Netzarim

Netzarim
insediamento israeliano
נְצָרִים
Netzarim – Veduta
Netzarim – Veduta
Scorcio in Netzarim (26 gennaio 1994)
Localizzazione
StatoPalestina (bandiera) Palestina
Israele (bandiera) Israele de facto
RegioneStriscia di Gaza
GovernatoratoGaza
Amministrazione
Data di istituzione1972
Data di soppressione22 agosto 2005
Territorio
Coordinate31°28′56″N 34°24′40″E
Abitanti521 (2004)
Altre informazioni
Lingueebraico
Fuso orarioUTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Stato di Palestina
Netzarim
Netzarim
Immagine satellitare di Netzarim (2004)
Mappa della Striscia di Gaza che indica la posizione del campo profughi di Bureij, dell'ex insediamento di Netzarim e dell'incrocio di Netzarim.

Netzarim (in ebraico נְצָרִים‎?) era un insediamento israeliano nella Striscia di Gaza, a circa 5 chilometri a sud-ovest della città di Gaza. Fu fondato nel 1972. Nell'agosto del 2005, gli abitanti di Netzarim furono sfrattati dalle Forze di difesa israeliane (IDF) nell'ambito del piano di disimpegno unilaterale di Israele.

Costruzione dell'insediamento israeliano di Netzarim, nella Striscia di Gaza, a opera dei Nahal, novembre 1972.

Storia

Netzarim fu fondata nel 1972 come base militare alla periferia della città di Gaza. Iniziò come avamposto laico dei Nahal del movimento Hashomer Hatzair e soltanto nel 1984 divenne un kibbutz ortodosso.

Successivamente i residenti decisero di trasformarlo in un villaggio.

Più di molti altri insediamenti di Gaza, Netzarim, è dominato da ebrei ultraortodossi che rivendicano, in base alla Bibbia, Gaza e la Cisgiordania, territori che i palestinesi rivendicano per uno Stato.

A Netzarim, Israele ha sempre cercato di proteggere i coloni, nella loro vita quotidiana, pur trovandosi all'interno di un territorio fortemente ostile. Nel 2000, nei primi mesi dell'Intifada, le autorità israeliane decisero che raggiungere Netzarim, anche con veicoli blindati, era troppo pericoloso: per 11 giorni, i coloni furono trasportati, per entrare e uscire dalla colonia, con elicotteri dell'esercito.

Dal 2001, attentatori palestinesi hanno ucciso più di una dozzina di soldati e diversi coloni a Netzarim e dintorni. Le forze israeliane hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco decine di palestinesi nella zona, tra cui uomini armati e civili.

A metà del 2002, durante la campagna elettorale per le nuove elezioni, Sharon aveva dichiarato che Netzarim era importante per la sicurezza di Israele quanto Tel Aviv. Ma un anno e mezzo dopo, Sharon, nel suo discorso alla Conferenza di Herzliya, annunciò il suo piano per il disimpegno: in un'intervista con Yoel Marcus di Haaretz, il 2 febbraio 2004, il Primo Ministro spiegò che il suo piano prevedeva l'evacuazione degli insediamenti nella Striscia di Gaza insieme a quattro insediamenti nella Samaria settentrionale. I coloni reagirono inizialmente con incredulità, poi con rabbia.

La sinagoga di Netzarim. L'edificio come fotografato nel 2005. Oggi è in rovina.

Nel 2003 a Netzarim vivono circa 50 famiglie, per entrare e uscire dalla colonia sono utilizzate scorte armate e blindati adibiti al trasporto delle persone, tutt'atorno solo dune del deserto e poverissimi villaggi palestinesi.

Evacuazione del 2005

Il 22 agosto 2005 gli abitanti di Netzarim furono gli ultimi israeliani a essere sfrattati dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) durante il piano di disimpegno unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza, ordinato dal governo di Ariel Sharon. Il loro sfratto segnò la fine della presenza israeliana nella Striscia di Gaza dalla fine della Guerra dei Sei Giorni del 1967. La forte religiosità dei suoi abitanti fu dimostrata dalla messa a dimora di piantine nelle serre, dalla posa del cemento per una nuova casa quella stessa mattina e da una grande sessione di preghiera nella sinagoga principale, successivamente distrutta dai palestinesi dopo l'abbandono del villaggio da parte dell'esercito israeliano, nel settembre 2005.

I giovani della comunità smontano la menorah a sette bracci dal tetto prima dell'evacuazine dalla colonia di Netzarim (2005)

Dopo lo sgombero, i residenti furono accolti nei dormitori del Collegio di Giudea e Samaria dall'amministrazione scolastica, dagli studenti, dai volontari e dai residenti di Ariel e degli insediamenti circostanti in Cisgiordania.

Prima dell'inizio dell'anno accademico, gli ex residenti di Netzarim decisero di dividersi in due gruppi. Un gruppo si trasferì nel campo profughi temporaneo governativo di Yevul, vicino al confine egiziano. L'altro gruppo decise di rimanere ad Ariel. Dopo che le truppe israeliane lasciarono Netzarim il 12 settembre 2005, folle di palestinesi si fecero strada tra i cordoni di polizia, saccheggiando stipiti delle porte e bagni. Alcuni tra la folla si legarono al collo le bandiere di Hamas e della Jihad islamica palestinese come mantelli. La folla in festa diede fuoco alla sinagoga di Netzarim.

Note

  1. ↑ Feldman, Rachel Z.; McGonigle, Ian Settler-Indigeneity in the West Bank, 2023, McGill-Queen's University Press, ISBN 978-0-2280-1954-1.
  2. 1 2 Settlers Dig In Their Heels in Gaza, in Los Angeles Times, 13 dicembre 2003.
  3. ↑ OPT: Remote settlement coming to grips with Gaza pullout, in Reuters - Reliefweb, 5 agosto 2005.
  4. ↑ The Etrog: The Media, the Courts and Prime Minister Sharon during the Disengagement, in Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs, 10 marzo 2016.
  5. ↑ Nine years on, Gaza evacuees resettle in the West Bank, in The Times of Israel, 23 febbraio 2015.
  6. ↑ Gaza synagogues torched, in Al Jazeera, 12 settembre 2005.
  7. ↑ Gazans Burn Synagogues in Israeli Soldiers’ Wake, in Los Angeles Times, 12 settembre 2005 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2021).

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