
Il nazionalismo bianco è un'ideologia radicale sociopolitica di tipo etnocentrico, razzialista e identitaria, che si oppone all'impatto dell'immigrazione, del multiculturalismo e di legislazioni favorevoli alle minoranze etniche come l'Affirmative action, sostenendo l'esistenza di un'identità culturale e religiosa della popolazione bianca. Si differenzia dal Potere bianco per un maggiore separatismo e per la scelta di utilizzare solitamente e formalmente mezzi legali e non violenti, anche se a volte la differenza tra i due movimenti è assai sfumata.
Cresciuto negli Stati Uniti nel corso degli anni novanta, il nazionalismo bianco si è distinto da altri movimenti razzisti legati al misticismo nazista o al cosiddetto suprematismo bianco, focalizzando l'attenzione sull'autodeterminazione nazionale per affermare quello che i militanti considerano un vero e proprio diritto naturale a mantenere l'identità culturale, politica e genetica dei bianchi europei. In particolare si differenzia dai gruppi neonazisti e afferenti al potere bianco per la scelta di propagandare la propria ideologia con metodi nonviolenti e per il fatto di essere prettamente separatista: non accetta una società multietnica per la salvaguardia dell'identità razziale e culturale bianca, differenziandosi, così, dai suprematisti, che, invece, nell'ottica di accettazione di una società multietnica, vogliono la supremazia del popolo bianco sulle altre etnie.
Caratteristica di ambedue le posizioni è un'ideologia di superiorità e di dominio, secondo cui, una certa categoria di persone è superiore alle altre e, per questo motivo, avrebbe il diritto di imporre su di esse il proprio potere: ciò che cambia è la visione che il gruppo dominante ha di se stesso, visto che i nazionalisti bianchi tendono ad evidenziare la "profonda diversità tra individui, gruppi sociali e razze", per addivenire ad una giustificazione di tipo etnocentrico del loro esclusivismo.
Secondo l'analista politico Samuel P. Huntington, i nazionalisti bianchi non affermano una superiorità razziale dei bianchi, ma sostengono che la cultura sia un prodotto della razza ed enfatizzano il timore che i cambiamenti demografici in atto negli Stati Uniti (che porteranno i bianchi non ispanici a diventare minoranza nel paese entro il 2040) provocheranno la sostituzione della cultura bianca con altre culture, che ritengono inferiori dal punto di vista intellettuale e morale.
Lo stesso autore, avvicinandosi al pensiero dei nazionalisti bianchi, sottolinea come gli Stati Uniti non sarebbero gli stessi se fossero stati colonizzati da cattolici francesi, spagnoli o portoghesi anziché da protestanti britannici e che la cultura anglo-protestante dei padri fondatori, benché arricchita dagli apporti degli immigrati, sia rimasta, almeno fino agli ultimi decenni del XX secolo, alla base dell'identità statunitense.
Durante l'ultimo periodo dell'apartheid in Sudafrica, i sostenitori del regime tentarono di trasformarlo solo formalmente da un contesto di segregazione razziale con supremazia bianca in un governo nazionalista bianco, col supporto di alcuni gruppi neri separatisti di nazionalismo africano, istituendo i Bantustan.
Come per i suprematisti, molti nazionalisti bianchi sono antisemiti, con gli ebrei che non sono ritenuti veri "bianchi", anche se tale pregiudizio, riguardo alla presenza o all'accettazione di persone di origine ebraica nel movimento, non è universale e inferiore rispetto ai suprematisti bianchi, così come vi sono negli Stati Uniti anche aderenti al movimento di gruppi non WASP, come italoamericani, irlandesi o anche persone di origine ispanica. Tra i nazionalisti bianchi con origini ebraiche vi sono Alain Finkielkraut e il fisico Michael H. Hart. In seguito ai flussi migratori e al terrorismo internazionale, diversi nazionalisti bianchi hanno ammorbidito l'antisemitismo e l'antisionismo in favore dell'islamofobia (è il caso del Partito Nazionale Britannico). Alcuni esponenti dell'estrema destra avvicinati ad un moderato nazionalismo bianco sono espressamente sionisti (Steve Bannon, Donald Trump, Geert Wilders). Alcuni nazionalisti bianchi supportano i movimenti ebrei sionisti più nazionalisti non prettamente religiosi dello Stato d'Israele (come il Likud, Nuova Destra o Israel Beytenu di Avigdor Lieberman, partiti di destra/estrema destra), sia in funzione anti-araba e anti-islamica che di separatismo volontario con gli ebrei, incoraggiando sia l'emigrazione che il sostegno diplomatico e militare al governo israeliano di destra.
Il separatismo bianco è un movimento politico e sociale che cerca la separazione delle persone bianche da persone di altre razze ed etnie. Questo può includere la creazione di un etnostato bianco rimuovendo i non bianchi dalle comunità esistenti o formando nuove comunità altrove. La maggior parte dei ricercatori moderni non considera il separatismo bianco come distinto dalle credenze della supremazia bianca. La Anti-Defamation League definisce il separatismo bianco come "una forma di supremazia bianca"; lo Southern Poverty Law Center definisce sia il nazionalismo bianco che il separatismo bianco come "ideologie basate sulla supremazia bianca". Facebook ha bandito i contenuti che sono apertamente nazionalisti bianchi o separatisti bianchi perché "il nazionalismo bianco e il separatismo bianco non possono essere significativamente separati dalla supremazia bianca e dai gruppi d'odio organizzati".. L'uso del termine per auto-identificarsi è stato criticato come uno stratagemma retorico disonesto. L'Anti-Defamation League sostiene che i suprematisti bianchi usano questa frase perché credono abbia meno connotazioni negative del termine suprematista bianco. Dobratz e Shanks-Meile hanno riferito che gli aderenti rifiutano solitamente il matrimonio interrazziale. Hanno argomentato l'esistenza di "una distinzione tra il desiderio del suprematista bianco di dominare (come nell'apartheid, nella schiavitù o nella segregazione) e la separazione completa per razza". Hanno sostenuto che questa è una questione di pragmatismo, perché, mentre molti suprematisti bianchi sono anche separatisti bianchi, i separatisti bianchi contemporanei rifiutano l'idea che il ritorno a un sistema di segregazione sia possibile o desiderabile negli Stati Uniti e in Europa.

