propria cognata. Il matrimonio ebbe luogo nel mese Jamadiul-ukhrà dell'anno 1251 dell'Egira, corrispondente all'incirca ad ottobre del 1835. I preparativi per le nozze furono particolarmente elaborati. Il loro matrimonio elenca una ingente entità della dote, che comprendeva due domestiche, un servitore, una considerevole somma di denaro e un vasto appezzamento di terreno. Il corredo nuziale di Ásíyih Khanum, lo Jaház, cioè la dote che i genitori fornivano alle figlie, fu talmente cospicuo che, secondo il racconto tramandato oralmente dalla figlia Bahíyyih Khanum, quaranta muli furono caricati dei suoi averi quando si recò nella casa del marito. Nei sei mesi precedenti al matrimonio, un gioielliere lavorò presso l’abitazione dei genitori per preparare dei gioielli; persino i bottoni dei suoi abiti erano d'oro e ornati da pietre preziose. Il motivo per cui i genitori della sposa preparavano, secondo le loro possibilità, uno Jaház notevole consiste nel fatto che la legge islamica sull'eredità riconosce alle figlie, di un defunto, soltanto la metà di quanto spetta ai figli maschi. Per compensare tale disparità, al momento del matrimonio le figlie spesso ricevevano dai genitori, per quanto questi potevano permettersi, beni e ricchezze sotto forma di Jaház. Ásíyih Khánum sposò Bahá'u'lláh a Teheran, nel 1835, all'età di 15 anni mentre Bahá'u'lláh era diciottenne.

Ásíyih Khánum era alta e snella, era graziosa e aveva degli occhi incantevoli blu scuro.

Dalla loro unione nacquero sette figli, 'Abdu'l-Bahá, Bahíyyih Khánum, Mírzá Mihdí, Sádiq, Kázim, 'Alí-Muhammad e 'Alí-Muhammad, fra i quali i primi due morirono da piccoli e solo i tre citati sopravvissero fino all'età adulta.

L'Arco bahai

Ásíyih Khánum, che dai bahá'í è vista come l'idealtipo delle donne, accompagnò sempre Bahá'u'lláh durante i suoi esili, divenendone la sua principale fiduciaria e confidente: Bahá'u'lláh di lei affermò che sarebbe stata la sua consorte perpetua in tutti i mondi di Dio. La casa di Bahá’u’lláh divenne in quei tempi il centro focale delle attività dei seguaci della Fede nascente del Babismo. La padrona di casa accoglieva gli ospiti con grande gentilezza e affetto, e la sua vita ebbe lo stesso cambiamento radicale che aveva trasformato l’esistenza di coloro che avevano accettato la Rivelazione del Báb. Le circostanze dell’epoca non permettevano di intrattenersi con gli ospiti del marito, che generalmente erano uomini, né di partecipare con loro alle riunioni che si tenevano in casa. Tuttavia, da suo appartamento privato, poteva osservare l’andirivieni degli ospiti e seguire gli sviluppi degli avvenimenti. Indubbiamente fu al corrente di molti degli eventi che stavano prendendo forma, anche se su ciò non vi sono delle informazioni precise. Dovette senz'altro però incontrare e frequentare alcune delle più note credenti bábí dell’epoca, come Táhirih e Varaqatu’l-Ferdous, poiché si sa che entrambe furono, per un certo periodo, ospiti nella casa di Bahá’u’lláh. La forte intuizione di Ásíyih Khánum, la sua assoluta devozione a Bahá’u’lláh, la consapevolezza del ruolo di primo piano che il marito svolgeva nel guidare e ispirare i credenti Bábí, oltre alla vicinanza e frequentazione di importanti figure della comunità Bábí, che furono consapevoli dell’elevato rango di Bahá’u’lláh, dovettero rafforzare in lei la convinzione del glorioso destino che lo attendeva. È infatti inconcepibile che una persona dotata delle qualità spirituali di Ásíyih Khanum fosse disinteressata agli avvenimenti che si svolgevano intorno a lei.

Morte

La tomba di Ásíyih è a sinistra; quella di Mihdí a destra.
La tomba di Ásíyih è a sinistra; quella di suo figlio Mihdí a destra.

Ásíyih Khánum morì ad Acri nel 1886; le sue spoglie mortali furono in seguito trasferite, nel dicembre 1939, da Shoghi Effendi in una speciale tomba nei giardini sottostanti l'Arco Bahai sul Monte Carmelo a Haifa, in Israele, in un'area molto curata e ora nota come Giardini monumentali bahai.

Note

  1. 1 2 A. Taherzadeh, op. cit. in bibliografia, p. 117.
  2. 1 2 A. Taherzadeh, op. cit. in bibliografia, p. 21.
  3. ↑ H.M. Balyuzi, op. cit. in bibliografia, p. 21.
  4. ↑ Blomfield, op. cit. in bibliografia, p. 39

Bibliografia

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