| Neoibla atlantica | |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Thecostraca |
| Sottoclasse | Cirripedia |
| Infraclasse | Thoracica |
| Superordine | Phosphatothoracica |
| Ordine | Iblomorpha |
| Famiglia | Iblidae |
| Sottofamiglia | Neoiblinae Buckeridge & Newman, 2006 |
| Genere | Neoibla Buckeridge & Newman, 2006 |
| Specie | N. atlantica |
| Nomenclatura binomiale | |
| Neoibla atlantica (Stubbings, 1967) | |
| Sinonimi | |
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Ibla atlantica | |
Neoibla atlantica (Stubbings, 1967) è una specie di cirripede peduncolato marino appartenente al superordine Phosphatothoracica, l'unico ascritto alla sottofamiglia Neoiblinae Buckeridge & Newman, 2006 e al genere Neoibla Buckeridge & Newman, 2006.
Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, fa parte di una delle oltre 2 100 specie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.
A questo gruppo tassonomico appartengono cirripedi peduncolati caratterizzati dal sale con cui è costituito l'involucro esterno, il fosfato di calcio. Altri tratti morfologici caratteristici sono le piccole dimensioni, l'olotipo indicata originariamente come femmina misurava peduncolo, corazzato e dotato di sottili spine dorate, compreso 14,5 mm, dove tuttavia in seguito si è evidenziato l'evidente dimorfismo sessuale. Altre caratteristiche riportate sono le valve opercolari, di colore marrone dorato, che presentavano creste di crescita prominenti, appendici caudali minuscole, a segmento singolo. La parte superiore, il capitolo, che contiene gli organi, viene aperto estroflettendo i sei cirri che, muovendosi come ventagli, raccolgono il plancton necessario al suo sostentamento avvicinandolo all'apparato boccale.
Nel maschio, di taglia ancora inferiore (viene infatti indicato come maschio nano), è evidente la differenziazione della morfologia in peduncolo e capitolo, vivendo questo attaccato alla parete del mantello dell'organismo femminile (in realtà ermafrodita) tramite le antenne.
Studi recenti relativi all'analisi genetica molecolari degli esemplari in laboratorio hanno definitivamente confermato la filogenesi che fa risalire questo gruppo direttamente collegato alla famiglia Iblidae.
N. atlantica è stato rinvenuto per la prima volta nelle profondità della piattaforma continentale della Guinea, nell'omonimo golfo dell'Oceano Atlantico, Africa occidentale, al largo della Sierra Leone.
L'olotipo, ora parte della collezione del Museo di storia naturale di Londra, Regno Unito, venne prelevato nel 1956, ma solo nel 1967 venne classificato dallo zoologo ed esploratore britannico Herbert George Stubbings, inizialmente con il nome scientifico di Ibla atlantica e parte del genere Ibla. Solo ulteriori studi del 2006, ad opera di John S. Buckeridge e William Anderson Newman, hanno appurato che presentava peculiarità tali da considerarlo monofiletico, riconoscendogli un'unicità che si discostava da quelli fino ad allora conosciuti e di dovergli assegnare una diversa e nuova collocazione tassonomica, il genere Neoibla a sua volta parte della famiglia Iblidae.
Le specie appartenenti a questa famiglia hanno un evidentissimo dimorfismo sessuale, con individui maschili ed ermafroditi (androdioici). I maschi, di taglia nana e che prendono il nome di maschi complementari, vivono a strettissimo contatto con la femmina, ospiti nelle cavità del loro mantello, e che, non nutrendosi affatto, hanno vita breve. Le uova vengono incubate nel carapace, allevate al suo interno in tutti i primi stadi larvali e rilasciate solo all'ultima muta, come cypris, nuotando come parte dello zooplancton in attesa dell'ultima mutazione che andrà alla ricerca di un adatto substrato al quale ancorarsi come giovane adulto.