Niso Fumagalli

Niso Fumagalli

Presidente dell'Associazione Italiana della Rosa
Durata mandato1963 –
1990
Tipo nominaelezione interna associativa
Incarichi parlamentari
Fondatore e presidente
[Storia dell'Associazione Italiana della Rosa, su AIROSA. URL consultato l'11 settembre 2025. Sito istituzionale]

Dati generali
Professioneimprenditore

Niso Fumagalli (Monza, 1918 – Monza, 9 marzo 1990) è stato un imprenditore e filantropo italiano tra gli artefici della crescita della Candy Elettrodomestici nel secondo dopoguerra.

Fondò e presiedette l'Associazione Italiana della Rosa (1963) e promosse la creazione del Roseto Niso Fumagalli nei Giardini Reali di Monza, sede dei Concorsi Internazionali per Rose Nuove (1965-2015).

Biografia

Origini

Niso Fumagalli nacque a Monza, figlio di Eden Fumagalli, fondatore delle Officine Meccaniche Eden Fumagalli (OMEF).

Dalle OMEF alla Candy

Le trasformazioni del dopoguerra interessarono l'azienda di famiglia OMEF, fondata a Monza nel 1927. Alla Fiera di Milano del 1946 fu presentata la prima lavabiancheria italiana per uso domestico, la "Candy 50", evento considerato l'avvio del marchio sul mercato nazionale.

Stabilimento di Brugherio e diversificazione

Nel 1961 fu inaugurato il complesso produttivo di Brugherio; negli stessi anni prese forma la diversificazione verso nuove linee, tra cui la "Stipomatoc" (lavastoviglie, 1966).

Presidenza e sviluppo del gruppo

Alla fine del decennio, con la scomparsa del fondatore Eden, la guida operativa passò ai figli. Le fonti d'impresa indicano che nel 1970 Niso Fumagalli assunse, con il fratello Peppino, la conduzione del gruppo, ricoprendo ruoli apicali (presidente/amministratore delegato secondo gli assetti societari del periodo). In questi anni furono avviate intese di filiera e prime acquisizioni (cucine Sovrana/Fiars e Kelvinator Italiana), segnando l'espansione oltre il comparto del lavaggio.

Strategia di gruppo e internazionalizzazione

Negli anni ottanta il gruppo fu riorganizzato come holding con società operative per linee di prodotto, avviando internazionalizzazione produttiva e commerciale; si segnala l'avvio di stabilimenti all'estero e l'acquisizione della francese Rosières (1987, poi 70% nel 1989), operazioni che portarono a un ampliamento della presenza europea.

Alla morte di Niso Fumagalli, la presidenza passò al fratello Peppino; le cronache aziendali ricordano per quell'anno un fatturato di rilievo e la prosecuzione della strategia di espansione.

Associazione Italiana della Rosa, Roseto e concorsi

Nel 1963 Niso Fumagalli fondò a Monza l'Associazione Italiana della Rosa (AIR), di cui fu presidente fino al 1990. Nel 1964 promosse, con il comune di Monza, la realizzazione di un roseto permanente nei giardini della Villa Reale di Monza, progettato da Francesco Clerici e Vittorio Faglia; il roseto divenne sede dei Concorsi Internazionali per Rose Nuove (1965-2015). Tra le madrine delle prime edizioni figurano Carla Fracci (1969) e Grace di Monaco (1970). Nel 2004 il giardino ha ricevuto il riconoscimento internazionale Award of Garden Excellence della World Federation of Rose Societies.

Impegno civico e iniziative sociali

Sostenne progetti di educazione tecnica e iniziative per la valorizzazione del verde pubblico a Monza, in collaborazione con enti locali e associazioni culturali.

Morte

Niso Fumagalli morì a Monza il 9 marzo 1990. La data è attestata da fonti aziendali e locali; nel 2015 la comunicazione ufficiale del gruppo ricordava la coincidenza con la scomparsa del fratello Peppino, avvenuta 25 anni dopo nello stesso giorno.

Eredità e memoria

L'impegno di Niso Fumagalli ha lasciato una duplice eredità, industriale e culturale. Sul piano imprenditoriale, la Candy da lui guidata con i fratelli si è affermata tra i principali gruppi europei del settore degli elettrodomestici, consolidando a partire dagli anni sessanta la leadership nel lavaggio domestico e avviando processi di internazionalizzazione già negli anni ottanta. Dopo la sua morte, l'azienda è rimasta sotto la guida familiare fino all'acquisizione da parte di Haier Europe nel 2019, mantenendo il marchio Candy come linea di riferimento.

Sul piano culturale e florovivaistico, il Roseto Niso Fumagalli, da lui promosso nel 1964, è divenuto un punto di riferimento internazionale per la coltivazione e la selezione di nuove varietà di rose.

