
Nina Carolyn Paley (Urbana, 3 maggio 1968) è una fumettista, animatrice e attivista statunitense.
Nota per la striscia a fumetti Nina's Adventures e Fluff, è nota per essere anche una promotrice del movimento per la cultura libera.
Distribuisce gran parte del suo lavoro, tra cui Nina's Adventures, Fluff e tutto il lavoro originale in Sita Sings The Blues, con licenza copyleft.
Nata a Urbana (Illinois), figlia di Jean e Hiram Paley, di origine ebraica, suo padre era professore di matematica all'Università dell'Illinois e fu sindaco di Urbana per un mandato nei primi anni 1970.
Frequentò le scuole locali, diplomandosi alla University High School nel 1986. In quel periodo llustrò il fumetto History of the North Pole in collaborazione con l'insegnante di storia della University High School Chris Butler, studiò arte all'Università dell'Illinois per due anni prima di ritirarsi. Mentre frequentava al college, il suo fumetto Joyride uscì sul quotidiano The Daily Illini.
Nel 1988 si trasferì a Santa Cruz, in California, e iniziò a scrivere e disegnare la striscia Nina's Adventures. Nel 1991, illustrò The Santa Cruz Haggadah e si trasferì a San Francisco.

Nel 2002, scrisse e diresse Fetch!, un cortometraggio animato umoristico basato su una serie di illusioni ottiche, che riscosse grande successo.
Dal 2002, Nina Paley concentrò il suo lavoro sul controverso tema della crescita demografica. Il lavoro più notevole che realizzò su questo argomento fu The Stork, in cui l'ambiente naturale viene bombardato e distrutto dalle cicogne che lasciano cadere fasci di bambini. Il film è un'espressione compatta del conflitto tra la crescente popolazione umana e l'ecosistema in cui deve vivere. Il filmato, di 3 minuti e mezzo, ha riscosso un notevole successo nei festival e le è valso un invito al Sundance Film Festival.
In questo periodo ha anche collaborato in diverse strisce a fumetti al Movimento per l'estinzione umana volontaria, di cui è membro e portavoce occasionale. Nel 2012 ha pubblicato su Vimeo un'animazione dal titolo This Land is Mine che descrive i conflitti mediorientali nel corso della storia;Il video è stato premiato "Staff Pick". Tra un progetto e l'altro ha lavorato come regista freelance presso i Duck Studios di Los Angeles, e ha insegnato nella sezione Design e Tecnologia della Parsons The New School for Design.
A partire dal 2008 ha realizzato due lungometraggi animati: Sita Sings the Blues (2008) e Seder-Masochism (2018).
Anche se di provenienza ebraica, Nina è atea, come lo era il padre.
A causa degli ostacoli incontrati nell'ottenere i diritti per Sita Sings the Blues, Nina ha deciso di prendere parte attivamente al movimento per la cultura libera.
Dal 2009 ha residenza artistica presso l'organizzazione no profit QuestionCopyright.org, dove si occupa di vari progetti riguardanti le restrizioni del copyright e la libertà artistica. Ha scritto e interpretato la canzone “Copying Isn't Theft” (Copiare non è rubare), pensata per essere liberamente remixata da altre persone, con il clip animato. I sottotitoli della canzone sono stati tradotti in 10 lingue e sono state pubblicate versioni in portoghese brasiliano, francese, italiano e spagnolo.
Il 9 marzo 2010 ha iniziato a pubblicare sul suo blog una nuova striscia a fumetti a tre vignette, Mimi & Eunice, che evidenzia i problemi e i paradossi della proprietà intellettuale. La striscia ha uno stile grafico semplice e presenta due personaggi: Mimi (con le orecchie a punta) ed Eunice (con le orecchie cadenti), che Nina descrive come "due bambine di mezza età/baby psicopatiche/lesbiche eterosessuali". È distribuita con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike. Nel 2010 è stato pubblicato il libro Misinformation Wants To Be Free, con circa 200 strisce a colori di "Mimi & Eunice".
Ha pubblicato gran parte del suo lavoro, tra cui Nina's Adventures, Fluff e tutti i lavori originali in Sita Sings The Blues, sotto licenza copyleft. Il sito web di Sita Sings the Blues include un wiki in cui i suoi fan hanno contribuito con i sottotitoli tradotti per il film.
Ha vinto il premio Public Knowledge IP3 nel 2010 "per il suo lavoro sulla proprietà intellettuale".
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 65627901 · ISNI (EN) 0000 0000 2961 2132 · Europeana agent/base/94867 · LCCN (EN) n90642583 · GND (DE) 1300940816 · BNF (FR) cb16225167h (data) · J9U (EN, HE) 987007266378805171 |
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