| Nguyen Kitchen | |
|---|---|
| Titolo originale | Dans la cuisine des Nguyen |
| Lingua originale | francese, vietnamita |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2024 |
| Durata | 99 min |
| Rapporto | 2,39:1 |
| Genere | commedia, musicale |
| Regia | Stéphane Ly-Cuong |
| Sceneggiatura | Stéphane Ly-Cuong |
| Produttore | Amélie Quéret |
| Casa di produzione | Respiro productions |
| Distribuzione in italiano | Kitchen Films |
| Fotografia | Alexandre Icovic |
| Montaggio | Tuong Vi Nguyen-Long |
| Musiche | Clovis Schneider |
| Scenografia | Caroline Long Nguyen |
| Costumi | Elsa Depardieu |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Nguyen Kitchen (Dans la cuisine des Nguyen) è una commedia musicale francese del 2024, scritta e diretta da Stéphane Ly-Cuong.
Yvonne Nguyen, giovane attrice francese di origini vietnamite, sogna una carriera nella commedia musicale, mentre sua madre preferirebbe che continuasse la tradizione familiare e aiutarla nella gestione del ristorante di cucina vietnamita. Alla fine Nguyen sceglie di «vedere la vita come un musical».
Stéphane Ly-Cuong aveva creato nel 2011 il personaggio di Yvonne Nguyen per lo spettacolo Cabaret Jaune Citron, anche allora interpretata da Clotilde Chevalier.
Il film è stato prodotto da Amélie Quéret per Respiro Productions, con il sostegno di Canal+ e del Centre national du cinéma et de l'image animée (CNC). Le riprese sono avvenute tra il 25 settembre e il 9 novembre 2023.
La colonna sonora è stata composta da Clovis Schneider e dalla disc jockey e cantante pop vietnamita Thuy-Nhân Dao, i testi sono di Christine Khandjian e del regista Stéphane Ly-Cuong. La colonna sonora è composta da 41 tracce. Le coreografie sono state curate da Caroline Roëlands.
Il film è stato presentato in anteprima l'11 ottobre 2024 al Festival international du film de Saint-Jean-de-Luz e in anteprima italiana il 7 giugno 2025 al Festival internazionale del cinema di Pompei. È uscito nelle sale cinematografiche italiane il 4 dicembre 2025.
Il sito AlloCiné ha calcolato una media di 3,8 su 5 per 144 voti del pubblico e una media di 3,2 su 5 da parte di 20 critici.
Secondo Boris Malaine, su Première, per il regista ricerca di identità e di cibo sono inseparabili e «usa la cucina come luogo di riconciliazione e di ritorno alle sue radici [...] il film prospera sulla dolcezza e sull'ottimismo, con le sue sequenze farsesche e i vivaci numeri musicali». Xavier Leherpeur su L'Obs: «Attraverso il ritratto di una giovane donna e del suo senso di colpa per aver "tradito" l'eredità culinaria della madre, il regista, con una piacevole esplosione di risate queer, mette in luce la compartimentazione delle comunità etniche». Secondo Françoise Dargent su Le Figaro: «Questa difficile ricerca di modelli di riferimento immersi in due culture è al centro del film di Stéphane Ly-Cuong. Il lungometraggio riesce a commuovere e a deliziare lo spettatore, liberandosi rapidamente da ogni sentimentalismo con tocchi di paillettes dorate e qualche canzone».
Giovanna Pasi per Cinecittà News commenta: «l'opera prima di Stéphane Ly-Cuong non è soltanto un musical, [...] va ben oltre, mescolando con affilata ironia i temi non facili del rapporto madre-figlia e del divario generazionale, ma anche quelli della ricerca dell'identità e dell'appartenenza, [...] un piatto condito di problematiche, che viene servito allo spettatore con leggerezza, tra i ritmi sostenuti e i tempi sospesi».