La prassi del separatismo bianco si è manifestata attraverso ambiziosi progetti di ingegneria sociale e territoriale, volti alla costituzione di entità politiche autonome o etnostati esclusivi.
Il concetto di Volkstaat (o Boerestaat), letteralmente "Stato del popolo", rappresenta la proposta più strutturata di autodeterminazione per la minoranza afrikaner in Sudafrica. Emerso con vigore durante la transizione post-apartheid nei primi anni '90, il progetto mirava alla creazione di una patria sovrana o autonoma, teorizzata inizialmente nelle regioni del Capo Settentrionale dove la densità demografica afrikaner era significativa. L'iniziativa, sostenuta politicamente dal Vryheidsfront (Fronte della Libertà) e ideologicamente dall'Afrikaner-Vryheidstigting, trovò la sua concretizzazione pratica più duratura nella fondazione di Orania nel 1991. Questa piccola enclave, concepita come un "micro-Volkstaat", opera come una comunità chiusa basata sull'autosufficienza economica (selfwerksaamheid) e sulla preservazione culturale, escludendo rigorosamente la residenza e la manodopera non afrikaner. Nonostante il declino del supporto per un Volkstaat su scala nazionale, Orania permane come un modello funzionale di separatismo etnico volontario, in netta contrapposizione al costituzionalismo multirazziale del Sudafrica contemporaneo.

Negli Stati Uniti d'America, la strategia geografica del separatismo bianco assunse la denominazione di Northwest Territorial Imperative (Imperativo Territoriale del Nordovest). Teorizzato e promosso tra gli anni '70 e '80 da figure preminenti dell'estremismo come Richard Girnt Butler (leader di Aryan Nations) e il teologo Robert E. Miles, questo progetto esortava i nazionalisti bianchi a migrare massicciamente verso gli stati del Pacifico nord-occidentale (Washington, Oregon, Idaho, Montana occidentale e talvolta Wyoming). L'obiettivo strategico era sfruttare l'isolamento geografico, la scarsa densità di popolazione minoritaria e le barriere naturali della regione per stabilire una maggioranza demografica bianca sufficiente a dichiarare eventualmente un etnostato sovrano, denominato talvolta "Repubblica del Nordovest". A differenza dei movimenti segregazionisti del Sud, l'Imperativo non cercava di dominare le popolazioni non bianche esistenti, ma di creare una "fuga" territoriale (flight) per consolidare un bastione bianco (White Aryan Bastion), respingendo successivamente l'influenza del governo federale, visto come un'entità sempre più ostile alla popolazione bianca .

Nel mondo del nazionalismo bianco statunitense, a parte gli eredi del Ku Klux Klan, operano molte organizzazioni di stampo sciovinista ed estremista, ma le più influenti sono la rivista American Renaissance, il partito di destra Council of Conservative Alliance e il gruppo neofascista National Alliance. Si è invece sciolta nel marzo 2007 la potente organizzazione estremista National Vanguard. Alcune sono riunite nel Fronte Nazionalista. Anche il think tank National Policy Institute del giornalista alt-right Richard B. Spencer si rifà al nazionalismo bianco. L'ex presidente Donald Trump è considerato dai critici come vicino a questa ideologia, come il suo ex consigliere e capo stratega Steve Bannon.
In Sudafrica si rifanno a questa ideologia l'Afrikaner Weerstandsbeweging e più blandamente il Fronte della Libertà Più.
In Europa il fenomeno è ancora poco noto a livello organizzativo, in Italia legato principalmente a gruppo neonazisti, come i naziskin di Veneto Fronte Skinheads, ma esistono partiti di estrema destra o della destra identitaria come Front National (Francia), Partito Nazionaldemocratico di Germania (Germania), British National Party (Regno Unito) e Interesse Fiammingo (Belgio), che promuovono il "nazionalismo europeo" e ne difendono l'identità cristiana e "bianca" pur solitamente rigettando le accuse di xenofobia e razzismo. Inoltre, in Russia è presente l'organizzazione terrorista Spas, mentre nel nord-Europa (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca) è presente il Movimento di resistenza nordica, partito neonazista, nordicista e scandinavista noto per la sua opposizione all'immigrazione non-bianca.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh2012000175 · J9U (EN, HE) 987007579245805171 |
|---|