Nicola Sebastio

Nicola Sebastio (Monghidoro, 21 marzo 1914 – Busto Arsizio, 5 settembre 2005) è stato uno scultore e disegnatore italiano.

Nicola Sebastio è stato uno scultore dedito soprattutto ad opere a tema religioso.

Biografia

Nasce dal medico condotto Carlo e dalla modista d'origine svizzera Elena Zani. Si trasferiscono prima a Codigoroo poi a Lagosanto (1924), dove trascorre la giovinezza visitando spesso Comacchio, Pomposa e Ravenna, eseguendo i primi disegni.

Frequenta il Liceo artistico di Bologna sotto gli insegnamenti di Giorgio Morandi per poi approfondire alle Accademie prima di Roma poi di Firenze dove si laurea nel 1936 con una tesi su Jacopo della Quercia e i portali di San Petronio, trasferendosi ufficialmente a Milano nel settembre 1941, chiamato ad insegnare alla Scuola Beato Angelico e dove la conoscenza di mons. Giuseppe Polvara diventerà basilare per la sua formazione religiosa.

Chiamato alle armi e arruolato in fanteria destinato in Sicilia, viene ferito, fatto prigioniero e deportato in Egitto dove, nonostante la situazione, trascorse uno dei periodi migliori della sua vita passando il tempo creando sculture con le latte dei barattoli di conserva. Riuscì a fuggire vagando per diversi mesi a Menphis, dove gli diedero l'incarico di sistemare l'altare di una cappella, ponendo le baso di un'esperienza basilare per la sua arte nella quale inserì l'eterno delle grandi costruzioni piramidali e il quotidiano rappresentato nelle tombe.

Finita la guerra, torna all'insegnamento dedicandosi con maggiore assiduità all'attività artistica e sposando Maria Mazzoleni, sua collega. Tra gli anni Cinquanta ed Ottanta compie numerosi viaggi anche per incarichi ufficiali legati al suo ruolo di rappresentanza come responsabile dell'Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI). Ha così modo di seguire un seminario di Giacomo Manzù a Salisburgo e di conoscere Oskar Kokoschka, che lascerà traccia indelebile nella sua formazione. Si dedica inoltre alla stesura di analisi critiche riguardo al proprio lavoro. Dopo aver conseguito il premio Madonnina d'oro, a fine anni Settanta raduna a Castellabate un gruppo di giovani artisti per sistemare la chiesa di San Marco, lavorando poi con gli stessi nel 1992 nella Chiesa di San Alberto magno a Roma. Oltre a moltepllici commissioni per chiese, oratori e palazzi anche al di fuori dell'ambito nazionale, tra gli anni Ottanta e Novanta si dedica alla ricerca storica ed estetica del simbolo della Croce.

Muore il 5 settembre 2005.

Stile

Oltre a dedicarsi al mosaico, tecnica dalla quale fu affascinato durante i viaggi giovanili a Ravenna, dopo l'esperienza egiziana, negli anni Cinquanta si allaccia all'eleganza formale di Francesco Messina per poi virare verso una stilizzazione quasi geometrica dove le figure sono rese in modo meno tradizionale, con forme più scarne e sintetiche. Grazie all'apertura che Paolo VI fece verso l'arte contemporanea, Sebastio si spinge verso una religiosità nuova, progressista ed emancipata, affrontando anche la crisi dell'arte cristiana, affermando addirittura, alla Biennale di Venezia del 1980, che l'opera di carattere più religioso è il grande dipinto di Renato Guttuso raffigurante il funerale di Togliatti.

Ha donato 37 opere tra disegni, bozzetti, gessi e bronzi al Comune di Comacchio a fronte del solido legame con quel territorio e con alcune personalità locali tra cui il pittore Guido Cinti ed il compositore ed organista Pellegrino Guidi.

Esposizioni

Personali e retrospettive

Collettive e retrospettive

Opere principali

1979-1989

Premi

Note

  1. 1 2 Comacchio, p. 14
  2. 1 2 Scardino.
  3. ↑ Comacchio, pp. 6, 12
  4. ↑ Comacchio, pp. 6,12, 14
  5. ↑ Riconoscimento dato anche a Giuseppe Ungaretti, Arnoldo Mondadori, Herbert von Karajan, Richard Burton.
  6. 1 2 3 Turola.
  7. ↑ Comacchio, pp. 4-5, 14

Bibliografia

Approfondimenti