Il suo nome resta legato non solo allo sviluppo della moderna industria italiana degli elettrodomestici, ma anche alla valorizzazione del patrimonio verde e culturale di Monza e della Brianza.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— Roma, 27 dicembre 1982
Laurea honoris causa in Ingegneria - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea honoris causa in Ingegneria
— Università degli Studi di Genova, 1968

Note

  1. ↑ Storia dell'Associazione Italiana della Rosa, su AIROSA. URL consultato l'11 settembre 2025.
  2. ↑ Roseto Niso Fumagalli, su Turismo Monza (Comune di Monza). URL consultato l'11 settembre 2025.
  3. ↑ Roseto Niso Fumagalli, su In-Lombardia (Turismo regionale). URL consultato l'11 settembre 2025.
  4. ↑ Fumagalli, Peppino (scheda biografica con riferimenti familiari), su Archivio Storico Fondazione Fiera Milano. URL consultato l'11 settembre 2025.
  5. ↑ Candy (scheda d'archivio), su Archivio Storico Fondazione Fiera Milano. URL consultato l'11 settembre 2025.
  6. ↑ 12 settembre 1946: la prima lavabiancheria made in Italy, su il Mulino, 10 settembre 2021. URL consultato l'11 settembre 2025.
  7. ↑ Eden Fumagalli, su Treccani – Dizionario Biografico. URL consultato l'11 settembre 2025.
  8. ↑ Elettrodomestici – Candy sa come si fa, su Tecn\u00e9Lab, 3 maggio 2011. URL consultato l'11 settembre 2025.
  9. ↑ Fumagalli, Peppino (nota: Niso Fumagalli 1918-1990, co-conduzione dal 1970), su Archivio Storico Fondazione Fiera Milano. URL consultato l'11 settembre 2025.
  10. 1 2 Ricordo del Signor Candy Peppino Fumagalli, su BrianzaPiù, 2015. URL consultato l'11 settembre 2025.
  11. ↑ Eden Fumagalli (sezione su diversificazione e accordi 1970-71), su Treccani. URL consultato l'11 settembre 2025.
  12. ↑ Elettrodomestici – Candy sa come si fa (cenni su struttura e capacità produttiva), su Tecn\u00e9Lab, 3 maggio 2011. URL consultato l'11 settembre 2025.
  13. ↑ I miti italiani: Candy (dossier storico) (PDF), su Ad Hoc Communication. URL consultato l'11 settembre 2025.
  14. ↑ \u00c8 morto Peppino Fumagalli – Omaggio al papà della Candy (nota sul 9 marzo come data della scomparsa di Niso), su Candy Hoover Channel, 10 marzo 2015. URL consultato l'11 settembre 2025.
  15. ↑ Storia dell'AIR, su AIROSA. URL consultato l'11 settembre 2025.
  16. 1 2 Roseto Niso Fumagalli, su APGI – Associazione Parchi e Giardini d'Italia. URL consultato l'11 settembre 2025.
  17. 1 2 3 Roseto Niso Fumagalli, su Turismo Monza. URL consultato l'11 settembre 2025.
  18. ↑ Carla Fracci fu la prima madrina del concorso delle rose di Monza, su Il Cittadino di Monza e Brianza, 27 maggio 2021. URL consultato l'11 settembre 2025.
  19. ↑ Le più belle rose premiate a Monza, su Bricoliamo. URL consultato l'11 settembre 2025.
  20. 1 2 Il Roseto Niso Fumagalli a Monza, su Il Bello – giornale online, 28 maggio 2022. URL consultato l'11 settembre 2025.
  21. ↑ \u00c8 morto Peppino Fumagalli – Omaggio al papà della Candy, su Candy Hoover Channel, 10 marzo 2015. URL consultato l'11 settembre 2025.
  22. ↑ Ci lascia Peppino Fumagalli, quello dell'impero Candy, su MBNews, 10 marzo 2015. URL consultato l'11 settembre 2025.
  23. ↑ I miti italiani: Candy (PDF), su Ad Hoc Communication. URL consultato l'11 settembre 2025.
  24. ↑ Candy (scheda storica), su Archivio Storico Fondazione Fiera Milano. URL consultato l'11 settembre 2025.
  25. ↑ (EN) Haier completes Candy’s acquisition, su HA Factory, 10 gennaio 2019. URL consultato l'11 settembre 2025.
  26. ↑ Fumagalli Ing. Niso Angelo – Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, su Quirinale. URL consultato l'11 settembre 2025.
  27. ↑ Brugherio: laurea honoris causa a Niso Fumagalli, su Archivio Luce. URL consultato l'11 settembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

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