Neknominate, conosciuto anche come neck and nominate, neknomination o neck nomination, è un gioco di bevute online.
Nella versione originale il gioco consiste nel filmarsi mentre si beve una pinta di una bevanda alcolica (solitamente birra) tutta d'un fiato e pubblicare il filmato sul web. L'autore del filmato dovrà inoltre nominare altri due amici, che avranno 24 ore di tempo per raccogliere la sfida ed eseguire a loro volta la bevuta.
A seguito della sua diffusione virale le regole del gioco si sono modificate e i "nominati" sono chiamati ad effettuare la bevuta in modalità più estreme, ad esempio bevendo mix di superalcolici o compiendo attività rischiose subito dopo la bevuta. A causa di queste modifiche il gioco è diventato particolarmente pericoloso, tanto che si ritiene che nei primi mesi del 2014 abbia causato almeno cinque morti nel Regno Unito e in Irlanda.
Il gioco del Neknominate ha avuto origine in Australia prima di diffondersi in Gran Bretagna e in Irlanda grazie a un video natalizio postato su Facebook dal rugbista irlandese Ross Samson, nel quale si beve una bottiglia di birra tutta d'un fiato e nomina a fare lo stesso tutte le persone che non compiono gli anni in quel giorno.
Con la diffusione globale del fenomeno e le crescenti polemiche riguardanti i rischi per la salute, sono nate diverse varianti volte a trasformare il meccanismo della "nomination" in un'azione positiva o culturale.
In Italia, il fenomeno ha assunto una connotazione unica a causa dell'omonimia tra il nome della sfida e il nome d'arte del celebre cantante pop-rock Nek (Filippo Neviani). Per contrastare l'associazione del nome dell'artista a un gioco pericoloso, i fan e gli utenti dei social media hanno dato vita a una versione alternativa e sicura del trend.
In questa variante, i partecipanti utilizzavano l'hashtag #Neknomination per nominare gli amici non a bere alcolici, ma a cantare o condividere frammenti dei successi più famosi del cantante, tra cui la celebre Laura non c'è, Lascia che io sia o Sei solo tu.
Lo stesso Nek ha sostenuto l'iniziativa partecipando personalmente e pubblicando video delle proprie canzoni, esortando i giovani a preferire la musica all'abuso di alcol. Esperti del settore educativo hanno lodato il movimento come un esempio di "resistenza culturale" digitale contro comportamenti a rischio.
In Sudafrica, l'attivista Brent Lindeque ha trasformato la sfida in un atto di beneficenza. Invece di consumare alcol, Lindeque ha filmato se stesso mentre compiva un'azione generosa (donando cibo a un senzatetto) e ha nominato altri a fare lo stesso sotto lo slogan "Change One Thing". Questa versione ha dato origine a movimenti internazionali come: